03/10/2008, 00.00
VIETNAM
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Ora Hanoi cerca di mettere i buddisti contro i cattolici

di Nguyen Hung
Il viceministro della Pubblica sicurezza tenta di creare tensioni tra credenti tirando nuovamente fuori la storia che sul terreno ove sorgono cattedrale, seminario ed ex delegazione apostolica, un tempo “forse” c’era una pagoda. Ma una pubblicazione statale dice che era cinque chilometri più a nord. E fu distrutta nel ’400.
Hanoi (AsiaNews) – Dopo il primo ministro, tocca al viceministro della Pubblica sicurezza. Che da una parte torna ad accusare l’arcivescovo di Hanoi di aver violato la legge, approfittato della libertà religiosa e messo in crisi i rapporti dello Stato con la Chiesa vietnamita ed il Vaticano, dall’altra tira fuori una vecchia storia – peraltro falsa – che originari proprietari del terreno ove sorgono la cattedrale cattolica (nella foto), il seminario e la ex delegazione apostolica, apparteneva ai buddisti. Furono i francesi, secondo lui, a darlo, nel 1883, ai cattolici.
 
Intervistato dall’agenzia statale VNS, Nguyen Van Huong ha per prima cosa ripetuto quanto il giorno precedente aveva affermato il primo ministro Nguyen Tan Dung, che l’arcivescovo di Hanoi, mons. Joseph Ngo Quang Kiet, ha violato “Costituzione e legge, danneggiato la nazione e mostrato disprezzo contro la posizione e lo status dei cittadini vietnamiti nei loro rapporti col mondo”.
 
Lo stesso mons. Kiet, inoltre, “ha provocato difficoltà nei rapporti tra Vietnam e Vaticano”.
 
Fino qui niente di nuovo, rispetto a quanto detto dal premier. Ma Huong ha introdotto un nuovo elemento, o, per meglio dire, ha cercato di dare nuova vita ad una vecchia disputa. “Nel secolo scorso – ha infatti detto – quando il Paese era sotto il regime coloniale, i francesi occuparono un terreno che forse era stato originariamente proprietà dei buddisti”.
 
A parte il “forse”, la cosa non è nuova. Già a febbraio, il venerabile Thích Trung Hậu, esponente della Chiesa buddista vietnamita (VBD) - organizzazione “approvata” dal governo nel 1982, quando mise fuorilegge la Chiesa buddista unificata (UBCV), che non si piegava alle sue indicazioni, ma raccoglie l’80% dei fedeli buddisti – in una lettera reclamava la proprietà del terreno. Là, sosteneva, nel 1054 era stata eretta una pagoda, chiamata Báo Thiên. L’idea della proprietà buddista, non era nemmeno sua, in quanto era stata lanciata da Lê Quang Vịnh, ex capo del Comitato per gli affari religiosi.
 
In realtà, nulla prova che la pagoda, della quale non esistono resti, fosse in quel terreno. Anzi. Documenti ufficiali, infatti, collocano la pagoda di Bao Thien lontano dall’area disputata: nel 2001, una pubblicazione statale aveva ricostruito che essa sorgeva cinque chilometri a nord del terreno contestato e che, comunque, era stata distrutta nel 1426. Oltre quattro secoli prima che la Chiesa cattolica avesse il terreno.
 
L’obiettivo delle affermazioni governative era ed è chiaro. Lo evidenziò, già a febbraio, un portavoce della fuorilegge UBCV, il venerabile Thich Khong Tanh (che ha trascorso 15 anni in prigione). In una intervista alla BBC egli affermava infatti che “il governo è riluttante a soddisfare le legittime aspirazioni dei cattolici” e “ora vuole usare i buddisti per opporli ai cattolici”.
 
Ad ogni buon conto, Huong ribadisce alla fine anche il fatto che “dopo che il Paese ha conquistato l’indipendenza, le leggi affermano che tutto il terreno appartiene al popolo, sotto la gestione unificata dello Stato”. “L’argomento – obietta padre Joseph Nguyen – evidenzia come il governo crei dubbi e falsifichi la verità. L’esempio è la vicenda di Thai Ha. La legge prevede la possibilità di presentare per tre volte contestazioni alle decisioni delle autorità. Se tutte vengono respinte, è possibile portare la questione in tribunale. Allora perché le autorità locali hanno annunciato la trasformazione in parco pubblico ed hanno cominciato i lavori dopo aver respinto solo la prima delle nostre opposizioni?”.
 
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