07/05/2013, 00.00
VATICANO
Invia ad un amico

Papa: il buon cristiano sopporta senza lamentarsi dolori e prove, perché "ha il cuore in pace"

Papa Francesco durante la messa di questa mattina indica nell'atteggiamento di tanti martiri, come quelli di Nagasaki, "l'entrare in pazienza", che porta sulla strada di Gesù e "rinnova la nostra giovinezza". "Il cristiano che continuamente si lamenta, tralascia di essere un buon cristiano".

Città del Vaticano (AsiaNews) - Il buon cristiano sopporta senza lamentarsi e senza essere triste dolori e prove, non perché è masochista, ma perché "ha il cuore in pace". E' l'insegnamento che papa Francesco ha tratto dalla vicenda di Paolo e Sila, chiamati ad affrontare prigionia e persecuzioni per testimoniare il Vangelo. Erano gioiosi, ha detto, perché seguivano Gesù nella strada della sua Passione. Una strada che il Signore percorre con pazienza.

"Entrare in pazienza: quella è la strada che Gesù anche ci insegna a noi cristiani. Entrare in pazienza... Questo non vuol dire essere tristi. No, no, è un'altra cosa! Questo vuol dire sopportare, portare sulle spalle il peso delle difficoltà, il peso delle contraddizioni, il peso delle tribolazioni. Questo atteggiamento cristiano di sopportare: entrare in pazienza. Quello che nella Bibbia si dice con una parola greca, ma tanto piena, la Hypomoné, sopportare nella vita il lavoro di tutti i giorni: le contraddizioni, le tribolazioni, tutto questo. Questi - Paolo e Sila - sopportano le tribolazioni, sopportano le umiliazioni: Gesù le ha sopportate, è entrato in pazienza. Questo è un processo - mi permetto la parola 'un processo' - un processo di maturità cristiana, attraverso la strada della pazienza. Un processo da tempo, che non si fa da un giorno all'altro: si fa durante tutta la vita per venire alla maturità cristiana. E' come il buon vino".

Come riferisce la Radio Vaticana, il Papa ha così ricordato che tanti martiri erano gioiosi, come per esempio i martiri di Nagasaki che si aiutavano l'uno con l'altro, "aspettando il momento della morte". Di alcuni martiri, ha poi rammentato, si diceva che "andavano al martirio" come a una "festa di nozze". Questo atteggiamento del sopportare è l'atteggiamento normale del cristiano, ma non è un atteggiamento masochista. E' invece un atteggiamento che li porta "sulla strada di Gesù":

"Quando vengono le difficoltà, anche arrivano tante tentazioni. Per esempio il lamento: 'Ma guardi quel che mi viene'... un lamento. E un cristiano che continuamente si lamenta, tralascia di essere un buon cristiano: è il signore o la signora lamentela, no? Perché sempre si lamenta di tutto, no? Il silenzio nel sopportare, il silenzio nella pazienza. Quel silenzio di Gesù: Gesù nella sua Passione non ha parlato di più, soltanto due o tre parole necessarie... Ma anche non è un silenzio triste: il un silenzio del sopportare la Croce non è un silenzio triste. E' doloroso, tante volte molto doloroso, ma non è triste. Il cuore è in pace. Paolo e Sila pregavano in pace. Avevano dolori, perché si dice che poi il Signore del carcere ha lavato le piaghe - avevano piaghe - ma sopportavano in pace. Questo cammino di sopportare ci fa approfondire la pace cristiana, ci fa forti in Gesù".

Ecco che allora il cristiano è chiamato a sopportare come Gesù ha fatto, "senza lamentele, sopportare in pace". E, ha detto ancora Papa Francesco, questo "andare in pazienza, rinnova la nostra giovinezza e ci fa più giovani". "Il paziente è quello che, alla lunga, è più giovane! Pensiamo a quegli anziani e anziane nella casa del riposo, a quelli che hanno sopportato tanto nella vita: Guardiamo gli occhi, occhi giovani, hanno uno spirito giovane e una rinnovata giovinezza. E a questo ci invita il Signore: a questa rinnovata giovinezza pasquale per il cammino dell'amore, della pazienza, del sopportare le tribolazioni e anche - mi permetto di dire - di sopportarci l'uno l'altro. Perché questo dobbiamo farlo anche con carità e con amore, perché se io devo sopportare te, sono sicuro che tu mi sopporti a me e così andiamo avanti nel cammino della strada di Gesù. Chiediamo al Signore la grazia di questo sopportare cristiano che ci dà la pace, di questo sopportare col cuore, di questo sopportare gioioso per diventare sempre più giovani, come il buon vino: più giovani con questa rinnovata gioventù pasquale dello spirito. Così sia".

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
P. Manerba: Il miracolo ‘del sole’ a Nagasaki
25/11/2019 11:25
Papa in Giappone: Nagasaki, l’amore di Cristo vince ogni odio, pessimismo indolente o benessere narcotizzante
24/11/2019 10:03
Papa in Giappone: L’omaggio ai martiri di Nagasaki e a quelli di oggi
24/11/2019 09:25
Nagasaki: Dal Papa speriamo in un nuovo slancio nella diffusione del Vangelo
23/11/2019 08:00
Papa: onora i genitori e ‘se ti sei allontanato, fa uno sforzo, torna da loro’
19/09/2018 10:44


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”