14/09/2007, 00.00
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Nuovo allarme tsunami in Indonesia, il sistema di allerta funziona bene

Stamattina nuova scossa a Sumatra. Dopo i forti terremoti di questi giorni nella regione, esperti Onu notano che il sistema di allerta creato dopo lo tsunami 2004 funziona bene: veloce la comunicazione del pericolo sia tra i Paesi interessati che alle varie popolazioni locali.
Jakarta (AsiaNews/Agenzie) – Ha funzionato bene il sistema di allarme anti-tsunami installato nel sud est asiatico dopo l’onda anomala che il 26 dicembre 2004 ha ucciso oltre 230mila persone in diversi Paesi dell’Oceano indiano. Lo hanno verificato gli esperti delle Nazioni Unite in seguito alle numerose e violente scosse che continuano ad interessare l’Indonesia dallo scorso 12 settembre.
 
Anche oggi Jakarta ha diffuso un altro allarme tsunami dopo che un nuovo forte terremoto, di magnitudo 6,9 della scala Richter, ha colpito la costa occidentale dell'isola di Sumatra. Nei giorni scorsi, gli allarmi per eventuali tsunami erano sempre rientrati, anche dopo una la scossa di magnitudo 8,4 dello scorso 12 settembre. Da allora il bilancio dei morti in Indonesia è salito a 14, mentre operatori umanitari sono già sul campo soprattutto a Bengkulu, la zona più colpita. Anche organizzazioni cattoliche come il Catholic Relief Service hanno annunciato la loro disponibilità a portare soccorso agli sfollati e ai feriti.
 
Michael Rottmann, coordinatore speciale Onu per i sistema di allerta, riferisce che “appena dopo 6 minuti dalla prima scossa”, le autorità indonesiane sono riuscite ad avvertire del pericolo la popolazione con diversi mezzi: usando gli altoparlanti delle moschee, con sms sui cellulari, via e-mail e via fax. In Bangladesh alcuni volontari suonando con corna di toro hanno avvertito i turisti e i pescatori di spostarsi verso zone più elevate.
 
La devastazione provocata dallo tsunami del 2004 aveva mostrato l’inadeguatezza dei sistemi di allerta in uso al tempo: antiquati, con una comunicazione lenta tra i Paesi interessati e una burocrazia farraginosa. Quell’esperienza ha indotto l’Onu a creare un sistema di allerta in tutta la regione, con un costo di 130 milioni di dollari. L’Indian Ocean Tsunami Warning and Mitigation System consiste in una rete di sismografi, boe sottomarine e misuratori di pressione delle acque, ma anche in programmi di addestramento per i funzionari locali addetti ad avvertire in tempo reale la popolazione del pericolo. Il sistema sarà completato alla fine del 2008 migliorando alcuni particolari.
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