09/10/2017, 11.19
VATICANO
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Papa: guardare un altro dall’alto in basso, solamente quando si deve aiutarlo a sollevarsi

“Un atteggiamento molto abituale fra noi: guardare una calamità, guardare una cosa brutta e passare oltre. E poi leggerla sui giornali, un po’ dipinti dello scandalo o del sensazionalismo”. Nel Buon samaritano c’è “il mistero di Cristo” che “si è fatto servo, si abbassò, si annientò e morì per noi”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Guardare un altro dall’alto in basso, solamente quando si deve aiutarlo a sollevarsi, come il buon samaritano del Vangelo di oggi, per essere sulla buona strada. L’ha detto papa Francesco nell’omelia della messa che ha celebrato stamattina a Casa santa Marta, esortando ad  aiutare a sollevarsi chi ha bisogno, come ha fatto Cristo stesso che "continua a pagare" per noi.

La parabola del Buon Samaritano è la risposta che Gesù dà al dottore della Legge, che vuole metterlo alla prova chiedendogli cosa fare per ereditare la vita eterna. Gesù gli fa dire il comandamento dell’amore verso Dio e verso il prossimo ma il dottore della Legge, che non sapeva uscire dal “piccolo tranello che Gesù gli aveva teso”, gli domanda chi fosse il suo prossimo. E allora Gesù risponde con questa storia.

Nella parabola ci sono sei “attori”: i briganti, l’uomo ferito a morte, il sacerdote, il levita, il locandiere e il samaritano, un pagano che non era del popolo ebraico. Cristo sempre risponde in modo “più alto”, ha evidenziato Francesco. In questo caso con una storia che vuole spiegare proprio il suo stesso mistero, “il mistero di Gesù”.

Quindi, il Papa descrive un atteggiamento frequente. I briganti se ne erano andati via felici perché lo avevano derubato di “tante cose buone” e non gli importava della sua vita. Il sacerdote, “che dovrebbe essere un uomo di Dio”, e il levita, che era vicino alla Legge, passano oltre di fronte all’uomo ferito, quasi in fin di vita. “Un atteggiamento molto abituale fra noi: guardare una calamità, guardare una cosa brutta e passare oltre. E poi leggerla sui giornali, un po’ dipinti dello scandalo o del sensazionalismo. Invece, questo pagano, peccatore, che era in viaggio, ‘vide e non passò oltre: ebbe compassione’. E Luca descrive bene: ‘Vide, ne ebbe compassione, gli si fece vicino, non si allontanò: si avvicinò. Gli fasciò le ferite – lui! – versandogli olio e vino’. Ma non lo lasciò lì: ho fatto il mio e me ne vado; no”.

Poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in albergo e si prese cura di lui ma il giorno seguente, dovendosene andare per i suoi affari, pagò il locandiere perché si prendesse cura di lui dicendogli anche che ciò che avesse speso in più “di questi due denari”, glielo avrebbe pagato al suo ritorno. Questo è “il mistero di Cristo” che “si è fatto servo, si abbassò, si annientò e morì per noi”. Con questo mistero Gesù risponde al dottore della Legge, che voleva metterlo alla prova. Gesù è il Buon Samaritano e invita quell’uomo a fare lo stesso. “Non è un racconto per bambini”,  ma “il mistero di Gesù Cristo”:

“E guardando questa parabola, capiremo in più la profondità, la larghezza del mistero di Gesù Cristo. Il dottore della legge se ne andò zitto, pieno di vergogna, non capì. Non capì il mistero di Cristo. Forse avrà capito quel principio umano che ci avvicina a capire il mistero di Cristo: che ogni uomo guardi un altro uomo dall’alto in basso, solamente quando deve aiutarlo a sollevarsi. E se qualcuno che fa questo, è in buon cammino, è sulla buona strada, verso Gesù”.

Il Papa ha evidenziato anche lo “stupore” del locandiere che “non capì nulla” ma provò “lo stupore di un incontro con qualcuno che faceva delle cose" che mai aveva sentito che si potessero fare”, cioè lo stupore del locandiere “è proprio l’incontro con Gesù”. Quindi Francesco ha esortato a rileggere il passo del Vangelo di Luca e porsi alcune domande. “Cosa faccio io? Sono brigante, truffatore, corrotto? Sono brigante, lì? Sono un sacerdote guarda, vede e guarda da un’altra parte e va oltre? O un dirigente cattolico, che fa lo stesso? O sono un peccatore? Uno che dev’essere condannato per i propri peccati? E mi avvicino, mi faccio prossimo, mi prendo cura di quello che ha bisogno? Come faccio, io, davanti a tante ferite, a tante persone ferite con le quali mi incontro tutti i giorni? Faccio come Gesù? Prendo forma di servo? Ci farà bene fare questa riflessione, leggendo e rileggendo questo passo. Ma, qui si manifesta il mistero di Gesù Cristo, che essendo peccatori è venuto per noi, per guarirci e dare la vita per noi".

 

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