07/12/2017, 12.36
VATICANO - TAIWAN
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Papa: ai cristiani di Taiwan, promuovere unità e carità

Francesco ha ricevuto una delegazione del National Council of Churches di Taiwan. “. Il rafforzamento delle relazioni tra le confessioni cristiane e l’annuncio di Gesù, che potrete portare insieme anche attraverso opere di carità e progetti formativi rivolti ai giovani, recheranno beneficio all’intera società”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Promuovere una maggiore  unità tra i cristiani e portare avanti opere di carità e progetti formativi rivolti ai giovani. Sono le indicazioni date da papa Francesco a una delegazione del National Council of Churches di Taiwan, ricevuta oggi.

Nel suo discorso Francesco, ricordando di essere da poco tornato da un viaggio in Asia ha detto di aver potuto “fare esperienza della vitalità e dell’intraprendenza che caratterizzano i popoli dell’Asia, ma anche del volto sofferente di un’umanità troppo spesso priva di prosperità materiale e di benessere sociale. Ci sono molti ambiti nei quali, come Cristiani, siamo chiamati a operare insieme per promuovere la dignità di ogni essere umano e per sostenere chi è meno fortunato”.

La “via maestra” da seguire in quanto cristiani, ha detto ancora, è “incarnare concretamente nella vita” l’amore di Dio.

“La Chiesa cattolica – ha proseguito - attraverso la Conferenza episcopale regionale cinese, è impegnata, sin dalla Fondazione del National Council of Churches of Taiwan nel 1991, a promuovere una maggiore unità tra i credenti nel Signore. Il rafforzamento delle relazioni tra le confessioni cristiane e l’annuncio di Gesù, che potrete portare insieme anche attraverso opere di carità e progetti formativi rivolti ai giovani, recheranno beneficio all’intera società. Un futuro migliore per tutti esige, infatti, la formazione delle giovani generazioni, specialmente nell’arte del dialogo, in modo che possano diventare protagonisti di una cultura dell’armonia e della riconciliazione, tanto necessaria, e siano disposti a percorrere, con l’aiuto di Dio, quella via che va dal conflitto alla comunione e che si è dimostrata tanto fruttuosa nel cammino ecumenico”.

“Ringrazio ciascuno di voi – ha concluso - per l’impegno a proseguire su questa strada, rafforzando la fraternità e la collaborazione tra le vostre comunità. Continuiamo a camminare insieme nel primato della carità verso il giorno in cui sarà realizzato il desiderio di Gesù: «siano una sola cosa… perché il mondo creda» (Gv 17,21)”.

 

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