08/07/2006, 00.00
Vaticano – Spagna – Famiglia
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Papa: Senza Dio si mina la verità dell'uomo e il futuro della società

Nel messaggio ai vescovi spagnoli, Benedetto XVI chiede ai cristiani spagnoli e del mondo di riaffermare la testimonianza cristiana anche dentro le persecuzioni, per salvare il mondo da un secolarismo che lo priva della testimonianza del Dio amore. Il saluto alle famiglie e ai seminaristi.

Valencia (AsiaNews) – "Continuate a proclamare, senza scoraggiarvi, che prescindere da Dio, agire come se non egli esistesse o relegare la fede all'ambito meramente privato, mina la verità dell'uomo e ipoteca il futuro della cultura e della società": va dritto al cuore della missione contemporanea il messaggio del papa ai vescovi della Spagna, consegnato ai presuli raccolti nella cappella del Sacro Calice nella cattedrale di Valencia.

La visita di Benedetto XVI e la partecipazione all'Incontro mondiale delle famiglie si rivela anzitutto un monito ai tentativi di soffocare l'influenza della fede nella società e di ridurre il valore della famiglia. Da oltre un anno in Spagna il governo guidato da Zapatero continua a lanciare leggi e direttive per eliminare l'insegnamento cattolico dalle scuole, varare la legalità del matrimonio fra omosessuali, il divorzio veloce, la manipolazione degli embrioni, in un crescendo di attacchi contro il cosiddetto "oscurantismo" della Chiesa. Lo schema "zapatero" è seguito in vari paesi europei e nel mondo.

Il papa incoraggia i vescovi a continuare l'azione pastorale "in un tempo di rapida secolarizzazione" perché "il mondo ha bisogno oggi in modo particolare che si annunci e si renda testimonianza di Dio che è amore e, pertanto, l'unica luce che, in fondo, illumina l'oscurità del mondo e ci dà la forza per vivere e agire". E non dimentica il momento di forte tensione fra Chiesa e governo: perfino la visita del papa in questi giorni - pubblicizzata con un cartello e lo slogan "Ti aspettiamo!" - è stata contrastata da un  comitato "Non ti aspettiamo!". Zapatero ha perfino appoggiato un Gay Pride durante i giorni dell'Incontro delle famiglie.

"In momenti o situazioni difficili, ricordate le parole della Lettera agli Ebrei: 'corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia, e…non vi stanchiate perdendovi d'animo' (12, 1-3). Proclamate che Gesù è 'il Cristo, il Figlio di Dio vivente" (Mt 16, 16), quello che ha 'parole di vita eterna' (cf. Gv 6, 68), e non vi stanchiate di dare ragione della vostra speranza (cf. 1 P 3, 15)". La sollecitudine dei vescovi deve orientare "la coscienza cristiana dei vostri fedeli su diversi aspetti della realtà davanti alla quale si trovano e che in alcune occasioni perturbano la vita ecclesiale e la fede dei semplici".

Le centinaia di migliaia di persone che seguono il papa ad ogni passo, la gioia che manifestano, la partecipazione e la solidarietà nel lutto che ha colpito la città pochi giorni prima, sembrano quasi contrastare l'idea di una Spagna laicista. Ma essi sono soprattutto una dimostrazione delle parole di Benedetto XVI secondo il quale  la fede in Dio "ci dà la forza per vivere e agire".

Il tragitto dall'aeroporto alla città è stato accompagnato da due folte e continue ali di folla che gridano, cantano, applaudono, sventolano bandiere. Il papa ha voluto inserire nel suo programma una sosta alla stazione Jesús della Metropolitana di Valencia, per commemorare le numerose vittime del tragico incidente di lunedì scorso. Benedetto XVI ha pregato in latino e poi in silenzio ha deposto una corona di fiori. La folla ferma ai lati e nelle strade ha però continuato a gridare slogan di saluto per il papa.

Giunto in "Plaza de la Reina", Benedetto XVI è stato accolto dal sindaco (una signora) che gli ha consegnato le chiavi della città. È entrato poi nella cattedrale dell'Assunzione, per incontrare sacerdoti, religiosi, religiose e suore di clausura. Come primo gesto, mentre la gente in chiesa cantava, il papa ha raggiunto la cappella del santissimo sacramento per una breve adorazione. Quindi, è andato alla cappella del Santo Calice dove ha incontrato i vescovi della Spagna. Qui ha firma la Lettera autografa indirizzata all'episcopato spagnolo, e consegnata al Presidente della Conferenza episcopale, mons. Ricardo Blázquez Pérez. Con una battuta in italiano, il papa ha detto: "Vi risparmio l'ascolto della lettera, che ho appena consegnato al presidente episcopale".

Dopo l'ascolto di alcune musiche antiche nella cattedrale e una visita alla basilica della "Virgen de los Desamparados (degli abbandonati)" - dove Benedetto XVI  ha ancora pregato per le vittime dell'incidente del metro – il papa è uscito sul sagrato dove lo attendevano decine di migliaia di persone, fra i quali vi erano anche i seminaristi spagnoli e i loro familiari.

A loro in particolare egli ha detto: "L'amore, consegna e fedeltà dei genitori, così come la concordia nella famiglia, è l'ambiente propizio affinché si ascolti la chiamata divina e si accolga il dono della vocazione. Vivete intensamente gli anni di preparazione nel Seminario, con l'aiuto ed il discernimento dei formatori, e con la docilità e fiducia totale degli Apostoli che seguirono prontamente Gesù. Imparate dalla Vergine Maria come si accoglie senza riserve questa chiamata, con gioia e generosità".

Il papa ha poi recitato l'Angelus e ha benedetto tutti i presenti.

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