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  • » 03/09/2017, 12.05

    VATICANO

    Papa: La tentazione di seguire un Cristo senza croce. La preghiera per gli alluvionati in Asia del Sud e in Texas



    ““Spirituale vicinanza alle popolazioni dell’Asia Meridionale” e ““viva partecipazione alle sofferenze degli abitanti del Texas colpiti da un uragano”.  “Gesù ci ricorda che la sua via è la via dell’amore, e non c’è vero amore senza il sacrificio di sé”. Maria “ci aiuti a non avere paura di soffrire per amore di Dio e dei fratelli”.

    Città del Vaticano (AsiaNews) - “Sempre, anche oggi, la tentazione è quella di voler seguire un Cristo senza croce, anzi, di insegnare a Dio la strada giusta”. Così papa Francesco a commento del brano del vangelo della messa di oggi (22ma domenica per anno, Matteo 16,21-27), spiegato ai pellegrini giunti per l’Angelus in piazza san Pietro.

    Nel brano, Gesù “rivela ai discepoli che a Gerusalemme dovrà patire, essere ucciso e risorgere” e ottiene il rimprovero di Pietro, perché non accetta che al Messia accada tutto questo. Gesù risponde con un rimprovero a sua volta: ”Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!” (v. 23).

    “A quel punto - ha continuato il papa -  il Maestro si rivolge a tutti quelli che lo seguivano, presentando loro con chiarezza la via da percorrere: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua» (v. 24). Sempre, anche oggi, la tentazione è quella di voler seguire un Cristo senza croce, anzi, di insegnare a Dio la strada giusta. Ma Gesù ci ricorda che la sua via è la via dell’amore, e non c’è vero amore senza il sacrificio di sé. Siamo chiamati a non lasciarci assorbire dalla visione di questo mondo, ma ad essere sempre più consapevoli della necessità e della fatica per noi cristiani di camminare contro-corrente e in salita.

    Gesù completa la sua proposta con parole che esprimono una grande sapienza sempre valida, perché sfidano la mentalità e i comportamenti egocentrici. Egli esorta: «Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà» (v. 25). In questo paradosso è contenuta la regola d’oro che Dio ha inscritto nella natura umana creata in Cristo: la regola che solo l’amore dà senso e felicità alla vita. Spendere i propri talenti, le proprie energie e il proprio tempo solo per salvare, custodire e realizzare sé stessi, conduce in realtà a perdersi, ossia a un’esistenza triste e sterile. Se invece viviamo per il Signore e impostiamo la nostra vita sull’amore, come ha fatto Gesù, potremo assaporare la gioia autentica”.

    “Nella celebrazione dell’Eucaristia - ha concluso - riviviamo il mistero della croce; non solo ricordiamo, ma compiamo il memoriale del Sacrificio redentore, in cui il Figlio di Dio perde completamente Sé stesso per riceversi di nuovo dal Padre e così ritrovare noi, che eravamo perduti, insieme con tutte le creature. Ogni volta che partecipiamo alla Santa Messa, l’amore di Cristo crocifisso e risorto si comunica a noi come cibo e bevanda, perché possiamo seguire Lui nel cammino di ogni giorno, nel concreto servizio dei fratelli.

    Maria Santissima, che ha seguito Gesù fino al Calvario, accompagni anche noi e ci aiuti a non aver paura della croce, ma una corce con Gesù inchiodato; a non avere paura di soffrire per amore di Dio e dei fratelli, perché questa sofferenza, per la grazia di Cristo, è feconda di risurrezione”.

    Dopo la preghiera mariana, il pontefice ha espresso la sua “spirituale vicinanza alle popolazioni dell’Asia Meridionale, che ancora patiscono le conseguenze delle alluvioni”. In tutta l’Asia del sud, a causa delle piogge monsoniche particolarmente forti, le precipitazioni hanno colpito almeno 41 milioni di abitanti tra India, Bangladesh e Nepal; il numero dei decessi ha superato i 1000 morti.

    Allo stesso tempo egli ha voluto manifestare la sua “viva partecipazione alle sofferenze degli abitanti del Texas colpiti da un uragano e da piogge eccezionali, che hanno provocato vittime, migliaia di sfollati e ingenti danni materiali”.

    Salutando tutti i gruppi presenti, il pontefice ha aggiunto: "Voglio ringraziare voi per augurarmi buon viaggio", quasi senz'altro in riferimento al suo imminente viaggio in Colombia dal 6 all'11 settembre.

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