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» 14/01/2009 14:21
INDIA
Oltre 5mila Dalit e poveri cacciati dagli slum di Howrah
di Nirmala Carvalho
Vivono in una baraccopoli da 5 generazioni, campano cercando rifiuti riciclabili e con miseri lavori a giornata. Ora il tribunale ha deciso lo sgombero della baraccopoli, senza nemmeno ascoltarli. La denuncia di un gruppo per i diritti umani.

Kolkata (AsiaNews) – Oltre 5mila persone, soprattutto Dalit, debbono sgombrare entro oggi le loro baracche di Belgachia Bhagar (municipalità di Howrah, Bengala occidentale), dove abitano da circa un secolo.

Intere famiglie abitano qui da 5 generazioni, facendo “lavori” occasionali. L’80% sono “spazzini”, cercano tra i rifiuti per recuperare metalli e altre cose riciclabili (nella foto), altri conducono risciò e qualcuno lavora a giornata. Dal 2002 il Tribunale è pronto a cacciarli, ma solo ieri è stato fatto sapere che sarà fatto oggi.

Kirity Roy è segretario del Banglar Manabadhikar Suraksha Mancha (Masum), gruppo a favore dei diritti umani. Oggi si è recato dall’Alta Corte, con un gruppo delle donne cacciate, per ottenere una sospensione. “Ma – spiega - l'udienza è stata fissata per il 16 gennaio, quando tutto l’insediamento sarà già stato raso al suolo”.

Khalil Ahmed, magistrato di Howrah si difende dicendo che l’insediamento è “illegale”. “Abbiamo chiesto loro – dice – di andare via oggi. Se non lo fanno, dovremo usare la forza. L’amministrazione distrettuale filmerà le operazioni, domani, per individuare chi cerca di opporsi”.

Kirity Roy commenta ad AsiaNews che “in questo modo oltre 5mila persone resteranno senzatetto, i bulldozer demoliranno le loro case. E’ una grossolana violazione dei diritti fondamentali dei più trascurati tra i nostri cittadini”.

“Questa gente abita qui da un secolo, sono tutti cittadini indiani con regolari documenti, circa 650 famiglie. Ma hanno ricevuto notizia di questa evizione solo 2 giorni prima, con un altoparlante. Nessuno li ha avvertiti prima” della decisione del tribunale, sebbene “il giudizio sia rimasto pendente per 6 anni, dal 2002”.

Kirity Roy ricorda che “nessuno può essere cacciato dalla casa che possiede se non ha l’occasione di essere ascoltato, ma queste 5mila persone non sono state nemmeno considerate parti del giudizio. Sono Dalit e poveri e verranno cacciati all’aperto in inverno, verso un destino incerto.... Nessuno dice dove possono andare”.

Le autorità promettono che sul terreno sorgeranno opere pubbliche. Ma Kirity è amaro. Ricorda che “già il 2 febbraio 2003 a Belilious Park, sempre a Howrah, sono state cacciate di casa 7mila persone, tutti Dalit e poveri, per ordine dell’Alta Corte di Kolkata. Al posto della baraccopoli, ora sorge un edificio con molti negozi, che ha portato un grande guadagno a una società multinazionale”.


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