4 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 11/06/2012
HONG KONG - CINA
Oltre 25mila in marcia ad Hong Kong per domandare un'inchiesta sulla morte di Li Wangyang
di Eugenia Zhang
Anche un deputato pro-Pechino domanda luce sulla morte. Secondo le autorità cinesi, il dissidente di Tiananmen, divenuto cieco e sordo per le torture subite in carcere, si sarebbe "suicidato". Due giorni fa è stato cremato e seppellito. Un dimostrante: Si uccide il movimento democratico come 23 anni fa a Tiananmen.

Hong Kong (AsiaNews) - Decine di migliaia di persone hanno marciato verso gli uffici del governo cinese a Hong Kong per esigere un'inchiesta sulla morte sospetta di Li Wangyang, dissidente pro-democrazia dei tempi di Tiananmen, trovato impiccato in una stanza di ospedale a Shaoyang (Hunan). Pur essendoci molte discussioni in Cina e all'estero sulla sua morte, il 9 giugno le autorità  hanno cremato il cadavere, dicendo di averlo fatto "con il consenso" della famiglia Li.

Oltre 30 organizzazioni erano presenti alla protesta: sindacati, associazioni femminili, cattolici, protestanti, studenti e gruppi politici. Secondo gli organizzatori almeno 25mila hanno preso parte alla marcia dal distretto di Central, fino all'ufficio del Liaison Office del governo di Pechino, nel Western district. La polizia afferma invece che i partecipanti erano solo 5400.

I dimostranti, quasi tutti vestiti a lutto, hanno espresso doloro per la scomparsa di Li e chiesto giustizia per la sua morte. Essi hanno anche gridato per il rilascio di tutti i dissidenti politici e perché si fermi la repressione contro il movimento democratico in Cina, rivalutando pure il movimento del 4 giugno 1989.

Molti dei presenti hanno portato fiori e incenso da bruciare per Li. Nel caldo del giorno - almeno 30 gradi - la marcia si è aperta con una grande foto di Li Wangyang e uno striscione con sopra scritto il carattere cinese "dian" (che significa "liberazione"), che i cinesi usano tradizionalmente per i funerali.

Li, 62 anni, ha passato 21 anni in prigione, in seguito alla repressione contro il movimento di Tiananmen. Nei giorni prima del massacro, era giunto a Pechino da Shaoyang (Hunan) come rappresentante sindacale. Rilasciato nel 2011, egli aveva perso la vista e l'udito e acquisito alcune disabilità a causa delle torture subite in prigione.

All'inizio di giugno, per commemorare i 23 anni dal massacro del 4 giugno, Li è stato intervistato da un giornale di Hong Kong. Nel dialogo, Li afferma che egli sperava di vedere una Cina democratica e la fine del partito unico; che non rimpiangeva di aver preso parte al movimento democratico. "Anche se mi tagliano la testa - aveva detto - non rimpiango nulla".

Il 6 giugno Li è stato trovato morto e il governo locale ha dichiarato che egli ha commesso suicidio mentre era in ospedale. Pur con tutti i dubbi sulla sua morte, il suo corpo è stato rimosso e cremato in fretta il 9 giugno. Le autorità cinesi  affermano di avere avuto il consenso della famiglia, ma per ora non è possibile raggiungere la famiglia Li per una conferma. Un amico di Li, che è sotto stretta sorveglianza della polizia, ha telefonato ai media dicendo che i familiari di Li hanno acconsentito alla cremazione sotto l'enorme pressione delle autorità.

I dimostranti di Hong Kong domandano che vi sia un'inchiesta per fare emergere la verità sulla morte di Li e fare giustizia a Li e alla sua famiglia. Ip Kwok-him, parlamentare di Hong Kong pro-Pechino, membro dell'Assemblea nazionale del popolo (Anp), con un viraggio a 180 grandi, ha preso la decisione di scrivere al presidente dell'Anp, Wu Bangguo, per domandare un'inchiesta sul caso Li. In precedenza aveva detto che non avrebbe fatto nulla.

Fra i presenti alla marcia, Wong, di professione autista, ha spiegato il motivo della sua partecipazione: egli aveva "grande rispetto per Li, per la sua grande volontà a portare la democrazia in Cina, e per le sofferenze da lui subite in prigione per decenni. Un'inchiesta sulla sua morte è necessaria per fare giustizia a lui e alla sua famiglia. Ventitré anni fa ho visto alla televisione il crescere del movimento democratico di Tiananmen e la violenza in cui è stato soffocato. Ciò è vero allora e adesso. Dobbiamo avere il coraggio di gridare per la giustizia a lui e alla sua famiglia".

Prima della marcia, un gruppo di 100 cattolici si è radunato per un momento di preghiera per Li e la sua famiglia e per tutti i dissidenti in Cina.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
03/06/2008 HONG KONG – CINA
La marcia per le vittime di Tiananmen ricorda i morti del Sichuan
05/06/2007 HONG KONG – CINA
Card. Zen: “Pechino lavi la sporcizia lasciata dal massacro di Tiananmen”
di Kevin Wang
01/06/2009 HONG KONG - CINA
Migliaia in marcia ad Hong Kong per ricordare Tiananmen
di James Wang
04/06/2014 CINA - HONG KONG
Piazza Tiananmen sotto controllo per il 4 giugno. A Hong Kong si prepara la veglia per ricordare gli uccisi
02/06/2014 HONG KONG - CINA
Hong Kong, migliaia in piazza per il 25mo anniversario del massacro di Tiananmen

In evidenza
CINA
Wenzhou, anche la Chiesa non ufficiale contro le demolizioni. La diocesi in digiuno
di Joseph YuanDopo la marcia del 90enne vescovo ufficiale mons. Vincent Zhu Weifang, il coadiutore mons. Peter Shao Zhumin e tutto il clero non ufficiale pubblicano una lettera aperta in cui chiedono di fermare la campagna di demolizione delle croci. Un appello ai cattolici “della Cina e del mondo intero” affinché si uniscano alla protesta, a sostegno della Chiesa cinese. Persino un vescovo illecito manifesta solidarietà con il clero del Zhejiang, contro gli atti del governo.
CINA
Wenzhou: Vescovo 90enne e 26 preti manifestano contro la demolizione delle croci
di Joseph YuanNon è la prima volta che l'anziano vescovo e i suoi sacerdoti si esprimono contro la campagna di demolizione di croci e chiese, che ha colpito oltre 400 edifici. La polizia ha cercato di disperderli e il gruppo ha presentato una petizione. La coroncina della Divina Misericordia a sostegno della Chiesa cinese. Entro il 31 agosto verranno abbattute le croci delle chiese nella zona di Lishui.
ISRAELE-IRAN
Dopo l’accordo sul nucleare, Israele dovrebbe diventare il miglior alleato dell’Iran
di Uri AvneryE’ la tesi del grande statista e pacifista Uri Avnery, leader del gruppo Gush Shalom, sostenitore della pace fra israeliani e palestinesi. Secondo Avnery, l’Iran desidera solo essere una potenza regionale e del mondo islamico, capace di commerciare con tutti, grazie alla sua raffinata e millenaria esperienza. Di fronte, rivolti al passato, vi sono le monarchie e gli emirati del Golfo. L’Iran può essere un ottimo alleato contro Daesh. Gli abbagli di Netanyahu e dei politici e media israeliani. (Traduzione dall’inglese di AsiaNews).

Dossier


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate