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  • » 20/03/2017, 11.18

    VATICANO

    Papa: San Giuseppe dia ai giovani “la capacità di sognare, di rischiare”



    “E’ l’uomo che non parla ma obbedisce, l’uomo della tenerezza, l’uomo capace di portare avanti le promesse perché divengano salde, sicure”. E’ anche “custode del sogno di Dio”: il sogno di Dio “di salvarci tutti”, della redenzione, viene confidato a lui.

    Città del Vaticano (AsiaNews) – San Giuseppe, “l’uomo della tenerezza, l’uomo capace di portare avanti le promesse perché divengano salde”, dia ai giovani “la capacità di sognare, di rischiare e prendere i compiti difficili che hanno visto nei sogni”. L’ha detto papa Francesco nella Messa celebrata stamattina a Casa Santa Marta, parlando della figura di San Giuseppe, la cui solennità è stata spostata ad oggi perché il 19 marzo coincideva con la domenica di Quaresima.

    Giuseppe, ha sottolineato Francesco, è un uomo che porta sulle sue spalle promesse di “discendenza, di eredità, di paternità, di filiazione, di stabilità”. “E quest’uomo, questo sognatore è capace di accettare questo compito, questo compito gravoso e che ha tanto da dirci a noi in questo tempo di forte senso di orfanezza. E così questo uomo prende la promessa di Dio e la porta avanti in silenzio con fortezza, la porta avanti perché quello che Dio vuole sia compiuto”.

    San Giuseppe è un uomo che “può dirci tante cose, ma non parla”, “l’uomo nascosto”, l’uomo del silenzio, “che ha la più grande autorità in quel momento senza farla vedere”. Le cose che Dio confida al cuore di Giuseppe, ha detto ancora Francesco, sono “cose deboli”: “promesse” e una promessa è debole. E poi anche la nascita del bambino, la fuga in Egitto, situazioni di debolezza. Giuseppe prende nel cuore e porta avanti “tutte queste debolezze” come si portano avanti le debolezze: “con tanta tenerezza”, “con la tenerezza con cui si prende in braccio un bambino”. “E’ l’uomo che non parla ma obbedisce, l’uomo della tenerezza, l’uomo capace di portare avanti le promesse perché divengano salde, sicure; l’uomo che garantisce la stabilità del Regno di Dio, la paternità di Dio, la nostra filiazione come figlio di Dio. Giuseppe mi piace pensarlo come il custode delle debolezze, delle nostre debolezze pure: è capace di far nascere tante cose belle dalle nostre debolezze, dai nostri peccati pure”.

    Giuseppe è un uomo “capace di sognare”. E’ quindi anche “custode del sogno di Dio”: il sogno di Dio “di salvarci tutti”, della redenzione, viene confidato a lui. “Grande questo falegname!”: silenzioso, lavora, custodisce, porta avanti le debolezze ed è capace di sognare. Una figura, dunque, che ha un messaggio per tutti. “Io oggi vorrei chiedere, ci dia a tutti noi la capacità di sognare perché quando sogniamo le cose grandi, le cose belle, ci avviciniamo al sogno di Dio, le cose che Dio sogna su di noi. Che ai giovani dia – perché lui era giovane – la capacità di sognare, di rischiare e prendere i compiti difficili che hanno visto nei sogni. E ci dia a tutti noi la fedeltà che generalmente cresce in un atteggiamento giusto, lui era giusto, cresce nel silenzio - poche parole - e cresce nella tenerezza che è capace di custodire le proprie debolezze e quelle degli altri”.

     

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