06/11/2016, 12.13
VATICANO
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Papa: Nell’Anno santo della Misericordia, un atto di clemenza verso i carcerati

Papa Francesco rivolge un appello alle autorità civili di tutto il mondo per un miglioramento delle condizioni carcerarie, una giustizia “non solo punitiva”, ma tesa al reinserimento del reo nella società. Senza il riferimento “al Paradiso e alla vita eterna, il cristianesimo si ridurrebbe a un’etica, a una filosofia di vita”. I 38 martiri del regime comunista ateo in Albania beatificati ieri. L’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi sul clima “per porre l’economia al servizio delle persone e per costruire la pace e la giustizia”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Un atto di clemenza verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento”, un “miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri” e una riflessione perché la “giustizia penale non sia esclusivamente punitiva, ma aperta alla speranza e alla prospettiva di reinserire il reo nella società”: è quanto papa Francesco ha chiesto oggi alle autorità civili di tutto il mondo in occasione del Giubileo della Misericordia. L’appello – lanciato alla fine della preghiera dell’Angelus di oggi - era atteso da molti detenuti, soprattutto da un migliaio di loro che ieri e oggi sono giunti in pellegrinaggio a Roma e che stamane hanno partecipato col pontefice alla messa nella basilica di san Pietro per il Giubileo dei carcerati.

In precedenza il pontefice si era soffermato a riflettere sul vangelo della domenica di oggi (32ma per anno, C, Lc 20,27-38), che presenza la disputa di Gesù con i sadducei a propostio di come intendere la risurrezione. Gesù spiega “che l’esistenza dopo la morte sarà diversa da quella sulla terra. Egli fa capire ai suoi interlocutori che non è possibile applicare le categorie di questo mondo alle realtà che vanno oltre e sono più grandi di ciò che vediamo in questa vita”.

“In questo mondo – ha aggiunto - viviamo di realtà provvisorie, che finiscono; invece nell’al di là, dopo la risurrezione, non avremo più la morte come orizzonte e vivremo tutto, anche i legami umani, nella dimensione di Dio, in maniera trasfigurata. Anche il matrimonio, segno e strumento dell’amore di Dio in questo mondo, risplenderà trasformato in piena luce nella comunione gloriosa dei santi in Paradiso”.

“La risurrezione – ha continuato - non è solo il fatto di risorgere dopo la morte, ma è un nuovo genere di vita che già sperimentiamo nell’oggi; è la vittoria sul nulla che già possiamo pregustare. La risurrezione è il fondamento della fede cristiana! Se non ci fosse il riferimento al Paradiso e alla vita eterna, il cristianesimo si ridurrebbe a un’etica, a una filosofia di vita. Invece il messaggio della fede cristiana viene dal cielo, è rivelato da Dio e va oltre questo mondo. Credere alla risurrezione è essenziale, affinché ogni nostro atto di amore cristiano non sia effimero e fine a sé stesso, ma diventi un seme destinato a sbocciare nel giardino di Dio, e produrre frutti di vita eterna”.

Dopo la preghiera mariana, Francesco ha ricordato che ieri a Scutari (Albania), sono stati proclamati beati trentotto martiri. Fra essi vi sono due vescovi, sacerdoti e religiosi, un seminarista e alcuni laici, “vittime della durissima persecuzione del regime ateo che dominò a lungo in quel Paese nel secolo scorso. Essi preferirono subire il carcere, le torture e infine la morte, pur di rimanere fedeli a Cristo e alla Chiesa. Il loro esempio ci aiuti a trovare nel Signore la forza che sostiene nei momenti di difficoltà e che ispira atteggiamenti di bontà, di perdono e di pace”.

Infine, papa Francesco ha commentato l’entrata in vigore, due giorni fa, dell’Accordo di Parigi sul clima. “Questo importante passo avanti – ha detto - dimostra che l’umanità ha la capacità di collaborare per la salvaguardia del creato (cfr Laudato si’, 13), per porre l’economia al servizio delle persone e per costruire la pace e la giustizia. Domani, poi, comincerà a Marrakech, in Marocco, una nuova sessione della Conferenza sul clima, finalizzata, tra l’altro, all’attuazione di tale Accordo. Auspico che tutto questo processo sia guidato dalla coscienza della nostra responsabilità per la cura della casa comune”.

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