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» 13/08/2012
IRAN
Ospedali sovraffollati, soccorsi confusi per i terremotati dell'Iran
I medici lavorano in modo continuo, la popolazione porta cibo e acqua ai feriti negli ospedali. Almeno 1000 villaggi colpiti; 20 sono stati rasi al suolo; 130 hanno danni per il 70%. Confusione sul numero delle vittime e sull'emergenza. Il Ramadan ha influito sulle vittime, in maggioranza donne e bambini, e sul ritardo dei soccorsi. L'appello di Benedetto XVI per la solidarietà, ma l'Iran non domanda aiuti internazionali.

Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Gli ospedali della regione nordovest dell'Iran sono strapieni di feriti in seguito alle due scosse di terremoto che hanno ucciso almeno 300 persone e distrutto centinaia di villaggi.

Dopo il terremoto di due giorni fa - e alcune scosse di assestamento ieri - migliaia di persone hanno dormito in alloggi di fortuna o nei parchi, esposti al freddo della notte della regione montagnosa.

Dottori e persone locali lavorano in modo indefesso per ore e ore, gli uni per curare i feriti, gli altri per portare cibo e acqua ai malati. Le autorità hanno detto di aver concluso le operazioni di ricerca dei dispersi e di soccorso, ma secondo testimonianze vi sono ancora molti dispersi.

Le due scosse alle 17.23 e alle 17.34 dell'11 agosto avevano magnitudo 6.4 e  6.3 e hanno colpito la regione attorno a Tabriz. La maggior parte dei danni e delle vittime la si registra attorno alle città di Ahar, Varzaghan e Harees. Molti villaggi, costruiti in pietre, mattoni e fango sono distrutti. La Isna (Iranian students' news agency) afferma che almeno mille villaggi sono stati colpiti. Di questi, 20 sono stati rasi al suo in modo completo; altri 130 hanno subito danni per il 70%.

La maggior parte delle vittime sono donne e bambini: essendo Ramadan, le donne erano in casa a preparare l'iftar della sera, la cena che rompe il digiuno.

Vi sono cifre contrastanti sul numero delle vittime. Il ministro degli interni, Mohammad-Najjar, dice che i morti sono 227 e i feriti 1380; ma altri responsabili affermano che i morti sono almeno 300 e i feriti oltre 5mila.

Il mese di Ramadan ha rallentato anche gli aiuti. A causa del digiuno molti uffici rimangono chiusi e aprono verso sera. I primi soccorsi sono giunti sette ore dopo la prima scossa. Ospedali e cliniche hanno tardato fino a sera per cominciare a raccogliere donazioni di sangue e organizzare l'emergenza. Varie testimonianze dicono nella zona colpita che vi è scarsità di acqua potabile, cibo, tende, coperte e di personale medico. Le cifre ufficiali raccontano invece che vi sono 100 ambulanze, oltre 1000 impiegati della Mezzaluna rossa  e sono stati distribuiti 44mila confezioni di cibo e 5600 tende.

L'Iran è una regione soggetta ai terremoti. Nel 2003 un terremoto di magnitudo 6.6 ha ridotto in polvere la zona di Bam, uccidendo almeno 31mila persone. La zona colpita nei giorni scorsi, dell'East Azerbaijian, ha visto un altro terremoto nel 1770. L'Istituto per lo studio dei terremoti, a Teheran, aveva previsto che quest'anno nella zona vi sarebbero state delle scosse.

Ieri Benedetto XVI ha lanciato un appello per preghiere e solidarietà verso l'Iran. Stati Uniti, Russia, Turchia e altre nazioni hanno offerto il loro aiuto, ma l'Iran non ha fatto alcuna richiesta di aiuti internazionali.


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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