26/05/2016, 20.59
VATICANO

Papa: “fare” l’Eucaristia con Gesù e spezzare il pane e la propria vita, per “dare da mangiare” ai fratelli

Francesco ha celebrato il Corpus Domini a san Giovanni in Laterano. “. Quante mamme, quanti papà, insieme con il pane quotidiano, tagliato sulla mensa di casa, hanno spezzato il loro cuore per far crescere i figli, e farli crescere bene! Quanti cristiani, come cittadini responsabili, hanno spezzato la propria vita per difendere la dignità di tutti, specialmente dei più poveri, emarginati e discriminati!”.

 

Roma (AsiaNews) – Ripetere il gesto di Gesù che, istituendo l’Eucaristia, volle che si desse “da mangiare” e che nello spezzare il pane” spezzò se stesso. E’ il comando che Cristo stesso lasciò ai discepoli e che oggi il Papa ha rievocato durante la messa per la solennità del Corpus Domini, celebrata in piazza san Giovanni.

E anche oggi si è rinnovata la tradizione per la quale i papi, vescovi di Roma, celebrano questa solennità nella loro cattedrale, che è san Giovanni in Laterano, e che dopo la messa ci sia la processione eucaristica – alla quale prendono parte le confraternite cittadine - fino alla basilica di santa Maria Maggiore, da dove il papa impartisce (nella foto) la benedizione solenne con il Santissimo Sacramento alle molte migliaia di persone presenti.

All’omelia Francesco ha commentato la frase «Fate questo in memoria di me» (1 Cor 11,24.25), sottolineando in particolare il “fare” l’Eucaristia con Gesù e “spezzare” il pane.

Il “fare” è stato indicato in ciò che accadde nella moltiplicazione dei pani e dei pesci. “Davanti alle folle stanche e affamate, Gesù dice ai discepoli: «Voi stessi date loro da mangiare» (Lc 9,13). In realtà, è Gesù che benedice e spezza i pani fino a saziare tutta quella gente, ma i cinque pani e i due pesci vengono offerti dai discepoli, e Gesù voleva proprio questo: che, invece di congedare la folla, loro mettessero a disposizione quel poco che avevano. E poi c’è un altro gesto: i pezzi di pane, spezzati dalle mani sante e venerabili del Signore, passano nelle povere mani dei discepoli, i quali li distribuiscono alla gente. Anche questo è ‘fare’ con Gesù, è ‘dare da mangiare’ insieme con Lui. E’ chiaro che questo miracolo non vuole soltanto saziare la fame di un giorno, ma è segno di ciò che Cristo intende compiere per la salvezza di tutta l’umanità donando la sua carne e il suo sangue (cfr Gv 6,48-58). E tuttavia bisogna sempre passare attraverso quei due piccoli gesti: offrire i pochi pani e pesci che abbiamo; ricevere il pane spezzato dalle mani di Gesù e distribuirlo a tutti”.

“Fare e anche spezzare: questa è l’altra parola che spiega il senso del «fate questo in memoria di me». Gesù si è spezzato, si spezza per noi. E ci chiede di darci, di spezzarci per gli altri. Proprio questo ‘spezzare il pane’ è diventato l’icona, il segno di riconoscimento di Cristo e dei cristiani. Ricordiamo Emmaus: lo riconobbero «nello spezzare il pane» (Lc 24,35). Ricordiamo la prima comunità di Gerusalemme: «Erano perseveranti […] nello spezzare il pane» (At 2,42). E’ l’Eucaristia, che diventa fin dall’inizio il centro e la forma della vita della Chiesa. Ma pensiamo anche a tutti i santi e le sante – famosi o anonimi – che hanno ‘spezzato’ sé stessi, la propria vita, per ‘dare da mangiare’ ai fratelli. Quante mamme, quanti papà, insieme con il pane quotidiano, tagliato sulla mensa di casa, hanno spezzato il loro cuore per far crescere i figli, e farli crescere bene! Quanti cristiani, come cittadini responsabili, hanno spezzato la propria vita per difendere la dignità di tutti, specialmente dei più poveri, emarginati e discriminati! Dove trovano la forza per fare tutto questo? Proprio nell’Eucaristia: nella potenza d’amore del Signore risorto, che anche oggi spezza il pane per noi e ripete: «Fate questo in memoria di me»”.

 

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