02/08/2015, 00.00
VATICANO
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Papa: Gesù ci sprona a cercare il “pane di vita”, espressione del Suo amore

All’Angelus Francesco commenta il Vangelo di Giovanni. Le folle seguivano Gesù per il pane materiale, non comprendendo la propria “cecità spirituale”. Cristo invece “è dono e donatore, alla luce dell’incontro con Lui anche le sofferenze della vita dell’uomo vengono illuminate”. Il ricordo del Perdono di Assisi: “Il Padre perdona sempre, perdona tutti”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Le folle che seguivano Gesù per il pane materiale frutto della moltiplicazione “non comprendevano la propria cecità spirituale. Cristo ci spinge ad andare oltre ai propri bisogni materiali e ad aprirsi a una prospettiva che va oltre, il pane di vita espressione del Suo amore”. Lo ha detto papa Francesco prima della recita dell’Angelus.

Ai fedeli riuniti in piazza San Pietro, il pontefice dice: “Dopo la moltiplicazione dei pani, la gente si era messa a cercare Gesù e finalmente lo trova presso Cafarnao. Egli comprende bene il motivo di tanto entusiasmo nel seguirlo e lo rivela con chiarezza: ‘Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati’ (Gv 6, 26). In realtà, quelle persone lo seguono per il pane materiale che il giorno precedente aveva placato la loro fame, quando Gesù aveva fatto la moltiplicazione dei pani; non hanno compreso che quel pane, spezzato per tanti, per molti, era l’espressione dell’amore di Gesù stesso”.

In sostanza, sottolinea il Papa, questi “hanno dato più valore a quel pane che al suo donatore. Davanti a questa cecità spirituale, Gesù evidenzia la necessità di andare oltre il dono, e scoprire, conoscere il donatore. Dio è il dono, anche il donatore: è lo stesso. E così di quel pane, di quel gesto la gente può trovare quello che lo dà, che è Dio. Invita ad aprirsi ad una prospettiva che non è soltanto quella delle preoccupazioni quotidiane del mangiare, del vestire, del successo, della carriera. Gesù parla di un altro cibo, un cibo che non è corruttibile e che è bene cercare e accogliere”.

Lavorate, sprona il Papa, “cercate la salvezza e l’incontro con Dio. Con queste parole, ci vuol far capire che, oltre alla fame fisica l’uomo porta in sé un’altra fame, tutti noi portiamo quella fame, una fame più importante, che non può essere saziata con un cibo ordinario. Si tratta di fame di vita, di fame di eternità che Lui solo può appagare, in quanto è ‘il pane della vita’ (v.35)”.

Gesù, sottolinea Francesco, “non elimina la preoccupazione e la ricerca del cibo quotidiano e di tutto ciò che può rendere la vita più progredita. Ma Gesù ci ricorda che il vero significato del nostro esistere terreno sta nell’eternità, nell’incontro con Lui che è dono e donatore”.

E “ci ricorda anche che la storia umana con le sue sofferenze e le sue gioie deve essere vista in un orizzonte di eternità. In quell’orizzonte dell’incontro definitivo con Lui, e quell’incontro illumina tutti i giorni della nostra vita. Se noi pensiamo a questo incontro, ai piccoli doni della vita – anche le sofferenze e le preoccupazioni saranno illuminate d a questo incontro”.

Incontrare e accogliere in noi Gesù “pane di vita” attraverso l’Eucarestia, conclude, “dà significato e speranza al cammino spesso tortuoso della vita. Ma questo ‘pane di vita’ ci è dato con un compito, cioè perché possiamo a nostra volta saziare la fame spirituale e materiale dei fratelli, annunciando il Vangelo ovunque. Con la testimonianza del nostro atteggiamento fraterno e solidale verso il prossimo, rendiamo presente Cristo e il suo amore in mezzo agli uomini. La Vergine Santa ci sostenga nella ricerca e nella sequela del suo Figlio Gesù, il “pane vero”, che non si corrompe e dura per la vita eterna”.

Subito dopo la preghiera mariana, il Papa dice a braccio: “Oggi si ricorda il Perdono di Assisi: è un forte richiamo ad avvicinarsi al Signore nel Sacramento della misericordia e nel ricevere la comunione. C’è gente che ha paura di avvicinarsi alla confessione, ma il Padre immensamente misericordioso perdona tutti. È vero che quando andiamo in confessionale sentiamo un po’ di vergogna: ciò succede a tutti, a tutti noi. Ma dobbiamo ricordare che anche questa vergogna è una grazia, che ci prepara all’abbraccio del Padre, che sempre perdona tutto”.

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