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  • » 02/08/2007, 00.00

    IRAN

    Nuova ondata di esecuzioni pubbliche in Iran



    Dopo la sospensione della pena capitale per Kobra Ramampuor, la Giustizia iraniana impicca a Mashad 7 uomini. Sopra il patibolo la scritta “Applicare la Giustizia = Aumentare la sicurezza”. Da gennaio a luglio 2007, già 143 le esecuzioni portate a termine.
    Teheran (AsiaNews) – La soddisfazione di attivisti per i diritti umani alla notizia della sospensione della pena capitale comminata dalla Giustizia iraniana alla giovane Kobra Ramampuor, è stata presto spenta da una nuova ondata di esecuzioni pubbliche condotte da Teheran. Ieri in due differenti zone del Paese, almeno 9 persone sono state impiccate.
     
    La stampa locale riferisce che nella città di Mashad, nord-ovest della capitale, 5 uomini condannati per stupro, sequestri, assunzione di droghe e rapina a mano armata sono stati giustiziati. La tv di Stato ha mostrato le immagini dell’esecuzione: i corpi dei condannati pendevano sotto la scritta “Applicare la Giustizia = Aumentare la sicurezza”. Altri due uomini, invece, sono stati impiccati nei dintorni di Mashad.
     
    Sempre ieri due impiccagioni sono state eseguite nel carcere di Zahedan, capitale della provincia di Sistan Baluchestan, ai confini con Afghanistan e Pakistan. “Erano nemici di Dio e diffondevano immoralità” ha spiegato un funzionario giudiziario locale.
     
    Solo 10 giorni fa, il 22 luglio, la stampa internazionale e iraniana aveva dato risalto alla decisione del responsabile dell’apparato giudiziario dell’Iran, l'ayatollah Mahmud Hashemi Sharoudi, di sospendere definitivamente l’esecuzione di Kobra Ramampuor, per la cui salvezza si è assistito ad un’ampia campagna di mobilitazione a livello mondiale. La famiglia dell’anziana suocera, che Kobra ha ucciso 5 anni fa per legittima difesa, è convinta a concedere il perdono in cambio di una indennizzo economica.
     
    Gruppi per i diritti umani avvertono che le esecuzioni capitali in Iran sono in aumento. Secondo un recente rapporto di Amnesty International, il loro numero è raddoppiato: nel 2006 se ne registrarono 177, mentre solo per i primi 7 mesi del 2007 si parla già di 143. In Iran la pena di morte è prevista per i reati di adulterio, spionaggio, omicidio, aggressione a mano armata, traffico di stupefacenti, stupro, sodomia, prostituzione e apostasia. Attivisti iraniani avvertono, inoltre, della possibilità che "il regime si serva di queste ondate di esecuzioni pubbliche anche per eliminare alcuni prigionieri politici, spacciandoli per criminali comuni".
     
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