08/01/2009, 00.00
VIETNAM
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Nuova direttiva di Hanoi sui beni della Chiesa: niente sarà restituito

Una normativa con disposizioni oscure afferma che l’utilizzo dei beni ecclesiastici concessi dallo Stato a “organizzazioni” deve rispettare la destinazione e non ferire i sentimenti dei fedeli. Che saranno duramente puniti se protesteranno.
Hanoi (AsiaNews) – Nessuna delle 2250 proprietà requisite alla Chiesa vietnamita sarà restituita ai proprietari e quelle “trasmesse” dallo Stato a “organizzazioni o agenzie, debbono essere utilizzate effettivamente per il fine precisato e non ferire i sentimenti dei fedeli” o saranno tolte ai concessionari ed usate per fini pubblici. Saranno severamente punite le manifestazioni di questi ultimi che creassero “disordine sociale”. Dice così la nuova direttiva del primo ministro vietnamita Nguyen Tan Dung  (N° 1940/CT-TTg) concernente “i terreni e le proprietà in rapporto con la religione”, resa nota il 6 gennaio.
 
La disposizione, che contiene norme decisamente oscure, prende evidentemente spunto dalle vicende, che non cita, della ex delegazioni apostolica e della parrocchia di Thai Ha ad Hanoi e dalla vicenda del convento delle suore di San Paolo a Vinh Long.
 
La direttiva, innanzi tutto afferma che i terreni confiscati dallo Stato “prima dell’1 luglio 1991 vanno regolati dalla Risoluzione 23/2003/QH11”. Quest’ultima, pubblicata il 26 novembre 2002, stabliva che tutti i terreni e le proprietà espropriati prima del primo lulio 1991 per creare il regime socialista in Vietnam non saranno restituiti ai proprietari. E tutte le proprietà della Chiesa rientrano in tale categoria. La conferma della norma del 2003 fa cadere qualsiasi ipotesi di restituzione, che lo stesso governo aveva lasciato intravedere.
 
Una norma, decisamente oscura, dopo aver affermato la necessità di rispettare la destinazione del bene, aggiunge che “nel caso nel quale nascesse un conflitto dopo che l’organismo religioso ha accettato di cedere o di offrire il suo diritto di utilizzazione delle terre, bisognerà tornare alle disposizioni di legge esistenti prima del rilascio del certificato del diritto alla utilizzazione della terra”.
“La nuova direttiva non contiene nulla di nuovo”, commenta padre Joseph Nguyen, di Hanoi. “Quanto accaduto alla delegazione apostolica – ha aggiunto a VietCatholic News – è un esempio. E’ stata trasformata in un parco pubblico, anche se a poche centinaia di metri c’è il grande parco di Hoan Kiem. Si può dire che ora è usata ‘effettivamente’ ed ‘in modo da non offendere i sentimenti dei fedeli?’”. ”In realtà – conclude – la direttiva non tenta di risolvere le questioni relative ai terreni ed alle proprietà ecclesiastiche prese dal governo”. Essa “punta sulla minaccia di punire duramente qualsiasi protesta per i terreni da parte di cattolici o fedeli di altre religioni”.
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