24/04/2018, 08.59
INDIA

Orissa, è in coma una bimba di 6 anni violentata e abbandonata in una scuola

di Nirmala Carvalho

La polizia di Cuttack ha arrestato un giovane di 25 anni, che l’ha attirata con dei dolcetti. La piccola presenta ferite al volto e alle parti intime e segni di strangolamento. Sr. Meena Barwa: “Piango per il mio Paese. Che Dio li perdoni”.

Mumbai (AsiaNews) – È in coma una bambina di appena sei anni violentata e abbandonata nella veranda di una scuola nel distretto di Cuttack, nello Stato indiano dell’Orissa. Lo riferisce ad Hindustan Times il responsabile dell’ospedale in cui è ricoverata. La piccola, il cui nome non è stato reso noto, presenta diverse ferite al volto e segni di strangolamento. “Stiamo facendo del nostro meglio per salvarla”, aggiunge il medico. Ad AsiaNews sr. Meena Barwa, delle Servitrici di Maria, afferma: “L’orribile stupro di una bambina di sei anni mi fa piangere per l’India. Questi pensieri indugiano nella mia mente e nel mio cuore”.

La violenza sessuale nei confronti della piccola dell’Orissa è avvenuta lo scorso 21 aprile ed è solo l’ultimo di una serie di casi analoghi emersi di recente. Quello che ha destato più clamore è stato lo stupro di Asifa Bano, otto anni, tenuta segregata in un tempio per una settimana, seviziata, torturata e infine uccisa e gettata in una foresta in Jammu e Kahsmir. In seguito ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica l’incidente avvenuto in Uttar Pradesh e che vede coinvolta una 16enne violentata da un politico del Bjp (Bharatiya Janata Party). Infine la scorsa settimana è stata la volta di una neonata di sei mesi, sottoposta a violenza carnale e assassinata in Madhya Pradesh.

La polizia dell’Orissa ha arrestato un ragazzo di 25 anni, ritenuto colpevole dello stupro. Egli avrebbe confessato di aver attirato la bambina in una negozio con la scusa di regalarle cioccolatini e caramelle. Dopo aver acquistato cioccolata per il valore di 5 rupie [0,06 euro - ndr], l’ha attirata nella scuola, dove le ha usato violenza. Di fronte alle grida di aiuto della piccola, ha riferito di essere stato preso dal panico e di aver tentato di farla smettere coprendole la bocca e sbattendole la testa contro il muro. Poi, credendo di averla uccisa, l’ha abbandonata in stato d’incoscienza.

Gli inquirenti attendono i risultati delle indagini sanitarie, ma i medici hanno già riferito che la bimba presenta ferite nelle parti intime. La polizia ha denunciato il presunto colpevole di stupro, tentato omicidio e violazione del Protection of Children from Sexual Offences (POCSO) Act. Di fronte ai giudici, il giovane ha chiesto il rilascio su cauzione, ma gli è stato negato.

Sr. Meena lamenta: “In questi giorni molte bambine sono state brutalizzate e violentate. Questo è un trauma per ognuno di noi in India. Non abbiamo forse rispetto per le nostri madri e sorelle?”. La suora riferisce di essere rimasta molto turbata quando ha appreso la notizia. “Non riesco a digerirla – aggiunge – esiste un sentimento d’impotenza e disperazione. A questo punto sono arrivati gli uomini nel mio Paese. a chi si potranno rivolgere donne, ragazze e bambine? Non riesco a immaginare il dolore che i genitori stanno provando in questo momento. Gli uomini sono diventati così cattivi nel nostro Paese. Mi sento di nuovo insicura e spaventata [la suora è stata violentata durante le violenze anticristiane del Kandhamal nel 2008, ndr]. È troppo da sopportare. Non riesco ad accettarlo, sento il cuore pesante”. “Che Dio perdoni questi uomini – invoca in conclusione – io ho bisogno di piangere le mie lacrime, sperare contro la disperazione e aspettare. [Spero] che il mio Paese si risvegli”.

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