02/05/2007, 00.00
VATICANO
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Papa: è l’amore la “via privilegiata” per conoscere Dio

All’udienza generale Benedetto XVI parlando ancora di Origene ne sottolinea gli insegnamenti sulla preghiera. Una battuta sulla pioggia, “segno di grazia” mente si parla tanto di siccità.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La “via privilegiata per conoscere Dio è l’amore”, d’altro canto, “anche tra gli uomini ci si conosce in  profondità solo se si aprono i cuori”: il significato profondo della preghiera, “colloquio con Dio”, “sguardo fisso su Gesù”, è stato al centro del discorso che Benedetto XVI ha rivolto oggi a circa 20mila persone presenti all’udienza generale.

Udienza segnata da un violento scroscio di pioggia, che ha riempito piazza San Pietro dei colori di migliaia di ombrelli e che è stato commentato anche dal Papa. “Prendiamo la pioggia – ha detto sorridendo - come una benedizione; si parla molto della siccità, quindi il Signore dà un segno della grazia”.

Nel suo discorso, il Papa, proseguendo nell’esame delle figure fondamentali della Chiesa dei primi secoli, ha continuato ad illustrare Origene, padre della Chiesa del III secolo, che già la settimana scorsa aveva definito “persona determinante per tutto lo sviluppo del pensiero cristiano”. Di lui, oggi, ha sottolineato in particolare gli insegnamenti “più attuali” sulla preghiera e sulla Chiesa, in particolare per ciò che riguarda il sacerdozio universale dei fedeli. “La purezza e onestà di vita da una parte e dall'altra la fede e la scienza delle Scritture – ha detto in proposito - si configurano come condizioni indispensabili per il sacerdozio universale, a maggior ragione dunque il sacerdozio ministeriale esige integra condotta di vita e accoglienza e studio della Parola di Dio”.

Origene, nelle parole di Benedetto XVI afferma e mostra nella sua vita come l’impegno intellettuale della ricerca di Dio non va disgiunto dalla preghiera: “intreccia costantemente la sua produzione teologica con l’esercizio di orazione”. Per Origene, “l'intelligenza delle Scritture richiede, più ancora che lo studio, l'intimità con Cristo e la preghiera”, perché “solo dal contatto vivo con Cristo si può comprendere la Scrittura”. Egli dimostra così che “per comprendere le cose di Dio è assolutamente necessaria la preghiera”. Benedetto XVI ha anche ricordato che Giovanni Paolo II scriveva nella Novo Millennio ineunte come “la preghiera possa progredire quale vero e proprio dialogo d’amore”. “Gli sguardi dei nostri cuori – ha concluso - siano fissi su Gesù, cosi siamo sulla strada giusta”.

Il Papa ha parlato anche del suo prossimo viaggio in Brasile che si svolgerà dal 9 al 13 maggio. Rivolgendosi ai fedeli di lingua spagnola e portoghese, “spero – ha detto - di poter presiedere la canonizzazione del beato Antonio di Sant’Anna Galvao, e inaugurare in Aparecida, la quinta Conferenza generale dell'episcopato latinoamericano e dei Carabi”. Egli ha espresso la speranza che da tale assemblea vengano “abbondanti frutti”, “affinché tutti i cristiani si sentano veri discepoli di Cristo, mandati da Lui ad evangelizzare i propri fratelli con la parola divina e con la testimonianza della propria vita”.

 

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