11/02/2006, 00.00
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Papa: guardare sempre il malato come persona

Per la Giornata del malato Benedetto XVI ricorda l'esempio di Gesù, che si poneva di fronte all'uomo "nella sua interezza, per guarirlo completamente, nel corpo, nella psiche e nello spirito".

Città del Vaticano (AsiaNews) – La Chiesa e coloro che nel mondo cattolico si occupano di sanità, cercano di guardare la persona malata come faceva Gesù, che si poneva di fronte all'uomo "nella sua interezza, per guarirlo completamente, nel corpo, nella psiche e nello spirito", perché "la persona umana è un tutt'uno, e le diverse dimensioni si possono e si devono distinguere, ma non separare". Benedetto XVI ha illustrato così, nalla Giornata del malato, il senso e il modo di porsi di fronte a chi è nella sofferenza, portando quella carità alla quale il Papa ha dedicato la sua prima enciclica e per la quale ha concesso per oggi una speciale indulgenza plenaria a coloro che si dedicano a lenire le sofferenze altrui.

In una basilica di San Pietro che nelle luci spente, le candele accese e la recita dell'Ave Maria ha evocato lo spirito di Lourdes, il Papa è sceso al termine della messa celebrata dal cardinale vicario Camillo Ruini, per rivolgere il suo saluto ai presenti e soprattutto ai "cari malati", sia a quelli che hanno seguito la cerimonia nella basilica o tramite la radio e la televisione, sia "a quelli che non hanno questa possibilità, ma sono uniti a noi con i legami più profondi dello spirito, nella fede e nella preghiera".

Dopo aver ricordato che la Giornata di quest'anno è dedicata in special modo ai malati mentali, Benedetto XVI ha sottolineato che "la Chiesa si propone sempre di considerare le persone come tali, e questa concezione qualifica le istituzioni sanitarie cattoliche, come pure lo stile degli operatori sanitari in esse impegnati. In questo momento, penso in modo particolare alle famiglie che hanno al proprio interno una persona malata di mente e vivono la fatica e i diversi problemi che ciò comporta. Ci sentiamo vicini a tutte queste situazioni, con la preghiera e con le innumerevoli iniziative che la Comunità ecclesiale pone in atto in ogni parte del mondo, specialmente là dove la legislazione è carente, dove le strutture pubbliche sono insufficienti, e dove calamità naturali o, purtroppo, guerre e conflitti armati producono gravi traumi psichici nelle persone. Sono forme di povertà che attirano la carità di Cristo, Buon Samaritano, e della Chiesa, indissolubilmente unita a lui al servizio dell'umanità sofferente".

Riferendosi poi all'odierna memoria liturgica della Madonna di Lourdes, "Maria Santissima – ha detto - è venuta a ricordare al mondo moderno, che rischiava di dimenticarlo, il primato della Grazia divina, più forte del peccato e della morte. Ed ecco che il luogo di quella sua apparizione, la grotta di Massabielle a Lourdes, è diventato un punto di attrazione per tutto il Popolo di Dio, specialmente per quanti si sentono oppressi e sofferenti nel corpo e nello spirito. "Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò" (Mt 11,28), ha detto Gesù. A Lourdes Egli continua a ripetere questo invito, con la mediazione materna di Maria, a tutti coloro che vi accorrono con fiducia".

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