08/05/2019, 15.22
HONG KONG – VATICANO
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P. Bonzi: Grazie a Jean Vanier, lo spirito di Cristo risorto fra i più deboli nella società

di Giosué Bonzi

Il fondatore dell’Arca, un’esperienza di vita comune fra persone sane e persone con disabilità fisiche e mentali, si è spento ieri sera. Ad oggi l’Arca è presente in 35 nazioni con 147 comunità. In più, in almeno 80 Paesi vi sono 1800 comunità di “Fede e Luce”, che raccolgono persone con bisogni particolari, le loro famiglie, gli amici. Il ricordo di papa Francesco e quello di un missionario ad Hong Kong, suo collaboratore.

Hong Kong (AsiaNews) – Si è spento ieri, all’età di 90 anni, Jean Vanier, fondatore delle Comunità dell’Arca, un’esperienza che costruisce comunità in cui vivono insieme persone sane e altre con disabilità fisiche e mentali. Nato nel 1928 a Ginevra (Svizzera) da giovane Vanier è un ufficiale di marina. Ad un certo punto abbandona la carriera militare e studia filosofia per fare l’insegnante. Nel 1963 è il suo incontro con persone disabili che lo porta all’esperienza della vita comune fra abili e disabili, tra individui che agli occhi del mondo sono "sani" ed "efficienti" e coloro che invece sono più "fragili". Ad oggi l’Arca è presente in 35 nazioni con 147 comunità. In più, in almeno 80 Paesi vi sono 1800 comunità di “Fede e Luce”, che raccolgono persone con bisogni particolari, le loro famiglie, gli amici.

Ieri, papa Francesco, ritornando dal suo viaggio in Bulgaria e Macedonia del Nord, ha così ricordato Jean Vanier: “Voglio esprimere la mia gratitudine per questa testimonianza, un uomo che ha saputo leggere la forza cristiana dal mistero della morte, della croce, della malattia. Dal mistero di coloro che nel mondo sono scartati. Ha lavorato non solo per gli ultimi ma anche per coloro che prima di nascere rischiano di essere condannati a morte. Ha speso la sua vita così. Grazie a lui e grazie a Dio – ha concluso il Papa - per averci dato un uomo di una così grande testimonianza”.

P. Giosué Bonzi, missionario Pime, da quasi 50 anni ad Hong Kong, ha conosciuto e ha lavorato con Jean Vanier. P. Bonzi è anche fra i fondatori della Fu Hong Society, una rete di case-famiglia dove convivono persone con disabilità e persone sane.

 

Prima di incontrare Jean personalmente, sono venuto a conoscere il suo spirito e la sua missione leggendo un libro che un amico mi aveva inviato dall'Italia, "La comunità, luogo del perdono e della festa".

Era il 1981: circa 4 anni prima avevo iniziato la Fu Hong Society (FHS). Rimasi fortemente colpito e curioso di conoscere lui e la sua opera in profondità. Nella primavera del 1982, durante le mie vacanze in patria, faccio visita alla comunità romana di Fede e Luce, incontrandone l'iniziatrice in Italia, Mariangela Bertolini, che con molto entusiasmo mi facilita l'incontro con il suo grande amico Jean.  Nel 1971 Mariangela aveva partecipato al famoso pellegrinaggio a Lourdes con lui e l'amica Marie-Hélène Mathieu, insieme a migliaia di persone con disabilità intellettiva, genitori, e amici.

Così, viaggiando in treno, arrivo a Trosly-Breuil dove vengo ospitato per alcuni giorni nella prima Comunità dell'Arca. Lì  incontro, oltre a Jean, anche la sua anziana mamma Pauline e père Thomas Philippe, suo direttore spirituale.

Ovviamente attorno vi sono gli amici con disabilità, raccolti in diverse case che fanno da corona, attorno a quella originale, in cui si trova la cappella per l’adorazione eucaristica perpetua, ricavata da una stalla e che conserva nella struttura la mangiatoia e altri particolari tipici dell'ambiente.

In quell'ambiente di preghiera ho incontrato di frequente Jean, ma per parlare a tu per tu con lui nel suo ufficio ho dovuto aspettare serenamente per oltre un giorno. Era occupatissimo. Ho avuto più occasioni, preziosissime, di lunghe e piacevoli conversazioni con la mamma e con père Thomas. In circostanze simili, la spiritualità si respira e si assorbe per "immersione". Il colloquio con Jean è stato calorosissimo. A lui ho comunicato il mandato che avevo ricevuto da comunità cristiane di diverse denominazioni: invitarlo a visitare Hong Kong. Non mi ha detto subito il quando, ma mi ha assicurato di desiderare molto poter venire a trovarci.

Nel settembre 1990, finalmente Jean Vanier viene ad Hong Kong, accolto dalla prima comunità locale di “Fede e Luce”. Dal 1990 mi è stato anche chiesto di fare il cappellano delle comunità (oggi sono tre) di Fede e Luce. Così, Jean ha iniziato a invitarmi a prendere parte ai ritiri spirituali e ai programmi di formazione che lui teneva in Estremo Oriente.

Ho potuto incontrarlo due volte in Corea, nelle Filippine, a Taiwan...

Nel 1994 sono stato invitato all'Incontro Internazionale di Fede e Luce tenuto a Varsavia (Polonia), poi a quello a Quebec City (Canada) nel 1998 e a Roma (2002). Uno dei momenti più coinvolgenti per la gente locale è celebrare fianco a fianco con gli amici con disabilità provenienti da tutti i continenti del globo, sia nella messa, ma soprattutto nella "Fiesta", in cui tutti sono incoraggiati a sfoggiare in allegria i costumi tipici di ogni Paese e cultura.

Nell'autunno 1999 vengo invitato a partecipare per una settimana ad un corso di esercizi spirituali a Versailles, predicati da Jean, specificamente per i cappellani, cattolici e protestanti, delle comunità di Fede e Luce.

Nella Settimana Santa e Pasqua 2001, trentesimo anniversario di Fede e Luce, ho accompagnato la delegazione di Hong Kong a Lourdes, dove si sono radunati oltre 24 mila pellegrini: portatori di disabilità, familiari e amici.

Ringrazio il Signore per aver incontrato e conosciuto Jean Vanier e partecipato attivamente nella Missione di amore e condivisione con i più "piccoli". Per me è stato una grazia immensa che Dio mi ha concesso questo lasciarsi condurre dallo Spirito del Cristo Risorto e vivo, ognuno nel proprio ambiente e questo impegno comunitario ed ecclesiale, testimoniando la gioia e la pace che l'inclusione dei più deboli nella società reca a ogni singola persona e a tutta la comunità. È un autentico " Kairòs ". 

Giustamente, tutti gli amici di Jean sentono nel cuore, in questo momento del tramonto terreno della sua vita, un desiderio fortissimo di dire " Grazie"! Alleluia!

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