22 Dicembre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 11/04/2007
VATICANO
Papa: Portando Gesù nel cuore, diffondere la grande notizia della Sua risurrezione
Alla presenza di oltre 50 mila pellegrini, in maggioranza giovani, Benedetto XVI ha spiegato il mistero della resurrezione di Gesù e le sue apparizioni i discepoli. Anche oggi è possibile l’incontro con il Risorto, testimoniando ovunque la “gioia pasquale”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Non possiamo conservare per noi la grande notizia” della resurrezione di Gesù”, ma ogni cristiano deve diffonderla con la sua testimonianza, dicendo le stesse parole dei discepoli: “Abbiamo visto il Signore!”. Così Benedetto XVI all’udienza del mercoledì dopo la Pasqua, tenuta oggi in piazza san Pietro. Il pontefice, che risiede in questi giorni Castel Gandolfo, è venuto a Roma per incontrare gli oltre 50 mila pellegrini, radunati in Vaticano. Fra loro vi sono moltissimi ragazzi e ragazze che si preparano alla professione di fede che precede il ricevimento del sacramento della Cresima. Quasi a voler confortare la professione di fede di questi giovani, il papa ha parlato della certezza nella fede nella morte e resurrezione di Gesù, dell’incontro con il Risorto, del “portare Gesù nel proprio cuore”, spingendo gli ascoltatori alla testimonianza e alla missione.
 
Benedetto XVI ha iniziato la catechesi con un lungo elenco di appellativi di Gesù risorto (“Sono Io la remissione dei peccati, Io il perdono, Io l’agnello del riscatto, la vostra salvezza, Io vi mostro il Padre”) tratti da uno scritto di Melitone di Sardi (II secolo), che tendono a far comprendere di più il mistero della morte e della resurrezione di Gesù. A tratti è sembrato che egli polemizzasse con alcune correnti teologiche contemporanee, che danno alla resurrezione solo un valore simbolico, rifiutando una concezione della resurrezione di Gesù come “il ritorno di un cadavere alla vita”.
Il papa ha precisato: Gesù “non è tornato nella situazione precedente”, come Lazzaro, che era risuscitato; Cristo “è passato ad una vita nuova,” e citando san Bernardo ha precisato: “Gesù ha varcato una frontiera verso una condizione nuova, un condizione più gloriosa e definitiva”. E ha ricordato il diverso atteggiamento di Gesù verso Maria di Magdala e verso Tommaso. Ad una, ricorda il papa, Gesù le dice “Non mi trattenere”; all’altro invece chiede di mettere le mani al posto dei chiodi e nel costato trafitto. Benedetto XVI spiega: Maria di Magdala vuole avere il suo maestro come prima. Ma ormai non c’è più spazio per un incontro con il Risorto “in un ritorno al passato”, come prima, occorre invece “una relazione nuova”. A Tommaso, Gesù chiede di toccarlo, e gli domanda di essere testimone della sua morte e resurrezione, spinge il discepolo “verso il futuro”, non verso il passato.
 
Ripercorrendo tutte le apparizioni del Risorto di cui parlano i Vangeli, Benedetto XVI ha esortato i presenti a fare come i discepoli, a “cercare il Signore”. Citando “la corsa” di Pietro e Giovanni al sepolcro dopo la notizia portata da Maria Maddalena sulla tomba vuota (cfr Giov. 20, 1-8), egli ha detto che questa è l’immagine di una “competizione legittima fra credenti, a gara nella ricerca di Cristo”. “Se cerchiamo il Signore con animo semplice e sincero, lo incontreremo. Anzi sarà Lui stesso a venirci incontro,  si farà riconoscere, ci chiamerà per nome, ci farà entrare nell’intimità del suo amore”.
 
Egli ha anche ricordato la lettura della messa di oggi, sull’apparizione di Gesù ai discepoli di Emmaus che “sconsolati per la morte del loro maestro, ritornavano a casa (cfr Luca 24, 13-35). Il Signore si fece loro compagno di cammino, senza che lo riconoscessero. Le sue parole, a commento delle Scritture che lo riguardavano, resero ardenti i cuori dei discepoli”. Lo riconobbero poi, dopo “lo spezzare del pane”, “mentre egli scomparve”.
 
A commento il papa cita sant’Agostino “Se crediamo lo conosciamo, anzi se crediamo lo abbiamo”. E citando una frase di san Bernardo di Chiaravalle, ha aggiunto: “Avevano Cristo alla loro tavola, noi lo abbiamo nostra anima”; avere “Cristo nel proprio cuore è molto di più che averlo nella propria dimora”. Noi, ha detto il papa, “portiamo Gesù nel cuore”.
Alla fine Benedetto XVI ha chiesto l’intercessione di Maria perchè i cristiani diventino capaci di “gustare pienamente la gioia pasquale” e “diventiamo capaci di diffonderla ovunque viviamo ed operiamo”.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
26/03/2008 VATICANO
Papa: senza la fede nella Resurrezione, tutto si sfalda
15/04/2009 VATICANO
Papa: la Risurrezione, un fatto storico che cambia la realtà del mondo e di ognuno
11/04/2012 VATICANO
Papa: lasciamoci trasformare da Gesù risorto
15/04/2006 vaticano
Papa: la risurrezione, "esplosione dell'amore" che riguarda ognuno di noi
16/04/2006 vaticano
Papa: il mondo accolga la pace del Risorto

In evidenza
IRAQ-VATICANO
Vescovo di Mosul: Gesù nasce fra i container dei rifugiati. Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul"
di Amel NonaI profughi perseguitati dallo Stato islamico hanno perso tutto: beni, casa, lavoro, scuole, futuro. Ma rimane forte la fede e la missione. Raccolti e inviati quasi 900mila euro. Il messaggio di vicinanza di papa Francesco. La campagna continua secondo la proposta del patriarca di Baghdad: digiuno e sobrietà a Natale e Capodanno, offrendo il corrispettivo per i cristiani di Mosul.
IRAQ
Patriarca caldeo: Digiuno alla vigilia di Natale per il ritorno dei profughi a Mosul
di Joseph MahmoudMar Louis Sako domanda ai fedeli di non celebrare in modo "mondano", con sfarzo e abbondanza, Natale e Capodanno in segno di solidarietà con i fuggitivi della piana di Ninive, perseguitati dall'Esercito islamico. AsiaNews aderisce al digiuno proposto dal Patriarca e chiede a tutti i lettori di dare il corrispettivo del digiuno a sostegno della campagna "Adotta un cristiano di Mosul".
IRAQ - ITALIA
Lettera dell'arcivescovo di Mosul: Grazie per gli aiuti, che sostengono le sofferenze dei rifugiati
di Amel NonaLe offerte di tutti i donatori della campagna "Adotta un cristiano di Mosul" sono usate per acquistare cibo, vestiti pesanti, coperte per i profughi e affittare case o roulotte per affrontare l'inverno e il freddo che sono giunti molto presto. Due donne hanno difeso la loro fede cristiana davanti ai miliziani islamisti che volevano convertirle, minacciandole di uccidere. Rifugiato fra i rifugiati, mons. Nona scopre un modo nuovo di essere pastore.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate