29/11/2020, 12.24
VATICANO
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Papa: In Avvento, 'rendere ragione della speranza che è in noi’

All’Angelus, papa Francesco sottolinea che “Il Signore non ci abbandona mai” e questo fa vincere “paura e sconforto” insieme a “pessimismo”, “chiusura”, “apatia”, come capita in questo tempo di pandemia. La preghiera per i nuovi cardinali.

Città del Vaticano (AsiaNews) Nel primo Angelus del nuovo anno liturgico, alla prima domenica di Avvento, papa Francesco ha sottolineato che l’Avvento è “tempo di attesa e di speranza”. Questa speranza va condivisa, come “indicato dall’apostolo Pietro: rendere ragione della speranza che è in noi (cfr1 Pt 3,15)”.

Ore prima, il pontefice aveva parlato dell’Avvento durante la messa concelebrata in san Pietro assieme ai nuovi cardinali creati durante il Concistoro di ieri.

Questo tempo è importante nel momento attuale: “la situazione che stiamo vivendo, segnata dalla pandemia, genera in molti preoccupazione, paura e sconforto; si corre il rischio di cadere nel pessimismo, nella chiusura e nell’apatia…. L’attesa fiduciosa del Signore fa trovare conforto e coraggio nei momenti bui dell’esistenza. E da cosa nasce questo coraggio e questa scommessa fiduciosa? Nasce dalla speranza. L’Avvento è un incessante richiamo alla speranza: ci ricorda che Dio è presente nella storia per condurla al suo fine ultimo e alla sua pienezza, che è il Signore Gesù Cristo. Dio è presente nella storia dell’umanità, è il «Dio con noi», cammina al nostro fianco per sostenerci. Il Signore non ci abbandona mai”.

“Maria Santissima – ha concluso - donna dell’attesa, accompagni i nostri passi in questo nuovo anno liturgico che iniziamo, e ci aiuti a realizzare il compito dei discepoli di Gesù, indicato dall’apostolo Pietro: rendere ragione della speranza che è in noi (cfr1 Pt 3,15)”.

Dopo la preghiera mariana, Francesco ha anzitutto ricordato le popolazioni dell’America centrale (soprattutto Colombia e alcune isole) colpite da uragano e maltempo. Poi, ricordando la messa celebrata in mattinata e il Concistoro di ieri, ha salutato tutte le persone venute per festeggiare i 13 nuovi cardinali e ha domandato di pregare per loro.

Infine ha invitato tutti a “ricavare del bene anche da questo tempo” di pandemia, vivendo “una maggiore sobrietà, un’attenzione discreta verso i vicini che possono aver bisogno di aiuto, avendo qualche momento di preghiera fatto in famiglia”.

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