29/03/2006, 00.00
Pakistan
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Pakistan, il 2005 è stato l'anno peggiore per le minoranze religiose

di Qaiser Felix

Pubblicato il Rapporto 2005 della Commissione per i diritti umani del Pakistan: i più colpiti dall'intolleranza religiosa sono gli Ahmadi, ma continua la persecuzione contro i cristiani e dilaga ovunque l'uso arbitrario della Legge sulla blasfemia.

Islamabad (AsiaNews) – Gli attacchi alle minoranze religiose pakistane sono aumentati in tutta la nazione nel corso dello scorso anno: lo denuncia il "Rapporto 2005 sullo stato dei diritti umani" presentato dalla Commissione per i diritti umani del Pakistan. Quelli che il Rapporto considera "attacchi" hanno spesso la forma di fatwa [verdetti emessi da tribunali islamici, che hanno però il potere di  condannare a morte anche i non-musulmani ndr], ma anche di assalti armati ai luoghi di culto e di rapimenti di membri delle minoranze.

"Peggiore di tutto questo – annota il Rapporto – è stato constatare l'apatia del governo nel corso di tutto il 2005: esso non è riuscito a muoversi con fermezza in ambito legale per fermare i colpevoli di questi crimini, nonostante i proclami tanto pubblicizzati che dicono il contrario. Questa politica può condurre solo ad una maggiore intolleranza in tutto il Paese". "Il materiale inserito dai fondamentalisti in diversi libri di testo scolastici – sottolinea – contribuisce a far aumentare l'odio nei confronti dei non-musulmani e la tolleranza nei confronti di questo fenomeno fa sì che gli autori di questi 'scritti di odio' si sentano al sicuro".

"Grave" anche la situazione della legge sulla blasfemia: "Il piccolo emendamento approvato alla fine del 2004 – denuncia la Commissione - che impone alla polizia di investigare su qualunque presunto caso di blasfemia prima di effettuare arresti e di salvaguardare la vita e la salute degli arrestati, viene spesso ignorato".

Le minoranze "rimangono in questo modo vulnerabili alle accuse di blasfemia, che spesso vengono lanciate solo per rubare i beni di una comunità o per risolvere questioni personali: la richieste da parte delle autorità di religioni non-islamiche di estendere la legge sulla blasfemia anche ai musulmani che dissacrano i simboli o i luoghi di culto di altre religioni è rimasta poi inascoltata". "Ignorati" anche gli appelli che chiedono una revisione totale della legge o degli emendamenti che difendano dagli abusi, commessi "sempre più spesso".

La Commissione riporta anche uno studio condotto dalla Commissione episcopale Giustizia e Pace: secondo i dati raccolti, dei 647 casi di blasfemia riportati dal 1988 ad oggi, 90 sono stati aperti contro i cristiani, nonostante la minoranza cristiana rappresenti non più del 3 % della popolazione. Continua anche una discriminazione sociale ed economica ed è aumentato rispetto al 2004 il numero di scontri diretti fra musulmani e cristiani.

Gli Ahmadi – setta di origine islamica, considerata eretica dall'Islam sunnita – risultano i più colpiti dalle violenze interreligiose: nel corso dell'anno, colpiti da leggi nazionali specifiche contro di loro, "sono stati vittima di molteplici minacce di morte e sottrazione di beni".

Nemmeno la piccola comunità ebraica è stata risparmiata: ad agosto sono state scoperte dalle autorità circa dieci famiglie ebraiche a Karachi, che si definivano parsi per evitare la discriminazione sociale, che sono state punite con delle multe per la loro "truffa". Fino ad allora, si credeva che l'unica presenza ebraica in Pakistan fosse un'anziana donna di Karachi. La sinagoga ebraica di Karachi è stata infatti demolita nel 1980 per fare spazio ad un centro commerciale: stessa fine per il cimitero della comunità.

Il Rapporto propone all'autorità delle "raccomandazioni" per evitare il ripetersi di simili eventi, fra cui "l'abolizione immediata di tutte le leggi discriminatorie" e "un approccio più severo nei confronti di coloro che istigano alla violenza contro le minoranze". "Le autorità legislative, così come quelle giudiziarie – concludono gli autori – devono capire che il loro ruolo prevede anche la protezione delle minoranze. La violenza etnico-religiosa si può fermare tramite la mano ferma, ma giusta, del governo".

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