13/05/2010, 00.00
ISRAELE – ONU
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Nucleare: l’arsenale israeliano al centro del prossimo incontro Aiea

L’agenzia dell'Onu chiede che la posizione di Tel Aviv sia discussa nel vertice di giugno. Israele non ha mai firmato il Trattato di non proliferazione, perché comporta l’apertura dei siti agli ispettori. Esperto israeliano: posizione sbagliata, serve trasparenza. Washington declassa una lettera di Kissinger a Nixon, che autorizza il nucleare israeliano.
Tel Aviv (AsiaNews) – Israele è di nuovo nel mirino dell’agenzia dell'Onu per l'energia atomica per l’arsenale nucleare segreto di cui è dotata. Tel Aviv non ha mai sottoscritto il Trattato di non proliferazione nucleare; l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA) chiede che la posizione israeliana venga discussa durante la prossima riunione, prevista nel mese di giugno.
 
Per mesi l’Occidente ha promosso una durissima campagna contro il programma nucleare iraniano: secondo Teheran esso ha scopi pacifici; le potenze occidentali ritengono invece che nasconda il progetto di costruzione della bomba atomica. Tuttavia, Israele è l’unica nazione in tutta l’area Mediorientale che possiede l’atomica, sebbene la portata dell’arsenale sia rimasta segreta. Fonti occidentali ritengono che lo Stato ebraico possieda una riserva nucleare nell’impianto di Dimona (nella foto), nel deserto di Negev, attivo da 40 anni.
 
Avner Cohen, esperto di nucleare, conferma che “molto probabilmente” Israele è la sola potenza atomica – non dichiarata – nel Medioriente. “[Tel Aviv] possiede un arsenale di 80 o 100 testate – afferma l’esperto – ma sono tutte supposizioni”. Egli aggiunge che Israele “si sente autorizzata” a possedere l’atomica quale “deterrente” per impedire un secondo Olocausto.
 
Tuttavia, il professor Cohen è contrario alla politica di riserbo assoluto promossa in merito da Tel Aviv, anche in vista di un eventuale accordo di pace nella regione Mediorientale. “Penso che se si vuole raggiungere un accordo con l’Iran – sottolinea – bisogna rispettare questa norma di intesa e di trasparenza”.
 
Intanto le nazioni Arabe insistono sulla volontà di creare una regione priva di arsenali nucleari e invitano Israele sottoscrivere il Trattato di non proliferazione; un passo che Teheran, invece, in qualche modo ha compiuto. Il premier Benjamin Netanyahu non ha partecipato alla recente Conferenza sul nucleare promossa a Washington da Barack Obama, perché Egitto e Turchia avrebbero sollevato la questione durante il vertice.
 
Tel Aviv ribadisce la ferma opposizione alla firma del Trattato, perché prevede l’apertura dei siti alle ispezioni degli esperti. Una posizione definita “corretta” dal Ministro della difesa Ehud Barak, secondo cui “non vi sono ragioni per cambiare” visto che si “opera a stretto contatto, direi con le necessarie precauzioni, con gli Stati Uniti”.
 
Nei giorni scorsi, infine, Washington ha declassato una lettera di Henry Kissinger al presidente Richard Nixon, in cui si dava il via libera al nucleare israeliano. Confermando di essere a conoscenza dell’arsenale atomico di Tel Aviv, l’ex Segretario di Stato Usa scriveva che “mentre in via teorica vorremmo contrastare” il possesso di armi di Israele – fonte di instabilità nella regione – “ciò che davvero vogliamo come minimo” è impedire che la riserva diventi “un fatto di dominio pubblico”.
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