04/08/2019, 12.19
VATICANO
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Papa: Le ricchezze possono incatenare il cuore e distoglierlo dal vero tesoro che è nei cieli

All’Angelus, papa Francesco spiega la parabola del ricco stolto che “nella prassi ha rinnegato Dio, non ha fatto i conti con Lui”. “I beni materiali sono necessari alla vita, ma non devono essere il fine della nostra esistenza, ma un mezzo per vivere onestamente e nella condivisione con i più bisognosi”. Un’Ave Maria per gli attentati in Texas, California e Ohio (Stati Uniti). L’annuncio della Lettera ai sacerdoti di tutto il mondo in occasione dei 160 anni dalla morte del Curato d’Ars.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Le ricchezze possono incatenare il cuore e distoglierlo dal vero tesoro che è nei cieli”: è il messaggio che Gesù affida ai suoi ascoltatori nella parabola raccontata da Lui e riportata nel vangelo di oggi (18ma domenica per anno, C, Lc 12, 13-21). Parlando ai pellegrini raccolti in piazza san Pietro per la preghiera dell’Angelus, papa Francesco ha spiegato: “Gesù racconta la parabola del ricco stolto, che crede di essere felice perché ha avuto la fortuna di una annata eccezionale e si sente sicuro per i beni accumulati. Il racconto entra nel vivo quando emerge la contrapposizione tra quanto il ricco progetta per se stesso e quanto invece Dio gli prospetta… Egli è stolto perché nella prassi ha rinnegato Dio, non ha fatto i conti con Lui”.

“È un ammonimento – ha continuato - che rivela l’orizzonte verso cui tutti noi siamo chiamati a guardare. I beni materiali sono necessari alla vita, ma non devono essere il fine della nostra esistenza, ma un mezzo per vivere onestamente e nella condivisione con i più bisognosi. Gesù oggi ci invita a considerare che le ricchezze possono incatenare il cuore e distoglierlo dal vero tesoro che è nei cieli”.

“Questo – ha concluso - non vuol dire estraniarsi dalla realtà, ma cercare le cose che hanno un vero valore: la giustizia, la solidarietà, l’accoglienza, la fraternità, la pace, tutte cose che costituiscono la vera dignità dell’uomo… L’amore così inteso e vissuto è la fonte della vera felicità, mentre la ricerca smisurata dei beni materiali e delle ricchezze è spesso sorgente di inquietudine, di avversità, di prevaricazioni, di guerre… Quante guerre sono causate dalla cupidigia!”.

Dopo la preghiera dell’Angelus, papa Francesco ha chiesto a tutti di pregare per gli attentati (opera di suprematisti bianchi) avvenuti in Texas, California e Ohio (Stati Uniti). “Vi invito – ha detto - ad unirvi alla mia preghiera per quanti hanno perso la vita, per i feriti e i loro familiari”. E ha intonato un’Ave Maria.

Subito dopo, egli ha dato notizia della Lettera ai sacerdoti di tutto il mondo (v. altra notizia specifica oggi su questa pagina), che egli ha diffuso stamane, in occasione dei 160 anni dalla morte del Santo Curato d’Ars (che si festeggia oggi), “modello di bontà e di carità per tutti i sacerdoti”.

“La testimonianza di questo parroco umile e totalmente dedito al suo popolo – ha sottolineato -  aiuti a riscoprire la bellezza e l’importanza del sacerdozio ministeriale nella società contemporanea”.

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