05/08/2018, 12.33
VATICANO
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Papa: Il ricordo di Paolo VI, ‘grande papa della modernità’

All’Angelus, papa Francesco, ricorda i 40 anni dalla morte di Montini, che egli canonizzerà il prossimo 14 ottobre.  L’incontro con Gesù va “oltre la soddisfazione immediata delle necessità materiali”. L’opera di Dio non consiste tanto nel “fare” delle cose, ma nel “credere” in Colui che Egli ha mandato. Il ricordo della dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore , “la Vergine Maria, Salus populi romani”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Un “grande applauso” per papa Paolo VI, “questo grande papa della modernità”: così papa Francesco ha voluto ricordare oggi il pontefice morto 40 anni fa, il 6 agosto 1978. Parlando ai pellegrini radunati in piazza san Pietro per la recita dell’Angelus, prima dei saluti finali, egli ha aggiunto: “Lo ricordiamo con tanta venerazione e gratitudine, in attesa della sua canonizzazione, il 14 ottobre prossimo. Dal cielo interceda per la Chiesa che tanto ha amato e per la pace nel mondo”.

In precedenza, Francesco si è soffermato a commentare il vangelo della domenica (18ma per anno, B, Giov. 6,24-35), che racconta come la gente cercasse Gesù dopo la moltiplicazione dei pani. “Ma a Gesù – spiega - non basta che la gente lo cerchi, vuole che la gente lo conosca; vuole che la ricerca di Lui e l’incontro con Lui vadano oltre la soddisfazione immediata delle necessità materiali. Gesù è venuto a portarci qualcosa di più, ad aprire la nostra esistenza a un orizzonte più ampio rispetto alle preoccupazioni quotidiane del nutrirsi, del vestirsi, della carriera, e così via. Perciò, rivolto alla folla, esclama: «Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati» (v. 26). Così stimola la gente a fare un passo avanti, a interrogarsi sul significato del miracolo, e non solo ad approfittarne”.

Gesù “invita la folla a procurarsi non il cibo che non dura, ma quello che rimane per la vita eterna (cfr v. 27). Si tratta di un cibo che Gesù ci dona ogni giorno: la sua Parola, il suo Corpo, il suo Sangue. La folla ascolta l’invito del Signore, ma non ne comprende il senso... Gli ascoltatori di Gesù pensano che Egli chieda loro l’osservanza dei precetti per ottenere altri miracoli come quello della moltiplicazione dei pani. È una tentazione comune, questa, di ridurre la religione solo alla pratica delle leggi, proiettando sul nostro rapporto con Dio l’immagine del rapporto tra i servi e il loro padrone: i servi devono eseguire i compiti che il padrone ha assegnato, per avere la sua benevolenza. È una cosa che sappiamo tutti. Perciò la folla vuole sapere da Gesù quali azioni deve fare per accontentare Dio. Ma Gesù dà una risposta inattesa: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato» (v. 29). Queste parole sono rivolte, oggi, anche a noi: l’opera di Dio non consiste tanto nel ‘fare’ delle cose, ma nel ‘credere’ in Colui che Egli ha mandato; o meglio, la fede in Gesù ci permette di compiere le opere di Dio. Se ci lasceremo coinvolgere in questo rapporto d’amore e di fiducia con Gesù, saremo capaci di compiere opere buone che profumano di Vangelo, per il bene e le necessità dei fratelli”.

“Il Signore – ha concluso - ci invita a non dimenticare che, se è necessario preoccuparci per il pane materiale, ancora più importante è coltivare il rapporto con Lui, rafforzare la nostra fede in Lui che è il «pane della vita», venuto per saziare la nostra fame di verità, la nostra fame di giustizia, la nostra fame di amore. La Vergine Maria, nel giorno in cui ricordiamo la dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, la Salus populi romani, ci sostenga nel nostro cammino di fede e ci aiuti ad abbandonarci con gioia al disegno di Dio sulla nostra vita”.

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