27 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 14/07/2010 13:56
INDIA
Otto Stati indiani hanno più poveri di 26 Paesi africani messi insieme
di Santosh Digal
Secondo un nuovo indice Onu per la misura della povertà, sono oltre 421 milioni i poveri negli otto stati indiani, tra cui Orissa, Chhattisgarh e West Bengal, rispetto ai 410 milioni dei 26 Paesi africani, come Zimbawe, Sierra Leone, Niger e Somalia. La nuova misurazione tiene conto oltre al reddito pro capite anche dell’accesso alle risorse, educazione e assistenza medica. Per la Chiesa indiana la principale causa di povertà sono la corruzione dei governi locali e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse a danno della popolazione.

New Delhi (AsiaNews) – In otto stati dell’India il numero dei poveri supera quello dei 26 Paesi più arretrati dell’Africa. Lo rivela il Multidimensional poverty index (Mpi), nuovo indice per la misura della povertà, realizzato dall’Oxford Poverty and Human Development Initiative (OPHI) in collaborazione con l’Onu. Secondo l’Mpi sono oltre 421 milioni i poveri negli stati indiani di Bihar, Chhattisgarh, Jharkhand, Madhya Pradesh, Orissa, Rajasthan, Uttar Pradesh e West Bengal, rispetto ai 410 milioni rilevati nei 26 Paesi africani come Zimbawe, Sierra Leone, Niger e Somalia.

Il nuovo indice utilizza 10 variabili, tra cui l'accesso a combustibili ed energia elettrica e tiene conto anche della qualità di alimentazione, scuola e assistenza sanitaria, al contrario dei precedenti indici basati soprattutto sul reddito familiare. Lo scopo è quello di trovare per ciascun Paese soluzioni di sviluppo adeguate ai bisogni della popolazione.

In India uno dei principali fattori di povertà è la corruzione delle alte sfere dei settori pubblico e privato. Per attirare investimenti stranieri i governi locali consentono lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali a danno della popolazione, che spesso è costretta ad abbandonare le proprie terre a favore delle industrie.

P. Udanayath Bishoyi, operatore sociale in Orissa, afferma: “Nella maggior parte dei casi il governo non si cura dello sviluppo di dalit e tribali, che rappresentano la fetta maggiore dei poveri dell’India”. Secondo il sacerdote le autorità fanno grandi concessioni alle industrie, che depredano i terreni con il pretesto dello sviluppo delle aree depresse.

“Loro – afferma – non permettono ai locali di partecipare alla pianificazione delle industrie, e ciò non fa che aumentare la corruzione e la povertà”. “Chi porta avanti questa politica resta ricco – aggiunge - mentre la popolazione è sempre più povera perché nessuno si interessa sul serio ai bisogni reali della gente. I politici locali portano avanti progetti di sviluppo che favoriscono solo le aziende e mancano di trasparenza”. In maggio il primo ministro dell’Orissa, Naveen Patnaik, ha garantito al governo federale e ai vertici del colosso siderurgico sud coreano “Posco” l’utilizzo di oltre 4mila acri di terreno, costringendo migliaia di persone ad abbandonare abitazioni e campi agricoli. La Chiesa locale è stata l’unica a scendere in campo a favore degli agricoltori e ha invitato i politici a ripensare le logiche di esproprio e sfruttamento dei terreni, salvando quelli produttivi.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
19/05/2010 INDIA
Orissa, la Chiesa contro l’industrializzazione selvaggia
di Santosh Digal
10/12/2010 NEPAL
Religiose della Santa Croce contro gli abusi e il traffico delle donne nepalesi
di Santosh Digal
02/09/2010 INDIA
Leader cristiani: il governo dell’Orissa ha ignorato le vittime del pogrom
di Nirmala Carvalho
30/06/2010 INDIA
Condannato un deputato indù per i pogrom nell’Orissa
23/05/2011 LIBIA
Crisi economica e sete di denaro le vere ragioni della guerra in Libia
di Simone Cantarini

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate