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» 09/01/2006 11:21
Pakistan
Pakistan: "Il governo deve intervenire, le leggi sulla blasfemia spaccano il Paese"
di Peter Jacob

La Commissione giustizia e pace chiede "l'abrogazione delle leggi discriminatorie" ed "un intervento deciso del governo". "Ogni ritardo incoraggia gli estremisti a dividere il Paese in nome della religione".



Lahore (AsiaNews) – La Commissione nazionale giustizia e pace, organo della Conferenza episcopale, ha organizzato una manifestazione "contro l'apatia del governo nel trattare i problemi sociali collegati alla legge sulla blasfemia ed alle ordinanze Hudood".

La manifestazione si è svolta il 7 gennaio a Lahore, davanti al Circolo della stampa estera. I relatori hanno sottolineato "la riluttanza governativa a risolvere casi come quello di Sangla Hill [dove una folla di musulmani, in base ad un presunto caso di blasfemia, ha distrutto diverse proprietà di cristiani locali ndr] in accordo alle leggi vigenti", che ha creato malcontento "in tutta la nazione".

Le leggi e le ordinanze "sono discriminatorie" e "riducono la libertà religiosa dei cittadini pakistani, perché incitano gli estremisti alla distruzione ed alla violenza". "Nonostante le ripetute promesse – hanno aggiunto – il governo non è venuto incontro alle richieste delle persone comuni".

Molteplici le richieste al governo Musharraf: abrogare tutte le leggi discriminatorie 'strumento di disarmonia sociale'; rendere pubblici i risultati delle inchieste sull'attacco a Sangla Hill ed a Shantinaghar [dove nel febbraio 1997 sono state distrutte circa 800 case e 13 chiese e feriti oltre 35 cittadini cristiani ndr]; punire i colpevoli dei 2 incidenti perché 'ogni ritardo incoraggia i criminali a dividere la nazione in nome della religione'; promuovere l'armonia interreligiosa nel Paese con un reale intervento del governo nelle aree a rischio.

La cosiddetta legge sulla blasfemia corrisponde all'articolo 295, comma b e c, del Codice penale pakistano. Il primo riguarda le offese al Corano, punibili con l'ergastolo, mentre il secondo stabilisce la morte o il carcere a vita per diffamazioni contro il profeta Maometto. Dal 1996, anno in cui è entrata in vigore, decine di cristiani sono stati uccisi per aver diffamato l'islam, 560 persone sono state accusate, 30 sono ancora in attesa di giudizio. Molto spesso la legge viene utilizzata per eliminare avversari e nemici.

Le ordinanze "Hudood" si ispirano al Corano e puniscono i comportamenti incompatibili con l'Islam (quale l' adulterio, il gioco d'azzardo, l'uso di alcol) anche con la flagellazione e la lapidazione.

Gli emendamenti approvati nell'ottobre 2004 prevedono solo pene più severe per i casi di omicidio d'onore (carcere a vita o pena di morte), ma spesso non vengono applicati.


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