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  • » 02/09/2017, 11.23

    VATICANO-KAZAKHSTAN

    Papa all’Expo di Astana: Al futuro dell’energia collaborano anche le religioni



    Il Messaggio papale in occasione del National Day della Santa Sede all’esposizione internazionale dedicata all’energia futura. Le risorse energetiche non devono essere “lasciate in balìa della speculazione”, o diventare “fonte di conflitti”.  È in gioco “la salute del pianeta”, “il benessere delle nostre società”, “la nostra stessa dignità”, “la giustizia e la pace”.

    Città del Vaticano (AsiaNews) - Sul tema “Energia futura” è necessario “un ampio e sincero dialogo, a tutti i livelli, tra i diversi settori delle nostre società… È mio vivo auspicio che le varie religioni partecipino a questo dialogo”. Così papa Francesco nel Messaggio che è stato diffuso oggi dalla Sala stampa vaticana, in occasione del National Day della Santa Sede all’Esposizione Internazionale Expo 2017 di Astana.

    In corso dal 9 giugno fino al 10 settembre, l’Expo di Astana ha come tema la “Future Energy (Energia futura)”, focalizzando il dibattito sulle risorse energetiche disponibili, sull’uso sempre più urgente delle energie rinnovabili, sulla sostenibilità in funzione dello sviluppo del mondo.

    “È molto importante - afferma il Messaggio - riflettere con serietà e responsabilità sulle modalità con cui, nei prossimi anni, l’umanità adopererà, anche mediante nuove e innovative tecnologie, le risorse energetiche che ha ricevuto in dono, in eredità comune. Ne siamo tutti consapevoli: da tali modalità dipendono sia la salute del pianeta, sia il benessere delle nostre società; un benessere da intendersi in modo integrale, non solamente come prosperità economica o capacità di consumo. Dobbiamo piuttosto fare in modo che l’energia venga messa al servizio di ciò che ci rende migliori, di ciò che fa fiorire e fruttificare la nostra umanità, che, per sua natura, è portata verso la relazione, verso gli altri, verso la solidarietà, verso l’amore”.

    Perché le risorse energetiche non siano “lasciate in balìa della speculazione”, o divengano “fonte di conflitti”, è necessario “un ampio e sincero dialogo, a tutti i livelli, tra i diversi settori delle nostre società. “Energia Futura” non è solo un compito per ricercatori, tecnologi o investitori: anche il mondo della cultura, della politica, dell’educazione e quello religioso sono interpellati”.

    Per il pontefice è importante ripescare nelle tradizioni religiose i principi etici che possano plasmare i progetti per il futuro: “È importante che ciascuno scopra, nella propria fede, le motivazioni e i principi che rendono possibile o comunque favoriscono l’impegno, il coraggio di migliorare e perseverare, il vivere insieme e la fratellanza”.

    “Il modo in cui usiamo le risorse energetiche - conclude - è un indicatore di come stiamo svolgendo il compito che – secondo molte tradizioni religiose – ci è stato affidato da Dio di prenderci cura del pianeta sul quale viviamo e dei nostri fratelli in umanità, vicini o lontani nello spazio e nel tempo. Se usiamo l’energia in modo solidale e sostenibile, allora stiamo svolgendo bene tale compito. Altrimenti, no. È in gioco la nostra stessa dignità; sono in gioco la giustizia e la pace”.

    Alla celebrazione del National Day della Santa Sede è presente il card. Peter Turkson, prefetto del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, che nei giorni scorsi ha stilato insieme ad altri rappresentanti ebrei, cristiani e musulmani una dichiarazione comune per sottolineare l’urgenza dell’uso di energia pulita e la condivisione delle fonti energetiche anche coi più poveri.

    IL padiglione della Santa Sede ha come tema “Energia per il bene comune: ‘Prendere cura della nostra casa comune’”, con chiaro riferimento all’enciclica “Laudato sì”.

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