11/08/2013, 00.00
VATICANO
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Papa: ‘L’amore di Dio ha il nome e il volto di Gesù: ecco la vera ricchezza del cristiano’

All’Angelus, il pontefice commenta le parole di Luca: Gesù cammina con i suoi discepoli verso la sua Pasqua, e nel cammino li educa parlando di quello che porta nel cuore. “Questo Vangelo vuole dirci che il cristiano è uno che porta dentro di sé un desiderio grande, profondo: quello di incontrarsi con il suo Signore insieme ai fratelli, ai compagni di strada”. Dopo la preghiera, un saluto ai musulmani che festeggiano la fine del Ramadan.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Il cristiano "è uno che porta dentro di sé un desiderio grande, profondo: quello di incontrarsi con il suo Signore insieme ai fratelli, ai compagni di strada. E la cui vera ricchezza è l'amore di Dio". Papa Francesco commenta nell'Angelus odierno, recitato dal Palazzo apostolico, il brano dell'evangelista Luca in cui Cristo cammina verso Gerusalemme - "verso la sua Pasqua di morte e risurrezione" - e apre il suo cuore ai discepoli. Subito dopo la preghiera, un nuovo augurio ai musulmani che festeggiano la fine del Ramadan: "Cristiani e musulmani si impegnino per promuovere il reciproco rispetto, specialmente attraverso l'educazione delle nuove generazioni".

Nel cammino verso Gerusalemme, spiega il Papa, Cristo "li educa confidando loro quello che Lui stesso porta nel cuore, gli atteggiamenti profondi del suo animo. Tra questi atteggiamenti vi sono il distacco dai beni terreni, la fiducia nella provvidenza del Padre e, appunto, la vigilanza interiore, l'attesa operosa del Regno di Dio. Per Gesù è l'attesa del ritorno alla casa del Padre. Per noi è l'attesa di Cristo stesso".

Questo Vangelo "vuole dirci che il cristiano è uno che porta dentro di sé un desiderio grande, profondo: quello di incontrarsi con il suo Signore insieme ai fratelli, ai compagni di strada. E tutto questo si riassume in un famoso detto di Gesù: «Dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore» (Lc 12,34)".

Il Papa, a una piazza come sempre gremita di fedeli nonostante il caldo, chiede: "Voglio farvi due domande su queste parole: avete un cuore desideroso, che desidera? Pensate e rispondete in silenzio, nel vostro cuore. Hai un cuore che desidera o hai un cuore chiuso, addormentato alle cose della vita? La seconda domanda. Proviamo a chiederci: dov'è il mio tesoro? Qual è per me la realtà più importante, più preziosa, la realtà che attrae il mio cuore come una calamita? Posso dire che è l'amore di Dio? Qualcuno mi risponderà: Padre, ma io sono uno che lavora, che ha famiglia, per me la realtà più importante è mandare avanti la mia famiglia, il lavoro... Certo, è vero, ma qual è la forza che tiene unita la famiglia? E' proprio l'amore di Dio che dà senso ai piccoli impegni quotidiani e anche aiuta ad affrontare le grandi prove. Questo è il vero tesoro dell'uomo".

E l'amore di Dio, riprende, "non è qualcosa di vago, un sentimento generico; l'amore di Dio ha un nome e un volto: Gesù Cristo. E' un amore che dà valore e bellezza a tutto il resto: alla famiglia, al lavoro, allo studio, all'amicizia, all'arte, ad ogni attività umana. E dà senso anche alle esperienze negative, perché ci permette di andare oltre, di non rimanere prigionieri del male, ma ci fa passare oltre, ci apre sempre alla speranza, all'orizzonte finale del nostro pellegrinaggio. Così anche le fatiche e le cadute trovano un senso".

"Cari fratelli, oggi nella Chiesa facciamo memoria di santa Chiara di Assisi, che sulle orme di Francesco lasciò tutto per consacrarsi a Cristo nella povertà. Santa Chiara ci dà una testimonianza molto bella di questo Vangelo di oggi: ci aiuti lei, insieme con la Vergine Maria, a viverlo anche noi, ciascuno secondo la propria vocazione".  

Subito dopo la preghiera mariana, Francesco prima ricorda l'Assunta e poi manda gli auguri al mondo islamico: "Cari fratelli e sorelle, ricordiamo che il prossimo giovedì è la solennità di Maria Assunta. Pensiamo a nostra madre, che è arrivata in cielo con Gesù. E quel giorno facciamo festa per lei. Vorrei rivolgere un saluto ai musulmani del mondo intero, nostri fratelli, che da poco hanno celebrato la conclusione del mese di Ramadan, dedicato in modo particolare al digiuno, alla preghiera e all'elemosina. Come ho scritto nel mio Messaggio per questa circostanza, auguro che cristiani e musulmani si impegnino per promuovere il reciproco rispetto, specialmente attraverso l'educazione delle nuove generazioni".

Infine, il saluto affettuoso "a tutti i romani e i pellegrini presenti. Anche oggi ho la gioia di salutare alcuni gruppi di giovani: anzitutto quelli venuti da Chicago, in pellegrinaggio a Lourdes e a Roma; e poi i giovani di Locate, di Predore e Tavernola Bergamasca, e gli Scout di Vittoria. Ripeto anche a voi le parole che sono state il tema del grande incontro di Rio: «Andate e fate discepoli tra tutte le nazioni». A tutti auguro una buona domenica, e buon pranzo. Arrivederci". 

 

 

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