10/11/2018, 12.16
VATICANO
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Papa: L’Eucaristia influenza i battezzati, ma anche la città terrena

Nell’udienza ai membri del Pontificio consiglio per i congressi eucaristici internazionali, papa Francesco esorta a vivere il prossimo Congresso eucaristico a Budapest (nel 2020) come una testimonianza nella società moderna e secolarizzata, dove la fede è divenuta marginale. “Nell’Europa malata d’indifferenza”,  diffondere una “cultura eucaristica”, fatta di “comunione”, “servizio”, “misericordia”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – L’Eucaristia “è mistero pasquale capace di influenzare positivamente non solo i singoli battezzati, ma anche la città terrena in cui si vive e si lavora”: lo ha detto papa Francesco incontrando stamane i partecipanti alla plenaria del Pontificio consiglio per i congressi eucaristici internazionali, in procinto di preparare per il 2020 il Congresso eucaristico a Budapest (Ungheria). In questa “grande città europea” l’evento eucaristico si confronterà “con la modernità̀ secolarizzata e con una globalizzazione che rischia di cancellare le peculiarità di una storia ricca e variegata”, della Chiesa e dei congressi, che si svolgono da oltre 100 anni.

“Che cosa significa – si domanda Francesco - celebrare un Congresso Eucaristico nella città moderna e multiculturale in cui il Vangelo e le forme dell’appartenenza religiosa sono diventati marginali?”. La risposta: “nell’Europa malata d’indifferenza e attraversata da divisioni e chiusure”, significa diffondere una “cultura eucaristica”, che si qualifica per tre atteggiamenti.

Il primo è “la comunione”: “È proprio la comunione con Cristo la vera sfida della pastorale eucaristica, perché si tratta di aiutare i fedeli a comunicare con Lui presente nel Sacramento per vivere in Lui e con Lui nella carità e nella missione. A ciò contribuisce fortemente anche il culto eucaristico fuori dalla Messa che costituisce da sempre un momento importante in questi appuntamenti ecclesiali. La preghiera di adorazione insegna a non separare il Cristo Capo dal suo Corpo, cioè la comunione sacramentale con Lui da quella con le sue membra e dal conseguente impegno missionario”.

Il secondo atteggiamento è “il servizio”: “La comunità eucaristica, comunicando alla sorte di Gesù Servo, diventa essa stessa ‘serva’”. Il papa spiega che “i cristiani servono la causa del Vangelo inserendosi nei luoghi della debolezza e della croce per condividere e sanare” ed elenca alcuni di questi luoghi: “famiglie in difficoltà, giovani e adulti senza lavoro, malati e anziani soli, migranti segnati da fatiche e violenze, e altre povertà”. In tutti, “i battezzati seminano… una cultura eucaristica facendosi servitori dei poveri, non in nome di una ideologia ma del Vangelo stesso, che diventa regola di vita dei singoli e delle comunità, come testimonia l’ininterrotta schiera di santi e sante della carità”.

Il terzo atteggiamento è “la misericordia”: “Tutti si lamentano per il fiume carsico di miseria che percorre l’esperienza della nostra società. Si tratta di tante forme di paura, sopraffazione, arroganza, malvagità, odio, chiusure, noncuranza dell’ambiente, e così via. E tuttavia i cristiani sperimentano ogni domenica che questo fiume in piena non può nulla contro l’oceano di misericordia che inonda il mondo. L’Eucaristia è la fonte di questo oceano… La misericordia entra così nelle vene del mondo e contribuisce a costruire l’immagine e la struttura del Popolo di Dio adatta al tempo della modernità”.

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