26/11/2008, 00.00
VIETNAM
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Non possono vedere il loro avvocato i cattolici vietnamiti sotto processo

Il legale dice di avere le prove della loro innocenza, ma tema che il carattere politico del procedimento ne impedirà l’assoluzione. La Federazione dei media cattolici vietnamiti chiede a Hanoi di rispettare le sue stesse leggi.
Hanoi (AsiaNews) – Non possono neppure incontrare il loro avvocato due degli otto cattolici che il 5 dicembre saranno processati per la vicenda del terreno dela parrocchia di Thai Ha. A denunciarlo è lo stesso legale, Le Tran Luat, il quale prevede che difficilmente gli imputati saranno assolti, benché innocenti, in quello che ha tutti i connotati del processo politico.
 
Intervistato dalla BBC, l’avvocato ha detto di aver potuto incontrare solo sei degli otto accusati di danneggiamento di beni dello Stato e di avver turbato l’ordine pubblico.  I due con i quali non ha potuto parlare sono due donne, Nguyen Thi Nhi, che ha 46 anni, e Ngo Thi Dung, che ne ha 54. Entrambe sono rinciuse nel carcere di Hoa Lo, usato un tempo per i prigionieri di guerra ed ora per i “politici”.
 
L’accesso vi è fortemente limitato. “Mi è stato negato il permessi di visitare i miei clienti”, ha detto il legale, che ha spiegato che “i prigionieri sono sempre spinti a rifiutare ogni contatto” e chi cerca di vedere gli avvocati viene sottoposto a punizioni e matrattamenti.  
Parlando delle accuse di danneggiamewnto – per aver abbattuto un tratto di muro - Le dice di “avere abbastanza prove che il terreno appartiene alla parrocchia, il muro era stato costruito illegalmente sul loro terreno ed avevano il diritto di abbatterlo. Non possono essere accusati di aver danneggiato una proprietà statale”. Ed inoltre, “vi andavano a pregare. Come si può interpretare questo come ‘condotta disordinata’?”.
 
Ciò malgrado, “non posso aspettarmi una sentenza di assoluzione”, vista la natura politica del processo. “Nella mia esperienza – aggiune – in questi casi, se l’accusato si dichiara colpevole, come il governo vuole, ottiene una sentenza mite. Coloro che invece insistono a dirsi non colpevoli sono trattati più duramente, con condanne tra i due e i tre anni di carcere”. Comunque “voglio provare all’opinone pubblica che sono innocenti”. 
La comunità dei Redentoristi di Hanoi, che guida la parrocchia di Thai Ha, teme in particolare per le due donne incarerate a Hoa Lo. Nhi, in particolare, è stata oggetto di aspri attacchi da parte della stampa governativa, in quanto ha preso parte anche alle manifestazioini riguardanti la ex delegazione apostolica.
 
Il processo contro gli otto cattolici sta suscitando reazioni a livello internazionale: da Sydney la Federazione dei media cattolici vietnamiti ha lanciato un documento nel quale si chiede la fine della “campagna della stampa governativa contro i cattolici” e della “persecuzione contro sacerdoti e fedeli”. Esso chiede anche al governo “il rispetto delle sue stesse leggi e la restituzione delle proprietà ai legittimi proprietari” ed è firmato, tra gli altri, da mons. Peter Tai Van Nguyen , direttore di Radio Veritas Asia, nelle Filippine, padre  John Nghi Tran, direttore di VietCatholic News Agency (Usa), padre Joachim Viet-Chau Nguyen Duc, direttore, di People Of God Magazine in America, padre Anthony Quang Huu Nguyen, direttore di People Of God Magazine in Australia, padre Stephen Luu Thuong Bui, direttore di People Of God Magazine in Europa e padre Paul Van-Chi Chu, direttore di Gospel and Peace Radio (Australia).
 
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