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  • » 03/09/2013, 00.00

    VATICANO

    Papa: La luce mite di Gesù scaccia – senza eserciti - la falsa luce del diavolo



    Alla messa nella cappella di santa Marta, papa Francesco distingue fra la luce di Gesù, che “non fa spettacolo” e parla al cuore, e la luce del mondo, “artificiale” e “orgogliosa”, che rifiuta la croce. La luce di Gesù vince il demonio senza bisogno di usare la forza.

    Città del Vaticano (AsiaNews) - La luce di Gesù è una "luce mite... di pace", diversa  dalla "luce artificiale - forse forte" che offre il mondo. Essa scaccia via "i demoni" senza "bisogno di un esercito". Sono alcuni dei pensieri espressi da papa Francesco questa mattina alla messa celebrata nella cappella di santa Marta e riportati dalla Radio Vaticana. Il pontefice ha commentato anzitutto le parole di san Paolo contenute nella prima lettura della messa di oggi: "Voi fratelli non siete nelle tenebre, ...siete tutti figli della Luce" (1 Tessalonicesi 5,4-sgg). E ha sottolineato che "la luce di Gesù è un'altra cosa" rispetto a quella del mondo: "E' una luce di sapienza e di saggezza, ma è un'altra cosa che la luce del mondo. La luce che ci offre il mondo è una luce artificiale, forse forte - più forte è quella di Gesù, eh! - forte come un fuoco d'artificio, come un flash della fotografia. Invece, la luce di Gesù è una luce mite, è una luce tranquilla, è una luce di pace, è come la luce nella notte di Natale: senza pretese".

    La luce di Gesù, ha proseguito, "non fa spettacolo, è una luce che viene nel cuore". Tuttavia, "è vero che il diavolo tante volte viene travestito da angelo di luce: a lui piace imitare Gesù e si fa buono, ci parla tranquillamente, come ha parlato a Gesù dopo il digiuno nel deserto". Ecco perché dobbiamo chiedere al Signore "la saggezza del discernimento per conoscere quando è Gesù che ci dà la luce e quando è proprio il demonio, travestito da angelo di luce":

    "La luce di Gesù - ha aggiunto - possiamo conoscerla, perché è una luce umile, non è una luce che si impone: è umile. E' una luce mite, con la fortezza della mitezza. E' una luce che parla al cuore ed è anche una luce che ti offre la Croce. Se noi nella nostra luce interiore siamo uomini miti, sentiamo la voce di Gesù nel cuore e guardiamo senza paura la Croce: quella è luce di Gesù".

    Se invece una luce "rende orgoglioso", "porta a guardare gli altri dall'alto", a disprezzare gli altri, "alla superbia, quella non è luce di Gesù: è luce del diavolo, travestito da Gesù, da angelo di luce".

    Riferendosi poi al vangelo di oggi (Luca 4,31-37), in cui Gesù scaccia un demonio da un uomo, nella sinagoga di Cafarnao, il papa ha concluso: "Gesù non ha bisogno di un esercito per scacciare via i demoni, non ha bisogno della superbia, non ha bisogno della forza, dell'orgoglio. 'Che parola è mai questa che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?' Questa è una parola umile, mite, con tanto amore; è una parola che ci accompagna nei momenti di Croce. Chiediamo al Signore che ci dia oggi la grazia della sua Luce e ci insegni a distinguere quando la luce è di Lui e quando è una luce artificiale, fatta dal nemico, per ingannarci".

     

     

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