03/04/2006, 00.00
GIOVANNI PAOLO II - VATICANO
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Papa: avanzare senza paura sulla strada della fedeltà al Vangelo, sull'esempio di Giovanni Paolo II

Il ricordo di papa Wojtyla, esempio di "fede convinta, forte e autentica, libera da paure e compromessi, che ha contagiato il cuore di tanta gente", deve spingere ad essere araldi di Cristo ed a "cooperare generosamente alla realizzazione di una umanità più giusta e solidale, ad essere operatori di pace e costruttori di speranza".

Città del Vaticano (AsiaNews) – L'anniversario della morte di Giovanni Paolo II, che porta naturalmente al ricordo degli ultimi momenti della vita di papa Wojtyla, "vera 'roccia' nella fede",  "fede convinta, forte e autentica, libera da paure e compromessi, che ha contagiato il cuore di tanta gente", deve al tempo stesso spingere a seguirne l'esortazione ad "avanzare senza paura sulla strada della fedeltà al Vangelo per essere araldi e testimoni di Cristo nel terzo millennio" ed a "cooperare generosamente alla realizzazione di una umanità più giusta e solidale, ad essere operatori di pace e costruttori di speranza".

Dopo la veglia mariana di ieri sera, nella quale  stato rievocato il momento della morte di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI ha presieduto oggi in piazza San Pietro la concelebrazione della Messa di suffragio, con una cinquantina di cardinali, tra i quali l'arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz, che di Giovanni Paolo II fu il segretario. Rito solenne, con i celebranti nel rosso del lutto pontificio.

L'immagine dell'oro provato dal fuoco è stata evocata da Benedetto XVI ai quarantamila fedeli presenti in Piazza San Pietro, prendendo spunto dalle letture, per parlare del suo predecessore. "In effetti – ha detto - nelle difficoltà della vita è soprattutto la qualità della fede di ciascuno ad essere saggiata e verificata: la sua solidità, la sua purezza, la sua coerenza con la vita. Ebbene – ha aggiunto - il compianto Pontefice, che Dio aveva dotato di molteplici doni umani e spirituali, passando attraverso il crogiolo delle fatiche apostoliche e della malattia, è apparso sempre più una "roccia" nella fede. Chi ha avuto modo di frequentarlo da vicino ha potuto quasi toccare con mano quella sua fede schietta e salda, che, se ha impressionato la cerchia dei collaboratori, non ha mancato di diffondere, durante il lungo Pontificato, il suo influsso benefico in tutta la Chiesa, in un crescendo che ha raggiunto il suo culmine negli ultimi mesi e giorni della sua vita".

"Una fede – ha aggiunto - convinta, forte e autentica, libera da paure e compromessi, che ha contagiato il cuore di tanta gente, grazie anche ai numerosi pellegrinaggi apostolici in ogni parte del mondo, e specialmente grazie a quell'ultimo 'viaggio' che è stata la sua agonia e la sua morte".

E ancora riferendosi al passo del Vangelo proclamato poco prima, Benedetto XVI ha detto che essa "ci aiuta a comprendere un altro aspetto della sua personalità umana e religiosa. Potremmo dire che egli, Successore di Pietro, ha imitato in modo singolare, tra gli Apostoli, Giovanni, il 'discepolo amato', che restò sotto la Croce accanto a Maria nell'ora dell'abbandono e della morte del Redentore. Vedendoli lì vicini – narra l'evangelista - Gesù li affidò l'uno all'altra: "Donna, ecco il tuo figlio! … Ecco la tua madre" (Gv 19,26-27). Queste parole del Signore morente erano particolarmente care a Giovanni Paolo II. Come l'Apostolo evangelista, anch'egli ha voluto prendere Maria nella sua casa".

"Questa sera – ha concluso il Papa - il nostro pensiero torna con emozione al momento della morte dell'amato Pontefice, ma al tempo stesso il cuore è come spinto a guardare avanti. Sentiamo risuonare nell'animo i suoi ripetuti inviti ad avanzare senza paura sulla strada della fedeltà al Vangelo per essere araldi e testimoni di Cristo nel terzo millennio. Ci tornano alla mente le sue incessanti esortazioni a cooperare generosamente alla realizzazione di una umanità più giusta e solidale, ad essere operatori di pace e costruttori di speranza. Resti sempre fisso il nostro sguardo su Cristo, "lo stesso ieri, oggi e sempre" (Eb 13,8), che guida saldamente la sua Chiesa".

 

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