13/12/2019, 08.50
PAKISTAN
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Ospedale di Lahore, tre morti per le proteste degli avvocati. ‘Società in declino’

di Shafique Khokhar

I legali hanno devastato il Punjab Institute of Cardiology per vendicare il presunto maltrattamento di colleghi da parte del personale sanitario. I medici sono in sciopero e i malati non ricevono le medicine. Si “credono al di sopra della legge”.

Lahore (AsiaNews) – Una società “in completo declino morale”. Così Michelle Chaudhry, presidente della Cecil & Iris Chaudhry Foundation, commenta gli scontri dei giorni scorsi a Lahore, in Pakistan. Una protesta organizzata l’11 dicembre da un gruppo di avvocati davanti al Punjab Institute of Cardiology, ha portato al decesso di tre pazienti ricoverati in quell’ospedale, che i medici non hanno potuto assistere perché impegnati a difendersi dall’aggressione dei legali.

Gli avvocati hanno devastato l’ospedale e la zona circostante, appiccando il fuoco anche ad alcune macchine parcheggiate nel piazzale della struttura. La loro ira era dovuta al presunto maltrattamento di alcuni colleghi da parte del personale sanitario il mese scorso. Le autorità hanno arrestato almeno 20 persone coinvolte nelle proteste.

Ieri l’ospedale cardiaco è rimasto chiuso per sciopero da parte dei medici, in segno di protesta. Le conseguenze peggiori sono per i malati, che non ricevono medicine da giorni. La signora Chaudhry condanna le violenze “da parte di persone che si presume dovrebbero sostenere e difendere la legge. La perdita di preziose vite umane è il risultato della loro devastazione”.

L’attivista ricorda che “attaccare un ospedale è considerato crimine di guerra, e pertanto proibito. Il governo deve agire contro i responsabili. È compito delle autorità proteggere la vita e le proprietà di ogni cittadino. È un giorno davvero triste per tutti i pakistani che desiderano un Paese pacifico, tollerante e rispettoso della legge”.

Per Bilal Warraich, attivista e avvocato di England & Wales, “l’attacco all’ospedale di Lahore riflette la mentalista della folla che purtroppo ha permeato in lungo e in largo la società. Ogni fazione o organizzazione ha una frangia di teppisti. Prendere la legge nelle proprie mani è la regola del giorno. Essi credono di essere al di sopra della legge, che non saranno mai puniti”.

Kakkazai Aamir, ricercatore, evidenzia infine che “i legali hanno percorso sei chilometri a piedi per arrivare all’ospedale e nessun poliziotto li ha fermati. L’incidente dimostra che il governo non è in grado di gestire la situazione”.

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