11/03/2018, 12.13
VATICANO

Papa: chi rifiuta Dio a volte può essere vittima di droga, superstizioni e magia

E’ buono conoscere i propri limiti, ma non per disperarci, ma per offrirli al Signore che mai ci lascia soli, ci prende per mano e per questo ci rallegriamo”. “Non dobbiamo scoraggiarci quando vediamo i nostri limiti, le nostre debolezze”, ma “Dio è più grande delle nostre debolezze, dei nostri peccati”. “Guardiamo la croce a andiamo avanti”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Il cristianesimo dà la speranza in Dio Padre ricco di misericordia , mentre tante persone finiscono nella droga o sono vittime di superstizioni e magie perché, volendo fare a meno di Dio possono essere prese dall’inquietudine per il futuro, la malattia e la morte.  E’ il commento che papa Francesco ha fatto, prima della recita dell’Angelus, ricordando che oggi è la quarta domenica di Quaresima, detta domenica “laetare”, cioè “rallegrati”.

“L’antifona d’ingresso della liturgia eucaristica – ha aggiunto - ci invita alla gioia: «Rallégrati, Gerusalemme […]. Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza». Così comincia la messa. Quale è il motivo di questa gioia? È il grande amore di Dio verso l’umanità, come ci indica il Vangelo di oggi: «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16). Queste parole, pronunciate da Gesù durante il colloquio con Nicodemo, sintetizzano un tema che sta al centro dell’annuncio cristiano: anche quando la situazione sembra disperata, Dio interviene, offrendo all’uomo la salvezza e la gioia. Dio, infatti, non se ne sta in disparte, ma entra nella storia dell’umanità per animarla con la sua grazia e salvarla”.

“Siamo chiamati – ha detto ancora alle 40mila persone presenti in piazza san Pietro - a prestare ascolto a questo annuncio, respingendo la tentazione di considerarci sicuri di noi stessi, di voler fare a meno di Dio, rivendicando un’assoluta libertà da Lui e dalla sua Parola. Quando ritroviamo il coraggio di riconoscerci per quello che siamo, ci vuole coraggio per questo, ci accorgiamo di essere persone chiamate a fare i conti con la nostra fragilità e i nostri limiti. Allora può capitare di essere presi dall’angoscia, dall’inquietudine per il domani, dalla paura della malattia e della morte. Questo spiega perché tante persone, cercando una via d’uscita, imboccano a volte pericolose scorciatoie come ad esempio il tunnel della droga o quello delle superstizioni o di rovinosi rituali di magia. E’ buono conoscere i propri limiti, ma non per disperarci, ma per offrirli al Signore che mai ci lascia soli, ci prende per mano e per questo ci rallegriamo”. “Non dobbiamo scoraggiarci quando vediamo i nostri limiti, le nostre debolezze”, ma “Dio è più grande delle nostre debolezze, dei nostri peccati”. “Guardiamo la croce a andiamo avanti”.

“Maria, Madre di misericordia, ci metta nel cuore la certezza che siamo amati da Dio. Ci stia vicino nei momenti in cui ci sentiamo soli, quando siamo tentati di arrenderci alle difficoltà della vita. Ci comunichi i sentimenti del suo Figlio Gesù, perché il nostro cammino quaresimale diventi esperienza di perdono, di accoglienza e di carità”.

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