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» 01/08/2005
PAKISTAN
Pakistan, partiti islamici: no all'espulsione degli stranieri dalle madrasse
di Qaiser Felix

Le reazioni fanno seguito alla decisione di Musharraf di rimpatriare gli studenti stranieri dalle istituzioni religiose pakistane.



Islamabad (AsiaNews) – Prende consistenza l'opposizione degli estremisti islamici in Pakistan alla decisione del presidente Musharraf di impedire a studenti stranieri lo studio nelle madrasse pakistane. Secondo il provvedimento di Musharraf, i circa 1.400 studenti stranieri delle madrasse - scuole coraniche - del paese dovranno lasciare queste istituzioni. Il presidente ha dichiarato che "tutti gli studenti stranieri dovranno lasciare le oltre 10 mila scuole religiose del Pakistan", aggiungendo che non verrà rilasciato più alcun visto governativo ai non pakistani che vogliono studiare in una madrassa. Il divieto riguarda anche i possessori di doppia nazionalità. "L'ordinanza sarà adottata nei prossimi giorni, come parte delle nuove regole che richiedono la registrazione entro la fine dell'anno di tutti i seminari", ha aggiunto Musharraf. Il presidente, che ha promosso la messa al bando di 10 gruppi estremisti islamici, ha affermato che la polizia ha l'ordine di arrestarne i capi. "Le retate non hanno lo scopo di arrestare un gran numero di persone, ma solo i leader di questo movimento islamico clandestino", ha dichiarato. Egli ha assicurato che le risorse strategiche del paese sono al sicuro e non rischiano di cadere in mani sbagliate, aggiungendo che "il Pakistan non sarà mai governato o guidato da estremisti". Musharraf si è anche impegnato per rendere operativo un divieto ai sermoni antioccidentali dagli altoparlanti delle moschee o dalle radio.

L'ultimo giro di vite da parte del governo pakistano fa seguito alla rivelazione che 3 dei 4 sospetti attentatori di Londra erano cittadini britannici di origine pakistana e che almeno 2 di questi erano stati in Pakistan di recente.

La Muttahida Majlis I Amal, alleanza di 6 partiti islamici all'opposizione, ha criticato la decisione di Musharraf di espellere gli studenti stranieri dalle madrasse. Qazi Ussain Ahmed, presidente dell'alleanza, e Hafiz Hussain Ahmed, segretario generale, hanno bollato il pronunciamento come "disastroso", per l'immagine del paese e per l'economia. Qazi Hussain Ahmed ha dichiarato: "C'è risentimento nelle madrasse a proposito di questa decisione, di cui discuteremo nel corso della convention Tahafuz-i-deeni madaris, in programma in agosto". L'alleanza ha manifestato la sua perplessità per una decisione che vieta l'iscrizione alle madrasse di studenti che sono fonte di valuta estera, in quanto provenienti anche da Stati Uniti, Regno Unito, Africa e Sud Africa. Il leader dell'alleanza, Hafiz Hussain Ahmed, ha etichettato il pronunciamento di Musharraf come un "decreto dittatoriale da parte di un singolo individuo", che a lungo termine avrà dure ripercussioni. Secondo Hussain Ahmed la decisione del Governo viola i diritti umani e costituisce un oltraggio alla sovranità del parlamento. Il leader islamico giudica l'espulsione degli studenti stranieri dalle madrasse senza alcuna prova è una grande ingiustizia; ha poi avvertito che sarà presa in considerazione un azione ufficiale contro la decisione del governo.

Stona con la dichiarazione di Musharraf quella fatta sabato dal ministro dell'Interno, Aftab Ahmed Khan Sherpao, secondo cui sarà cancellato il visto a studenti stranieri delle madrasse del paese solo dopo un'apposita indagine. Chaudhry Shujaat Hussain, presidente della Lega Musulmana del Pakistan, partito di maggioranza, ha fatto una dichiarazione a sorpresa nella quale assicura che non verrà perpetrata nessuna azione contro i seminaristi pakistani e stranieri. "Incontrerò il presidente e il primo ministro, Shaukat Aziz, e chiederò loro che sia permesso agli studenti stranieri di completare i loro studi in Pakistan", ha aggiunto.

Il 29 luglio la Commissione permanente del Senato sull'Educazione ha sollecitato il ministero dell'Educazione ad accelerare i lavori sul progetto di riforma delle madrasse e la raccolta dati per la registrazione delle istituzioni religiose. Per i membri della Commissione è necessario ora più che mai introdurre nelle madrasse un moderno sistema educativo accanto all'insegnamento religioso, per dare agli studenti gli strumenti per fare fronte alla vita quotidiana e per convincere la comunità internazionale dell'immagine di un Pakistan moderato. Il ministero dell'Educazione ha riferito alla Commissione che non è ancora disponibile il dato aggiornato sul numero di madrasse e sulla loro registrazione. Il dicastero stima in 10 mila il numero complessivo di istituzioni religiose, delle quali circa 3 mila risultano registrate.


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