10/06/2007, 00.00
FILIPPINE
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Occidentali rapiti nelle Filippine del Sud (Scheda)

Quello di p. Bossi è l’ultimo di una lunga serie di rapimenti a danno degli occidentali, quasi sempre cristiani. Gli autori sono indipendentisti islamici da decenni in lotta con Manila, che cercano notorietà o soldi tramite i riscatti.
Manila (AsiaNews) - L'isola di Mindanao è una zona nota per la presenza di fondamentalisti islamici che negli ultimi anni hanno compiuto numerosi attentati, rapimenti e uccisioni. Il gruppo più numeroso è il Fronte di Liberazione Moro (Milf). Molto attivo è anche il movimento di Abu Sayyaf [Portatori di Spade in lingua locale ndr], composto da guerriglieri affiliati ad al-Qaeda il cui scopo è creare uno Stato musulmano indipendente nel sud del Paese. Dall'inizio delle violenze, nel 1970, si sono registrate oltre 150 mila vittime.
 
A fianco di questi gruppi fondamentalisti, con i quali il governo di Manila sta cercando di avviare una trattativa di pace, esistono numerosi gruppi dediti alla lotta armata per la secessione dell'isola. Questi gruppi si dedicano a sequestri di persona per finanziare l'acquisto di armi e l'addestramento dei guerriglieri. Ricapitoliamo alcuni dei principali episodi di rapimento a danno di stranieri:
 
8 settembre 1998
 
Padre Luciano Benedetti del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) viene sequestrato nei pressi di Sibuco (Zamboanga del Norte, sull'isola di Mindanao). Dopo 68 giorni di prigionia viene rilasciato il 16 novembre.
 
20 marzo 2000
 
Nell'isola di Basilan, nel sud delle Filippine, 29 cattolici, tra cui numerosi bambini, vengono sequestrati in una scuola da estremisti islamici appartenenti al gruppo Abu Sayyaf. In cambio i rapitori chiedono liberazione di tre militanti islamici detenuti negli Usa. Uno dei sequestrati, il sacerdote clarettiano padre Rohel Gallardo, direttore della scuola, viene ucciso in aprile.
 
23 aprile 2001
 
I terroristi di Abu Sayyaf rapiscono a Sipadan (Malaysia) 21 ostaggi tra cui 7 europei: una famiglia di tre tedeschi, una coppia di francesi, una coppia di finlandesi, 9 malaysiani, 2 filippini e 2 sudafricani. Gli ostaggi vengono trasportati nell'isola di Jolo, a circa 1000 km a sud di Manila. Le condizioni per la liberazione degli ostaggi sono il pagamento di un pesante riscatto e la creazione di uno Stato islamico indipendente nel sud delle Filippine.
 
28 agosto 2001
 
A Malabang, nella prefettura apostolica di Marawi (provincia di Lanao del Sur, isola di Mindanao) durante un tentativo di sequestro viene ucciso un prete irlandese, padre Rufus Halley, membro della Società di San Colombano per le Missioni Estere. L'omicidio del religioso, impegnato a fondo nel dialogo interreligioso, è opera del Milf.
 
17 ottobre 2001
 
Mentre sta celebrando messa nella chiesa di Dimataling, località nel sud dell'isola di Zamboanga, presunti guerriglieri musulmani (membri del gruppo Pentagono) rapiscono il missionario italiano Giuseppe Pierantoni. Viene liberato il 14 aprile del 2002.
 
7 giugno 2002
 
Sequestrato il 27 maggio, un missionario evangelico statunitense, Martin Burnham, rimane ucciso nei pressi di Siraway, una città nella penisola di Zamboanga, Mindanao, nel corso di un'operazione militare volta a liberarlo. La moglie del missionario, ferita, viene portata in salvo.
 
10 giugno 2007
 
Subito dopo aver celebrato la messa nella sua parrocchia di Payao, cittadina costiera di Zamboanga, p. Giancarlo Bossi, missionario del Pime, viene rapito da dieci uomini armati. Questi, secondo un colonnello dell’esercito filippino, sarebbero guerriglieri del Moro Islamic Liberation Front. L’operazione sarebbe stata guidata da Aka Kedia, uno dei leader del Milf.
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