07/03/2018, 11.01
VATICANO
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Papa: ‘la messa non si paga’, ‘la redenzione di Cristo è gratuita’

“Imparare a ‘rendere grazie, sempre e in ogni luogo’, e non solo in certe occasioni, quando tutto va bene; secondo, fare della nostra vita un dono d’amore, libero e gratuito; terzo, costruire la concreta comunione, nella Chiesa e con tutti”. Sono i tre “atteggiamenti” presenti nella preghiera eucaristica.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Imparare a ‘rendere grazie, sempre e in ogni luogo’, e non solo in certe occasioni, quando tutto va bene; secondo, fare della nostra vita un dono d’amore, libero e gratuito; terzo, costruire la concreta comunione, nella Chiesa e con tutti”. Sono i tre “atteggiamenti” presenti nella preghiera eucaristica, che è stata l’argomento del quale papa Francesco ha parlato nell’udienza generale di oggi, nella quale, a braccio, è tornato a ripetere che la messa, anche quella per i defunti, non si paga, la redenzione è gratuita”.

L’incontro è stato anche occasione per Francesco di invitare i fedeli a partecipare alla liturgia penitenziale che egli celebrerà venerdì per la tradizionale 24 Ore per il Signore e per formulare auguri per i Giochi Paralimpici invernali che si apriranno tra due giorni a PyeongChang, in Corea del Sud.

Alle persone presenti nell’aula Paolo VI, il Papa ha ricordato che la preghiera eucaristica viene dopo la presentazione del pane e del vino. “In questa solenne Preghiera la Chiesa esprime ciò che essa compie quando celebra l’Eucaristia e il motivo per cui la celebra, ossia fare comunione con Cristo realmente presente nel pane e nel vino consacrati”.

“Nel Messale vi sono varie formule di Preghiera eucaristica, tutte costituite da elementi caratteristici, che vorrei ora ricordare (cfr OGMR, 79; CCC, 1352-1354). Anzitutto vi è il Prefazio, che è un’azione di grazie per i doni di Dio, in particolare per l’invio del suo Figlio come Salvatore, conclusa dall’acclamazione del «Santo», normalmente cantata: tutta l’assemblea unisce la propria voce a quella degli Angeli e dei Santi per lodare e glorificare Dio. Vi è poi l’invocazione dello Spirito – l’epiclesi –, affinché con la sua potenza consacri il pane e il vino. L’azione dello Spirito Santo e l’efficacia delle stesse parole di Cristo proferite dal sacerdote, rendono realmente presente, sotto le specie del pane e del vino, il suo Corpo e il suo Sangue, il suo sacrificio offerto sulla croce una volta per tutte (cfr CCC, 1375). È Gesù stesso che ha detto questo in modo chiaro: ‘questo è il mio corpo, questo è il mio sangue’

E’ il «mistero della fede». Celebrando il memoriale della morte e risurrezione del Signore, nell’attesa del suo ritorno glorioso, la Chiesa offre al Padre il sacrificio che riconcilia cielo e terra: offre il sacrificio pasquale di Cristo offrendosi con Lui e chiedendo, in virtù dello Spirito Santo, di diventare «in Cristo un solo corpo e un solo spirito» (Pregh. euc. III; cfr Sacrosanctum Concilium, 48; OGMR, 79f). E’ questa la grazia e il frutto della Comunione sacramentale: ci nutriamo del Corpo di Cristo per diventare, noi che ne mangiamo, il suo Corpo vivente oggi nel mondo. Mistero di comunione, la Chiesa si unisce all’offerta di Cristo e alla sua intercessione. In questa luce, «nelle catacombe la Chiesa è spesso raffigurata come una donna in preghiera con le braccia spalancate, che prega, in atteggiamento di orante. C’è un passo negli Atti degli apostoli, quando Pietro era in carcere, la comunità cristiana pregava per lui la Chiesa ‘orante’. Come Cristo ha steso le braccia sulla croce, così per mezzo di Lui, con Lui e in Lui, essa si offre e intercede per tutti gli uomini» (CCC, 1368)”.

“Nessuno e niente è dimenticato nella Preghiera eucaristica, ma ogni cosa è ricondotta a Dio, come ricorda la dossologia che la conclude. Nessuno è dimenticato e se io ho qualche persona, parenti o amici, che sono in questo mondo o nell’altro, possono dirlo. E ‘ma padre quanto devo pagare perché il nome venga pronunciato?’ niente, la messa non si paga, la redenzione è gratuita, se voglio fare un’offerta, bene, ma la messa è gratuita”.

“Questa formula codificata di preghiera, forse possiamo sentirla un po’ lontana, ma, se ne comprendiamo bene il significato, allora sicuramente parteciperemo meglio. Essa infatti esprime tutto ciò che compiamo nella celebrazione eucaristica; e inoltre ci insegna a coltivare tre atteggiamenti che non dovrebbero mai mancare nei discepoli di Gesù: primo, imparare a ‘rendere grazie, sempre e in ogni luogo’, e non solo in certe occasioni, quando tutto va bene; secondo, fare della nostra vita un dono d’amore, libero e gratuito; terzo, costruire la concreta comunione, nella Chiesa e con tutti. Dunque, questa Preghiera centrale della Messa ci educa, a poco a poco, a fare di tutta la nostra vita una ‘eucaristia’, cioè una azione di grazia”.

Al termine dell’udienza, Francesco ha anche ricordato che tra due giorni si apriranno i Giochi Paralimpici Invernali nella città di PyeongChang, in Corea del Sud, che ha ospitato recentemente le Olimpiadi. “Queste hanno mostrato come lo sport può tendere ponti tra paesi in conflitto e dare un valido contributo a prospettive di pace tra i popoli. I Giochi Paralimpici, ancora di più, attestano che attraverso lo sport si possono superare le proprie disabilità. Gli atleti e le atlete paralimpici sono per tutti esempio di coraggio, di costanza, di tenacia nel non lasciarsi vincere dai limiti. Lo sport appare così una grande scuola di inclusione, ma anche di ispirazione per la propria vita e di impegno a trasformare la società. Rivolgo il mio saluto al Comitato Paralimpico Internazionale, agli atleti e alle atlete, alle Autorità e al popolo coreano. Assicuro la mia preghiera perché questo evento possa favorire giorni di pace e di gioia per tutti”.

 

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