10/10/2018, 10.34
VATICANO
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Papa: il disprezzo per la vita l’origine di tutto il male del mondo

Parlando del comandamento “non uccidere”, Francesco ha chiesto: “come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare?”, e: “è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema?”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – E’ il disprezzo per la vita l’origine di tutto il male del mondo, sia che si manifesti nelle guerre, nello sfruttamento dell’uomo, nell’uccisione di una vita nascente. E in quest’ultimo caso, “come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare?”  e “è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema?”.

Il Comandamento “non uccidere” in tutta la sua portata è stato al centro della catechesi di papa Francesco per l’udienza generale di oggi, nella quale ha particolarmente sottolineato il no all’aborto.

Alle oltre 30mila persone presenti in piazza san Pietro, Francesco ha infatti evidenziato come il “non uccidere, con la sua formulazione concisa e categorica, si erge come una muraglia a difesa del valore basilare nei rapporti umani: il valore della vita”.

“Si potrebbe dire – ha proseguito - che tutto il male operato nel mondo si riassume in questo: il disprezzo per la vita. La vita è aggredita dalle guerre, dalle organizzazioni che sfruttano l’uomo, leggiamo sui giornali e sui telegiornali vediamo tante cose, dalle speculazioni sul creato e dalla cultura dello scarto, e da tutti i sistemi che sottomettono l’esistenza umana a calcoli di opportunità, mentre un numero scandaloso di persone vive in uno stato indegno dell’uomo. Questo è disprezzare la vita, cioè uccidere, in qualche modo”.

“Un approccio contraddittorio consente anche la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare? Io vi domando: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Da dove viene tutto ciò? La violenza e il rifiuto della vita nascono in fondo dalla paura. L’accoglienza dell’altro, infatti, è una sfida all’individualismo. Pensiamo, ad esempio, a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave. I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza. Cioè è un modo di dire interrompere la gravidanza, è fare fuori…”. “Un bimbo malato è come ogni bisognoso della terra, come un anziano che necessita di assistenza, come tanti poveri che stentano a tirare avanti: colui, colei che si presenta come un problema, in realtà è un dono di Dio che può tirarmi fuori dall’egocentrismo e farmi crescere nell’amore. La vita vulnerabile ci indica la via di uscita, la via per salvarci da un’esistenza ripiegata su sé stessa e scoprire la gioia dell’amore. E qui vorrei fermarmi per ringraziare tanti volontari, il forte volontariato italiano, che è il più forte che ho conosciuto”.

“Che cosa conduce l’uomo a rifiutare la vita? Sono gli idoli di questo mondo: il denaro, il potere, il successo. Questi sono parametri errati per valutare la vita. L’unica misura autentica della vita è l’amore, l’amore con cui Dio la ama! L’amore con cui Dio ama ogni vita umana. Infatti, qual è il senso positivo della Parola «Non uccidere»? Che Dio è «amante della vita»”. “Il segreto della vita ci è svelato da come l’ha trattata il Figlio di Dio che si è fatto uomo fino ad assumere, sulla croce, il rifiuto, la debolezza, la povertà e il dolore (cfr Gv 13,1). In ogni bambino malato, in ogni anziano debole, in ogni migrante disperato, in ogni vita fragile e minacciata, Cristo ci sta cercando (cfr Mt 25,34-46), sta cercando il nostro cuore, per dischiuderci la gioia dell’amore. Vale la pena di accogliere ogni vita perché ogni uomo vale il sangue di Cristo stesso (cfr 1 Pt 1,18-19). Non si può disprezzare ciò che Dio ha tanto amato!”.

“Dobbiamo dire agli uomini e alle donne del mondo: non disprezzate la vita! La vita altrui, ma anche la propria, perché anche per essa vale il comando: «Non uccidere». A tanti giovani va detto: non disprezzare la tua esistenza! Smetti di rifiutare l’opera di Dio! Tu sei un’opera di Dio!”

“Nessuno misuri la vita secondo gli inganni di questo mondo, ma ognuno accolga sé stesso e gli altri in nome del Padre che ci ha creati. Lui è «amante della vita». E’ bello questo, Dio è amante della vita e noi tutti gli siamo così cari, che ha inviato il suo Figlio per noi. «Dio infatti – dice il Vangelo – ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16)”.

“Non uccidere – ha ribadito nel saluto ai fedeli arabi - è un comandamento divino che conferma la sacralità della vita umana, come dono di Dio, che nessuno, in nessuna circostanza, ha il diritto di togliere o manipolare o disprezzare. Uccidere è un peccato contro Dio, che è il Signore della vita, contro noi stessi e contro il prossimo”.

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