18/09/2017, 11.23
VATICANO
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Papa: chi governa preghi e non pregare per chi governa è un peccato

Chi è al governo infatti abbia coscienza si essere “subalterno” al “popolo, che gli ha dato il potere, e Dio, dal quale viene il potere tramite il popolo”. Il governante che non prega “si chiude nella propria autoreferenzialità o in quella del suo partito, in quel circolo dal quale non può uscire; è un uomo chiuso in se stesso”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Chi governa preghi e il cristiano preghi per chi governa. Chi è al governo infatti abbia coscienza si essere “subalterno” al “popolo, che gli ha dato il potere, e Dio, dal quale viene il potere tramite il popolo”. E per il cristiano non pregare per i governanti “è un peccato”. L’ha detto papa Francesco nell’omelia della messa che ha celebrato stamattina a Casa santa Marta, prendendo spunto dalle letture di oggi.

Nella prima, San Paolo consiglia a Timoteo di fare preghiere per i governanti. Nel Vangelo, c’è un governante che prega: è il centurione che aveva un servo malato. Amava il popolo, anche se straniero, e amava il servo, infatti se ne preoccupava. “Quest’uomo sentì il bisogno della preghiera”, ha sottolineato il Papa. Non solo perché “amava” ma anche perché “aveva la coscienza di non essere il padrone di tutto, non essere l’ultima istanza”. Sapeva che sopra di lui, c’è un altro che comanda. Aveva dei subalterni, i soldati, ma lui stesso era nella condizione di subalterno. E questo lo porta a pregare. Il governante che ha questa coscienza, infatti, prega. “Se non prega, si chiude nella propria autoreferenzialità o in quella del suo partito, in quel circolo dal quale non può uscire; è un uomo chiuso in se stesso. Ma quando vede i veri problemi, ha questa coscienza di subalternità, che c’è un altro che ha più potere di lui. Chi ha più potere di un governante? Il popolo, che gli ha dato il potere, e Dio, dal quale viene il potere tramite il popolo. Quando un governante ha questa coscienza di subalternità, prega”.

La preghiera del governante, ha affermato Francesco, è importante “perché è la preghiera per il bene comune del popolo che gli è stato affidato”. E ha ricordato, in tal senso, il colloquio avuto proprio con un governante che tutti i giorni passava due ore in silenzio davanti a Dio, nonostante fosse indaffarato. Bisogna dunque chiedere a Dio la grazia di poter governare bene come Salomone che non chiese a Dio oro o ricchezze ma la saggezza per governare. I governanti, ha aggiunto Francesco, devono chiedere al Signore questa saggezza. “E’ tanto importante che i governanti preghino”  chiedendo al Signore di non togliergli “la coscienza di subalternità” da Dio e dal popolo: “che la mia forza si trovi lì e non nel piccolo gruppetto o in me stesso”.

E a chi potrebbe obiettare dicendo di essere agnostico o ateo, il Papa dice: “Se non puoi pregare, confrontati”, “con la tua coscienza”, con “i saggi del tuo popolo”, Ma “non rimanere da solo con il piccolo gruppetto del tuo partito”, sottolinea. “Questo è autoreferenziale”.

Nella Prima Lettura, Paolo invita, appunto, a pregare per i re, “perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio”.

Il Papa ha rilevato, poi, che quando un governante fa una cosa che non ci piace, viene criticato o, altrimenti, lodato . Viene lasciato solo con il suo partito, con il Parlamento”. “‘No, io l’ho votato – l’ho votato dal mio’ – ‘Io non l’ho votato, faccia il suo’. No, noi non possiamo lasciare i governanti da soli: dobbiamo accompagnarli con la preghiera. I cristiani devono pregare per i governanti. ‘Ma, Padre, come vado a pregare per questo, che fa tante cose brutte?’ – ‘Ha più bisogno ancora. Prega, fa penitenza per il governante’. La preghiera d’intercessione – è tanto bello questo che dice Paolo – è per tutti i re, per tutti quelli che stanno al potere. Perché? ‘Perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla’. Quando il governante è libero e può governare in pace, tutto il popolo approfitta [beneficia] di questo”.

In conclusione Francesco ha chiesto di fare l’esame di coscienza sulla preghiera per i governanti. “Io vi chiedo un favore: ognuno di voi prenda oggi cinque minuti, non di più. Se è governante, si domandi: 'Io prego a quello che mi ha dato il potere tramite il popolo?'. Se non è governante, 'io prego per i governanti? Sì, per questo e per quello sì, perché mi piace; per quelli, no'. E hanno più bisogno quelli di questo! 'Prego per tutti i governanti?'. E se voi trovate, quando fate l’esame di coscienza per confessarvi, che non avete pregato per i governanti, portate questo in confessione. Perché non pregare per i governanti è un peccato”.

 

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