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  • » 19/10/2004, 00.00

    india

    Oltre 300 tribali riconvertiti con la forza all'induismo

    Nirmala Carvalho

    Mons. Bilung, vescovo in Orissa: "I cristiani sono ricattati e costretti ad abiurare la loro fede".

    Mumbai (AsiaNews) - Con una cerimonia pubblica 300 tribali cristiani sono stati riconvertiti all'induismo. Dopo il rito ai tribali sono stati regalati cibo e vestiti nuovi. Il fatto è avvenuto domenica 17 ottobre nel distretto di Sindurgh, nell'Orissa (nordest dell'India). Lo riferisce ad AsiaNews mons. Alphonse Bilung, vescovo di Rourkela, la diocesi in cui si è svolto il fatto.

    "I media hanno parlato di 80 famiglie 'ritornate' all'indusimo, ma la verità è che si tratta di 336 persone, riconvertite con la forza e le lusinghe" afferma mons. Bilung. "I gruppi fondamentalisti dicono bugie, mentono sui numeri delle persone convertite per incutere timore e paura tra i tribali e vantarsi dei loro successi". Mons. Bilung ha parlato con il sacerdote della parrocchia in cui sono avvenute le riconversioni. Il parroco ha riferito che domenica pomeriggio a pochi chilometri dalla chiesa cattolica si è svolta una grossa riunione di indù. Dalla mattina jeep e furgoni continuava a portare tribali da 3 diversi villaggi distanti 100 km, condotti a Sindurgh appunto per la cerimonia di riconversione all'indusimo.

    Mons. Bilung denuncia che "i gruppi fondamentalisti, molto attivi in Orissa, creano una situazione molto difficile per i tribali cristiani che vivono tra gli indù. Essi si trovano in pratica incapaci di sopravvivere in mezzo alle difficoltà. Gli integralisti li minacciano di conseguenze spaventose se frequentano la chiesa per le celebrazioni religiose. I tribali dipendono in larga parte dalla maggioranza indù per quanto il lavoro, ad esempio nelle miniere di ferro".

    Mons. Bilung ritiene che le recenti riconversioni dei tribali cristiani siano una risposta aggressiva ad un incontro di carismatici tenutosi di recente nella diocesi di Rourkela. All'incontro erano presenti anche molti tribali e indù della zona, che frequentano questi incontri nella speranza di ottenere guarigioni. All'incontro di Rourkela sono intervenute molte donne indù con i loro bambini, scatenando l'ira dei gruppi fondamentalisti. Secondo mons. Bilung "essi pensano che questi incontri siano appuntamenti eventi di conversioni".

    In Orissa è in vigore una legge, il Decreto di libertà di religione (OFRA), per prevenire qualsiasi conversione forzata. Tale decreto è spesso usato come arma legale per minacciare i tribali, la maggior parte dei quali sono analfabeti e quindi più facili da manipolare per gli integralisti indù.

    Mons. Bilung afferma che nella sua diocesi di Rourkela "la Chiesa è molto impegnata in programmi di promozione sociali, ha aperto molti dispensari che forniscono assistenza medica ai tribali. La Chiesa porta aiuti e medicinali anche nelle zone più remote della diocesi e dispone di 200scuole che assistono ragazzi di tutte le caste e religioni".

    L'Orissa è governato dal Bharatiya  Janata Party (BJP), il partito che ha guidato l'India fino al maggio scorso. Il Vishwa Hindu Parishad (VHP), l'ala religiosa del BJP, e il Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), gruppo paramilitare indù, conosciuti per l'ideologia nemica delle minoranze religiose, sono molto attivi nello Stato. Le persecuzioni contro i missionari cristiani sono frequenti e l'OFRA si presta spesso ad essere usato contro l'attività missionaria della Chiesa. "Sono preoccupato se questi gruppi fondamentalisti hanno avuto il permesso dal governatore di Rourkela di riconvertire i tribali in base all'applicazione dell'OFRA".

    Lo scorso settembre nel villaggio di Sarat, distretto di Mayurbhanj, 76 tribali cristiani avevano "riabbracciato" l'indusimo in una cerimonia organizzata dal VHP. Il gruppo fondamentalista aveva presentato l'evento come "il ritorno a casa [all'induismo] della gente tribale". Le conversioni di massa sono un fenomeno frequente in Orissa, uno degli stati indiani con la più alta presenza di indù fondamentalisti.
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