25/11/2016, 14.45
BANGLADESH
Invia ad un amico

P. Dominic Sarkar: I miei tribali poveri, ma desiderosi di conoscere Gesù

di Sumon Corraya

Il sacerdote della Holy Cross è parroco a Bandarban, dove cura 8mila fedeli sparsi in 56 villaggi montagnosi. I viaggi attraverso fiumi, colline e giungla per raggiungere le abitazioni, le strade dissestate, i disagi e i costi della pastorale: “Quando arrivo i fedeli sono così contenti che mi tengono sveglio tutta la notte”. I cattolici di solito riescono a partecipare alla messa solo una volta all’anno.

Dhaka (AsiaNews) – Quando visito i miei parrocchiani tribali, “loro sono così contenti che non dormono per tutta la note per raccontarmi quello che succede loro, per pregare e cantare insieme”. Lo racconta ad AsiaNews p. Dominic Sarkar, sacerdote della Santa Croce e parroco nel distretto di Bandarban (sud-est del Paese), dove si prende cura di 8mila fedeli sparsi in 56 villaggi.

La parrocchia di p. Dominic è situata nella diocesi di Chittagong, sulla cima di un’area montagnosa. Tutti i cattolici sono tribali (soprattutto del gruppo Tripura) e vivono in estrema povertà. I sacerdoti della Sacra Croce giunsero per la prima volta nella regione negli anni ’50. In quest’area, racconta il sacerdote, “vivono 11 gruppi tribali. Nel passato i missionari della Holy Cross ebbero il permesso dal raja (re tribale) locale di predicare il Vangelo. È così che il numero di cattolici ha iniziato ad aumentare in modo rapido nella regione”.

Per p. Dominic, 45 anni, raggiungere i villaggi dei fedeli non è facile. Servono come minimo cinque o sei ore di cammino, visto che le vie di comunicazione sono inagibili su gran parte del territorio: “I sentieri non sono ben curati e devo attraversare fiumi, colline e una fitta giungla. A volte il percorso dura 10 ore, ma faccio volentieri questa fatica per andare dai miei parrocchiani, così vogliosi di conoscere Gesù Cristo”.

Dall’altra parte, continua il sacerdote, “fare lavoro pastorale nei villaggi è molto dispendioso a livello economico. Le Chiese protestanti, che ricevono doni da molti beneficiari, raggiungono i villaggi e predicano, rendendo più difficile il nostro lavoro”.

Nella sua attività pastorale, p. Dominic è aiutato 33 catechisti della parrocchia. Essi lo accompagnano durante le sue visite ai villaggi, dove spesso egli benedice i matrimoni di coppie sposate di fronte allo Stato. Non potendo partecipare ad ogni matrimonio, il sacerdote si limita a “ratificare” le unioni già avvenute. I cattolici di solito riescono a partecipare alla messa solo una volta all’anno: “Abbiamo bisogno di più sacerdoti per nostri fedeli”, dice p. Dominic.

Nella parrocchia di Bandarban è presente anche una scuola, con un dormitorio per i ragazzi (86) e uno per le ragazze (92). La maggior parte degli studenti proviene da villaggi remoti e non potrebbero frequentare la scuola se non avessero dove dormire.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Papa incoraggia i cristiani del Bangladesh a costruire verità e pace con i musulmani
06/04/2005
​Da adoratori della pioggia a fedeli di Cristo: i tribali Bawm festeggiano i 100 anni dalla conversione
22/01/2019 14:52
Al via il Capodanno cinese: comincia l’Anno del Cane
15/02/2018 11:52
Il papa 2 volte in Corea chiede una Chiesa "più missionaria"
06/04/2005
Kazakistan, dopo l'11 settembre: il papa abbraccia i musulmani e condanna il terrorismo
06/04/2005