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» 01/06/2009 13:56
PAKISTAN
Pakistan, nuovi attacchi dei talebani: due morti e otto feriti nella Nwfp
Gli estremisti hanno colpito un terminal dei bus a Kohat. Nell’agenzia di Mohmand rasa al suolo una scuola femminile. L’esercito toglie il coprifuoco in sette città dello Swat per favorire la fuga dei civili. Il numero degli sfollati supera i tre milioni, continua l’emergenza umanitaria.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – È di due morti e otto feriti il bilancio provvisorio di un attentato che ha colpito la città di Kohat, nella North-West Frontier Province (Nwfp). L’attacco è legato all’offensiva dell’esercito pakistano contro le milizie talebane nella vicina valle di Swat, dove i militari hanno tolto il coprifuoco per favorire la fuga di migliaia di civili. Gli estremisti islamici hanno anche fatto esplodere una scuola femminile nell’Agenzia di Mohmand, località compresa nelle Aree tribali di amministrazione federale (Fata).  
 
Nel primo pomeriggio di oggi una bomba ha colpito un terminal dei bus a Kohat, una importante guarnigione nella Nwfp. La zona era affollata da persone in attesa di salire sui mezzi e il bilancio iniziale delle vittime – due morti e otto feriti – pare destinato a crescere nelle prossime ore. In un secondo attacco portato nell’area di Shewafarash, nella zona tribale compresa fra il confine con l’Afghanistan e la Nwfp, gli estremisti hanno raso al suolo una scuola media femminile. Dalle prime notizie che arrivano dalla zona, pare che non vi siano vittime accertate ma la tensione resta elevata. Nel fine settimana i talebani hanno fatto esplodere due cliniche mediche e due scuole. La scorsa settimana gli estremisti islamici hanno attaccato due volte Peshawar, causando decine di morti e centinaia di feriti.
 
Gli attentati degli ultimi giorni sono una risposta dei talebani alla massiccia offensiva lanciata dall’esercito pakistano, che ha riconquistato ampie zone della valle di Swat fra cui Mingora, roccaforte degli estremisti. La guerra fra i due fronti ha costretto più di tre milioni di civili alla fuga, causando una crisi umanitaria dalle proporzioni enormi. Questa mattina l’esercito ha tolto il coprifuoco diurno in sette città dello Swat: Bahrain, Madyan, Fatehpur, Khwazakhela, Matta, Alpurai e nel vicino distretto di Shangl, per favorire la ricerca di cibo e rifornimenti per le migliaia di persone ancora intrappolate nella zona.
 
Da Mingora arrivano testimonianze drammatiche di persone ridotte alla fame e allo stremo delle forze. Un reporter dell’Associated Press è riuscito a entrare in città nel pomeriggio di ieri e riferisce di due corpi in avanzato stato di decomposizione abbandonati nei pressi di un cimitero; un terzo vicino a un centro commerciale. “Abbiamo patito la fame per giorni – dichiara un abitante – Abbiamo bisogno di cibo, di aiuti: vogliamo la pace”. Altri testimoni riferiscono di militari che hanno aperto il fuoco contro la popolazione civile che abbandonava i nascondigli in cerca di aiuto. Dalle forze militari non vi sono conferme o smentite.

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