23/05/2018, 10.31
VATICANO
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Papa: ‘tutti’ i cattolici cinesi vivano in fraternità e ‘piena comunione’ con Roma

Appello di Francesco alla vigilia della festa della Vergine di Sheshan. La Confermazione, “dono” col quale “è il Cristo a colmarci del suo Spirito, consacrandoci suoi testimoni, partecipi del medesimo principio di vita e di missione, secondo il disegno del Padre celeste”. “La testimonianza cristiana consiste nel fare solo e tutto quello che lo Spirito di Cristo ci chiede, concedendoci la forza di compierlo”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Appello di papa Francesco perché “tutti” i cattolici cinesi “possano vivere la fede con generosità e serenità, e perché sappiano compiere gesti concreti di fraternità, concordia e riconciliazione, in piena comunione con il Successore di Pietro”. Nell’appello, giunto al termine dell’udienza generale e alla vigilia della festa della Beata Vergine Maria “Aiuto dei cristiani”, particolarmente venerata nel santuario di Sheshan, presso Shanghai, Francesco ha detto che “tale ricorrenza ci invita ad essere uniti spiritualmente a tutti i fedeli cattolici che vivono in Cina. Per loro preghiamo la Madonna, perché possano vivere la fede con generosità e serenità, e perché sappiano compiere gesti concreti di fraternità, concordia e riconciliazione, in piena comunione con il Successore di Pietro”.

“Carissimi discepoli del Signore in Cina – ha aggiunto - la Chiesa universale prega con voi e per voi, affinché anche tra le difficoltà possiate continuare ad affidarvi alla volontà di Dio. La Madonna non vi farà mai mancare il suo aiuto e vi custodirà col suo amore di madre”.

In precedenza, alle 20mila persone presenti in piazza san Pietro, il Papa aveva parlato della Confermazione, tema del ciclo di catechesi iniziato oggi.

“Dopo le catechesi sul Battesimo – ha detto - questi giorni che seguono la solennità di Pentecoste ci invitano a riflettere sulla testimonianza che lo Spirito suscita nei battezzati, mettendo in movimento la loro vita, aprendola al bene degli altri. Ai suoi discepoli Gesù ha affidato una missione grande: «Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo» (cfr Mt 5,13-16). Sono immagini che fanno pensare al nostro comportamento, perché sia la carenza sia l’eccesso di sale rendono disgustoso il cibo, così come la mancanza e l’eccesso di luce impediscono di vedere. Chi può davvero renderci sale che dà sapore e preserva dalla corruzione, e luce che rischiara il mondo, è soltanto lo Spirito di Cristo! E questo è il dono che riceviamo nel Sacramento della Confermazione, su cui desidero fermarmi a riflettere con voi. Si chiama ‘Confermazione’ perché conferma il Battesimo e ne rafforza la grazia (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1289); come anche ‘Cresima’, dal fatto che riceviamo lo Spirito mediante l’unzione con il ‘crisma’ – olio misto a profumo consacrato dal Vescovo –, termine che rimanda a ‘Cristo’, l’Unto di Spirito Santo”.

“Rinascere alla vita divina nel Battesimo è il primo passo; occorre poi comportarsi da figli di Dio, ossia conformarsi al Cristo che opera nella santa Chiesa, lasciandosi coinvolgere nella sua missione nel mondo. A ciò provvede l’unzione dello Spirito Santo: «senza la sua forza, nulla è nell’uomo» (cfr Sequenza di Pentecoste). Come tutta la vita di Gesù fu animata dallo Spirito, così pure la vita della Chiesa e di ogni suo membro sta sotto la guida del medesimo Spirito”. “Concepito dalla Vergine per opera dello Spirito Santo, Gesù intraprende la sua missione dopo che, uscito dall’acqua del Giordano, viene consacrato dallo Spirito che discende e rimane su di Lui (cfr Mc 1,10; Gv 1,32). Egli lo dichiara esplicitamente nella sinagoga di Nazaret, applicando a sé le parole del profeta Isaia per spiegare il proprio ministero messianico: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio» (Lc 4,18)”.

“Gesù è pieno di Spirito Santo ed è la fonte dello Spirito promesso dal Padre (cfr Gv 15,26; Lc 24,49; At 1,8; 2,33). In realtà, la sera di Pasqua il Risorto alita sui discepoli dicendo loro: «Ricevete lo Spirito Santo» (Gv 20,22); e nel giorno di Pentecoste la forza dello Spirito discende sugli Apostoli in forma straordinaria (cfr At 2,1-4). Il ‘Respiro’ del Cristo Risorto riempie di vita i polmoni della Chiesa; e in effetti le bocche dei discepoli, «colmati di Spirito Santo», si aprono per proclamare a tutti le grandi opere di Dio (cfr At 2,1-11)”.

“La Pentecoste è per la Chiesa ciò che per Cristo fu l’unzione dello Spirito ricevuta al Giordano, ossia l’impulso missionario a consumare la vita per la santificazione degli uomini, a gloria di Dio. Se in ogni sacramento opera lo Spirito, è in modo speciale nella Confermazione che «i fedeli ricevono come Dono lo Spirito Santo» (Paolo VI, Cost. ap., Divinae consortium naturae)”.

“Se nel Battesimo è lo Spirito Santo a immergerci in Cristo, nella Confermazione è il Cristo a colmarci del suo Spirito, consacrandoci suoi testimoni, partecipi del medesimo principio di vita e di missione, secondo il disegno del Padre celeste. La testimonianza resa dai confermati manifesta la ricezione dello Spirito e la docilità alla sua ispirazione creativa. Come si vede che abbiamo ricevuto il Dono dello Spirito? Semplicemente se compiamo le opere dello Spirito, se pronunciamo parole insegnate dallo Spirito (cfr 1 Cor 2,13). La testimonianza cristiana consiste nel fare solo e tutto quello che lo Spirito di Cristo ci chiede, concedendoci la forza di compierlo”.

Al termine dell’udienza, Francesco ha ricevuto in dono le maglie delle due squadre finaliste della ClericusCup, il torneo calcistico pontificio al quale hanno partecipato 16 squadre composte da 370 tra sacerdoti e seminaristi. A consegnarle i capitani del Pontificio collegio urbano e del North American Martyrs,  il sudafricano Sifiso Ndlovu e lo statunitense William Nyce che sabato 26 maggio si contenderanno il torneo con il pallone benedetto oggi dal Papa.

 

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