4 Luglio 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 22/06/2012
TIBET – CINA – INDIA - ITALIA
Non solo Milano: “Il Dalai Lama è oramai un apolide in tutto il mondo”
Una fonte tibetana commenta per AsiaNews la decisione di revocare la cittadinanza onoraria del capoluogo lombardo al leader buddista: “Una scelta che non stupisce nessuno, ormai la Cina può imporre la propria volontà praticamente a chiunque”. Pechino aveva minacciato di boicottare l’Expo 2015 e ha ottenuto la marcia indietro di Palazzo Marino. Pressioni anche dall’India, che non vuole avere problemi per la questione tibetana.

Roma (AsiaNews) - "La cosa che dispiace di più è che il Dalai Lama, un uomo di pace, è divenuto di fatto un apolide. Tutto il mondo gli fa grandi sorrisi, ma all'atto pratico nessuno è disposto ad aiutarlo. Tanto più adesso che la Cina è divenuta una potenza economica di primo piano e può imporre la propria volontà al mondo". A parlare è una fonte di AsiaNews in Tibet, anonima per motivi di sicurezza, secondo la quale la decisione di Milano di non concedere la cittadinanza al Nobel per la Pace "non è una novità per nessuno".

Il sindaco del capoluogo lombardo, Giuliano Pisapia, ha confermato ieri che la decisione di rendere il Dalai Lama cittadino milanese è stata revocata. Il consiglio comunale ha votato la mozione con 15 voti favorevoli, 12 contrari e tre astenuti - fra cui proprio Pisapia - e ha dichiarato che "una riflessione del consiglio comunale, con una manifestazione particolare in omaggio al Dalai Lama, è la soluzione più convincente e ragionevole".

Secondo diverse fonti, la marcia indietro è stata imposta dalle autorità cinesi in Italia che hanno minacciato di boicottare l'Expo di Milano previsto per il 2015. Il console cinese si è recato a Palazzo Marino - sede dell'esecutivo milanese - due giorni fa; inoltre, diversi consiglieri comunali confermano di aver ricevuto segnali in questo senso da parte di industriali e membri della comunità cinese in Lombardia.

Per il governo cinese, il Dalai Lama è un pericoloso secessionista e "un lupo vestito da monaco" che cerca l'indipendenza del Tibet. Da parte sua, il leader del buddismo tibetano non chiede più l'indipendenza da decenni ma insiste affinché il regime di Pechino conceda autonomia religiosa e culturale all'etnia tibetana rimasta nella regione. Per evitare problemi, la Cina fa continue pressioni in tutto il mondo per ridurlo al silenzio.

La fonte di AsiaNews commenta: "La decisione di Milano non stupisce nessuno. Quando il nostro leader si reca in visita in tutto il mondo riceve sempre grandi sorrisi e l'attenzione della stampa, ma nessuno fino a oggi ha avuto il coraggio di impegnarsi in prima persona per una risoluzione della questione tibetana. Il Dalai Lama ha molti amici, ma nessuno di loro sembra essere molto coraggioso. Noi speravamo tanto anche in Giovanni Paolo II, che è stato un grande Papa e un buon amico del leader buddista, ma la situazione non si è mai sbloccata".

Alle pressioni cinesi si aggiungono quelle dell'India, altra grande potenza economica mondiale. Una fonte in Italia racconta infatti ad AsiaNews che alcuni funzionari dell'ambasciata di Delhi a Roma hanno chiesto di "non commentare in alcun modo" la decisione del sindaco di Milano riguardo al Dalai Lama. La maggior parte della diaspora tibetana vive in India, a Dharamsala, insieme al leader buddista; sempre in India ha sede il governo tibetano in esilio.

Il governo di Delhi ha fornito negli ultimi 6 decenni un grande sostegno alla causa del Tibet e ha difeso i leader tibetani dalle pressioni e dalle minacce di Pechino. Negli ultimi anni, tuttavia, questo sostegno ha iniziato a vacillare e in India si sono aperte polemiche sulla presenza della diaspora e del loro esecutivo sul suolo indiano.

Secondo diversi esperti della questione, anche la posizione dei politici tibetani presenta diverse lacune. La diaspora vive infatti grazie alle generose donazioni dei fedeli buddisti sparsi per il mondo: questo denaro viene gestito dall'esecutivo in esilio che, se la questione tibetana venisse risolta, sarebbe subito dopo sciolto.

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
05/12/2013 TIBET - CINA
Giovane padre tibetano si dà fuoco per chiedere la fine della repressione cinese
04/07/2015 TIBET
I tibetani di tutto il mondo in festa per l’80mo compleanno del Dalai Lama
18/01/2008 INDIA – TIBET – CINA
I monaci tibetani “suicidi”, vittime della repressione pre-Olimpiadi
di Nirmala Carvalho
03/03/2010 CINA – TIBET
Pechino, il falso Panchen Lama entra nel governo
di Nirmala Carvalho
12/11/2013 TIBET - CINA
Tibet, sopravvissuto il giovane monaco che si è dato fuoco per la libertà

In evidenza
ISLAM – M.ORIENTE
Al Azhar e il Vaticano sul terrorismo. Le ambiguità della comunità internazionale
di Bernardo CervelleraL’autorevole università sunnita denuncia le violenze “odiose” dello Stato islamico e domanda al mondo di sconfiggere questo gruppo “attraverso ogni modo possibile”. Vaticano: il terrorismo è una minaccia per l’umanità intera. La Francia dice di combattere il terrorismo, ma poi vende armi, aerei, elicotteri da guerra all’Arabia saudita, che sostiene il fondamentalismo islamico. Il Kuwait lascia vivere i salafiti che appoggiano al Nusra e lo Stato islamico. La Turchia contro i kurdi; gli Stati Uniti contro Iran, Russia e Cina.
TUNISIA - ISLAM
Tunisi, fermare il terrorismo chiudendo le moschee fondamentalistePer il presidente Essebsi, la sfida del terrore può essere affrontata solo con una strategia unitaria e globale. L’attentato a Sousse quasi in contemporanea con quelli in Francia, in Kuwait, in Somalia. Le rivendicazioni dello Stato islamico.
VATICANO – ITALIA
Torino, Papa ai giovani: Siate casti nell’amore e andate controcorrente. Non andate in pensione a 20 anni!L’ultimo incontro della prima giornata di Francesco a Torino è con i giovani, riuniti a piazza Vittorio. Francesco risponde a braccio a tre domande sull’amore, l’amicizia e la sfiducia nei confronti della vita: “Vi capisco, quanti sono ipocriti e parlano di pace vendendo armi. Come si può avere fiducia? Seguendo Cristo, il cui gesto di amore estremo, cioè la Croce, ha salvato l’umanità”. Una disamina degli orrori del Novecento come prova di sfiducia nei confronti delle potenze mondiali. E il ripetuto invito ai ragazzi: “Non andate in pensione a 20 anni, vivete e non vivacchiate!”. Il testo completo della risposta del papa (a cura di AsiaNews).

Dossier


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate