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» 22/02/2006 12:29
vaticano
Papa: annuncia concistoro per 15 cardinali, tre sono asiatici

Solo 12 dei nuovi porporati sono "elettori". Gli asiatici sono di Corea del Sud (mons. Cheong Jin-suk, arcivescovo di Seoul), Hong Kong (mons. Joseph Zen Ze-kiun) e Filippine (mons. Gaudencio B. Rosales, arcivescovo di Manila).



Città del Vaticano (AsiaNews) – Benedetto XVI terrà il 24 marzo il suo primo concistoro per la nomina di 12 nuovi cardinali "elettori" e tre ultraottantenni. Il giorno prima egli riunirà a Roma tutti i cardinali per una riflessione comune. E' stato lo stesso Papa a dare, oggi, al termine dell'udienza generale, l'annuncio delle nomine, con le quali porterà il numero dei porporati elettori, che potrebbero cioè entrare in un eventuale conclave, a 120, rispettando così il limite fissato da Paolo VI. I nuovi cardinali (3 di curia e 9 arcivescovi residenziali) rappresentano l'intera Chiesa: 4 per l'Europa, 2 per l'America e ben 3 dell'Asia: Corea del Sud (mons. Cheong Jin-suk, arcivescovo di Seoul), Hong Kong (mons. Joseph Zen Ze-kiun) e Filippine (mons. Gaudencio B. Rosales, arcivescovo di Manila).

I tre ultraottantenni sono mons. Andrea Cordero Lanza Di Montezemolo, arciprete della Basilica di S.Paolo fuori le Mura; mons. Peter Poreku Dery, arcivescovo emerito di Tamale (Ghana); padre Albert Vanhoye, S.J., già rettore del Pontificio istituto biblico e segretario della Pontificia commissione biblica.

L'odierna festa della Cattedra di Pietro, ha sottolineato lo stesso Benedetto XVI "è giorno particolarmente appropriato" per l'annuncio delle nomine cardinalizie. "Questo annuncio – ha aggiunto – si colloca opportunamente nella odierna festa della Cattedra di Pietro, perché i cardinali hanno il compito di sostenere e aiutare il successore di Pietro nel compimento del compito che gli è stato affidato nel servizio della Chiesa".

I cardinali, ha aggiunto Benedetto XVI, costituiscono intorno al Papa una sorta di senato del quale egli si serve nel suo ministero.

La lista letta da Benedetto XVI al termine dell'udienza si apre con monsignor Joseph Levada, Prefetto della Congregazione della Fede. Seguono monsignor Franc Rode', Prefetto della Congregazione dei Religiosi; Agostino Vallini, Prefetto del supremo Tribunale della Segnatura apostolica; Horge Urosa Savino, arcivescovo di Caracas, Venezuela; l'arcivescovo di Manila, Filippine, Gaudencio Rosales; Jean Pier Ricard, arcivescovo di Bordedaux; Antonio Canizares Lovera, arcivescovo di Toledo; Cheng Jing Sur, arcivescovo di Seul; l'arcivescovo di Boston, il cappuccino, Patrick O'Malley; monsignor Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, Polonia; Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna; e Zen Ze Kiun, vescovo di Hong Kong. 

Nella riflessione che aveva rivolto ai fedeli presenti, prima dell'annuncio del concistoro, Benedetto XVI aveva detto che Roma, dove Pietro concluse nel martirio il suo servizio alla fede, per questo raccolse "l'onere affidato da Cristo a Pietro di essere al servizio di tutte le Chiese particolari per l'edificazione e l'unità dell'intero Popolo di Dio".  

Nella prima riflessione che egli stesso ha scelto personalmente, Benedetto XVI, che nelle sue prime 40 udienze generali ha voluto proseguire e completare quelle sui salmi cominciate da Giovanni Paolo II, Benedetto XVI ha illustrato il significato della festa della Cattedra di San Pietro. "Si tratta – ha detto ai 9milafedeli presenti nell'aula Paolo VI per l'udienza generale - di una tradizione molto antica, attestata a Roma fin dal secolo IV, con la quale si rende grazie a Dio per la missione affidata all'apostolo Pietro e ai suoi successori. La 'cattedra', letteralmente, è il seggio fisso del Vescovo, posto nella chiesa madre di una Diocesi, che per questo viene detta 'cattedrale', ed è il simbolo dell'autorità del Vescovo e, in particolare, del suo 'magistero', cioè dell'insegnamento evangelico che egli, in quanto successore degli Apostoli, è chiamato a custodire e trasmettere alla Comunità cristiana. Quando il Vescovo prende possesso della Chiesa particolare che gli è stata affidata, egli, portando la mitra e il bastone pastorale, si siede sulla cattedra. Da quella sede guiderà, quale maestro e pastore, il cammino dei fedeli, nella fede, nella speranza e nella carità".

"Quale fu, dunque, - ha chiesto il Papa - la 'cattedra' di san Pietro? Egli, scelto da Cristo come 'roccia' su cui edificare la Chiesa (cfr Mt 16,18), iniziò il suo ministero a Gerusalemme, dopo l'Ascensione del Signore e la Pentecoste. La prima 'sede' della Chiesa fu il Cenacolo, ed è probabile che in quella sala, dove anche Maria, la Madre di Gesù, pregò insieme ai discepoli, un posto speciale fosse riservato a Simon Pietro". Benedetto XVI ha ricordato che poi la sede di Pietro divenne Antiochia, oggi in Turchia, "a quei tempi terza metropoli dell'impero romano dopo Roma e Alessandria d'Egitto. Di quella città, evangelizzata da Barnaba e Paolo, dove "per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani" (At 11,26), Pietro fu il primo vescovo".

"Da lì, la Provvidenza condusse Pietro a Roma, quindi abbiamo il cammino da Gerusalemme, Chiesa nascente, ad Antiochia, centro dei pagani, a Roma, dove concluse con il martirio la sua corsa al servizio del Vangelo. Per questo la sede di Roma, che aveva ricevuto il maggior onore, raccolse anche l'onere affidato da Cristo a Pietro di essere al servizio di tutte le Chiese particolari per l'edificazione e l'unità dell'intero Popolo di Dio. La sede di Roma venne così riconosciuta come quella del successore di Pietro, e la 'cattedra' del suo vescovo rappresentò quella dell'Apostolo incaricato da Cristo di pascere tutto il suo gregge".

"La cattedra del Vescovo di Roma – ha aggiunto poi - rappresenta, pertanto, non solo il suo servizio alla comunità romana, ma la sua missione di guida dell'intero Popolo di Dio. Celebrare la 'Cattedra' di Pietro come facciamo oggi significa, perciò, attribuire ad essa un forte significato spirituale e riconoscervi un segno privilegiato dell'amore di Dio, Pastore buono ed eterno, che vuole radunare l'intera sua Chiesa e guidarla sulla via della salvezza".

Riferendosi infine al monumento alla cattedra di Pietro che sorge in basilica, Benedetto XVI ha invitato i fedeli "a sostare di fronte a tale opera suggestiva, che oggi è possibile ammirare decorata da tante candele, e pregare in modo particolare per il ministero che Iddio mi ha affidato. Alzando lo sguardo alla vetrata di alabastro che si apre proprio sopra la Cattedra, invocate lo Spirito Santo, affinché sostenga sempre con la sua luce e la sua forza il mio quotidiano servizio a tutta la Chiesa" e, ha aggiunto rivolgendosi ai polacchi, "specialmente nella sollecitudine per l'unità del popolo di Dio".

Prima di recarsi nel'aula Paolo VI, Benedetto XVI era andato nella basilica di San Pietro per salutare circa mila persone là riunite, in massima parte studenti italiani. A loro egli aveva rivolto l'invito "a guardare alla Cattedra di San Pietro", che "ci stimola a nutrire la vita personale e comunitaria di quella fede fondata sulla testimonianza di Pietro e degli altri Apostoli. Imitando il loro esempio, anche voi, cari amici, potrete essere testimoni di Cristo nella Chiesa e nel mondo".


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