07/02/2016, 12.20
VATICANO

Papa: fermare la guerra in Siria e “osare” un cambiamento interiore per difendere la vita

All’Angelus Francesco lancia appelli anche per debellare le nuove schiavitù e invia auguri di pace e serenità per il Capodanno cinese. Pregate per il mio incontro con "il fratello Kirill". “L’essenziale” del cristianesimo è “l’essenziale del cristianesimo: diffondere l’amore rigenerante e gratuito di Dio, con atteggiamento di accoglienza e di misericordia verso tutti, perché ognuno possa incontrare la tenerezza di Dio e avere pienezza di vita”.

Città del Vaticano (AsiaNews) –Trovare una soluzione politica per fermare la guerra in Siria, “osare” un cambiamento interiore per difendere la vita e fermare e fare ogni sforzo per debellare le nuove schiavitù. Sono gli appelli che il Papa ha lanciato dopo un Angelus nel quale ha anche ringraziato per le preghiere che accompagneranno il suo viaggio in Messico “e anche l’incontro che avrò all’Avana con il mio caro fratello Kirill” e rivolto auguri di pace e serenità alle famiglie che domani celebrano il capodanno lunare.

Prima della preghiera mariana, commentando il Vangelo di oggi, ha detto che “l’essenziale” del cristianesimo è “diffondere l’amore rigenerante e gratuito di Dio, con atteggiamento di accoglienza e di misericordia verso tutti, perché ognuno possa incontrare la tenerezza di Dio e avere pienezza di vita”.

Alle 40mila persone radunate in piazza san Pietro per la recita della preghiera mariana, Francesco ha innanzi tutto ricordato la chiamata dei primi apostoli, come è raccontata dal Vangelo di Luca  (Lc 5,1-11). Di fronte all’evento straordinario della pesca miracolosa, ha ricordato il Papa, “i pescatori sono presi da grande stupore. Simon Pietro si getta ai piedi di Gesù dicendo: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore». Quel segno prodigioso lo ha convinto che Gesù non è solo un formidabile maestro, la cui parola è vera e potente, ma che Egli è il Signore, è la manifestazione di Dio. E tale presenza ravvicinata suscita in Pietro un forte senso della propria meschinità e indegnità. Da un punto di vista umano, pensa che ci debba essere distanza tra il peccatore e il Santo. In verità, proprio la sua condizione di peccatore richiede che il Signore non si allontani da lui, allo stesso modo in cui un medico non può allontanarsi da chi è malato”.

“La risposta di Gesù a Simon Pietro è rassicurante e decisa: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E di nuovo il pescatore di Galilea, ponendo la sua fiducia in questa parola, lascia tutto e segue Colui che è diventato il suo Maestro e Signore. E così fecero anche Giacomo e Giovanni, soci di lavoro di Simone. Questa è la logica che guida la missione di Gesù e la missione della Chiesa: andare in cerca, ‘pescare’ gli uomini e le donne non per fare proselitismo, ma per restituire a tutti la piena dignità e libertà, mediante il perdono dei peccati. Questo è l’essenziale del cristianesimo: diffondere l’amore rigenerante e gratuito di Dio, con atteggiamento di accoglienza e di misericordia verso tutti, perché ognuno possa incontrare la tenerezza di Dio e avere pienezza di vita. E qui in maniera particolare penso ai confessori sono i primi a dover dare la misericordia del Padre, seguendo l’esempio di Gesù come hanno fatto i padri santi, padre Leopoldo e padre Pio”.

“Il Vangelo di oggi ci interpella: sappiamo fidarci veramente della parola del Signore? Oppure ci lasciamo scoraggiare dai nostri fallimenti? In questo Anno Santo della Misericordia siamo chiamati a confortare quanti si sentono peccatori e indegni di fronte al Signore e abbattuti per i propri errori, dicendo loro le stesse parole di Gesù: ‘Non temere’, è più grande la misericordia del Padre che i tuoi peccati, non temere! Ci aiuti la Vergine Maria a comprendere sempre più che essere discepoli significa mettere i nostri piedi sulle orme lasciate dal Maestro: sono le orme della grazia divina che rigenera vita per tutti”.

E’ dopo la recita della preghiera mariana che sono giunti gli appelli del Papa. “Con viva preoccupazione – ha detto - seguo la drammatica sorte delle popolazioni civili coinvolte nei violenti combattimenti nell’amata Siria e costrette ad abbandonare tutto per sfuggire agli orrori della guerra. Auspico che, con generosa solidarietà, si presti l’aiuto necessario per assicurare loro sopravvivenza e dignità, mentre faccio appello alla Comunità internazionale affinché non risparmi alcuno sforzo per portare con urgenza al tavolo del negoziato le parti in causa. Solo una soluzione politica del conflitto sarà capace di garantire un futuro di riconciliazione e di pace a quel caro e martoriato Paese, per il quale vi invito a pregare molto e anche adesso tutti insieme”. Il Papa ha quindi recitato unì Ave Maria.

“Cari fratelli e sorelle – ha aggiunto - oggi, in Italia, si celebra la Giornata per la Vita, sul tema ‘La misericordia fa fiorire la vita’. Mi unisco ai vescovi italiani per auspicare da parte dei vari soggetti istituzionali, educativi e sociali un rinnovato impegno in favore della vita umana dal concepimento al suo naturale tramonto. La nostra società va aiutata a guarire da tutti gli attentati alla vita, osando un cambiamento interiore, che si manifesta anche attraverso opere di misericordia. Saluto e incoraggio i docenti universitari di Roma e quanti sono impegnati a testimoniare la cultura della vita”.

“Domani – ha detto ancora - si celebra la Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, che offre a tutti l’opportunità di aiutare i nuovi schiavi di oggi a rompere le pesanti catene dello sfruttamento per riappropriarsi della loro libertà e dignità. Penso in particolare a tante donne e uomini, e a tanti bambini! Occorre fare ogni sforzo per debellare questo crimine e questa intollerabile vergogna”.

“E ancora domani – ha concluso - nell’Estremo Oriente e in varie parti del mondo, milioni di uomini e donne celebrano il capodanno lunare. A tutti auguro di sperimentare serenità e pace in seno alle loro famiglie, che costituiscono il primo luogo in cui si vivono e si trasmettono i valori dell’amore e della fraternità, della convivenza e della condivisione, dell’attenzione e della cura dell’altro. Possa il nuovo anno portare frutti di compassione, misericordia e solidarietà. E a questi fratelli e sorelle nostri che domani festeggiano il capodanno lunare salutiamo con un applauso”

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