12/03/2018, 11.25
VATICANO

Papa: il vero cristiano ‘rischia’, perché cerca la gioia dello stare con il Signore

La grazia, il miracolo sono solo l’inizio e Francesco si è chiesto che cosa penserà Gesù di tanti cristiani che si fermano lì, che non camminano e si comportano come uno che, al ristorante, si sazia con l’antipasto e se ne torna a casa non sapendo che il meglio viene dopo.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Il vero cristiano        “rischia”, va avanti, non si ferma alla prima grazia ricevuta perché cerca la gioia dello stare con il Signore. L’ha detto papa Francesco nella messa che ha celebrato stamattina a Casa santa Marta, commentando il brano del Vangelo di oggi (Gv 4,43-54) nel quale Gesù dicendo “se non vedete segni e prodigi, voi non credete” rimprovera il funzionario del re che gli va incontro in Galilea per chiedergli di guarire il figlio malato.

Gesù sembra perdere la pazienza perché il prodigio sembra l’unica cosa che conta per la gente che sapeva dei miracoli che aveva compiuto. “Dov’è la vostra fede? Vedere un miracolo, un prodigio e dire: ‘Ma, Tu hai la potenza, Tu sei Dio’, sì, è un atto di fede, ma piccolino così. Perché è evidente che quest’uomo ha un potere forte; ma lì incomincia la fede, ma poi deve andare avanti. Dove è il tuo desiderio di Dio? Perché la fede è questo: avere il desiderio di trovare Dio, di incontrarlo, di essere con Lui, di essere felice con Lui”.

Ma il grande miracolo, ha aggiunto Francesco, lo indica la prima lettura tratta dal libro del profeta Isaia: “Ecco, io creo nuovi cieli e nuova terra. Si godrà e si gioirà sempre, di quello che sto per creare”. “Quando il Signore passa nella nostra vita e fa un miracolo in ognuno di noi, e ognuno di noi sa cosa ha fatto il Signore nella sua vita, lì non finisce tutto: questo è l’invito ad andare avanti, a continuare a camminare, “cercare il volto di Dio”, dice il Salmo; cercare questa gioia”.

Il miracolo è dunque solo l’inizio e il Papa si è chiesto che cosa penserà Gesù di tanti cristiani che si fermano lì alla prima grazia ricevuta, che non camminano e si comportano come uno che, al ristorante, si sazia con l’antipasto e se ne torna a casa non sapendo che il meglio viene dopo. “Perché ci sono tanti cristiani fermi, che non camminano; cristiani insabbiati nelle cose di ogni giorno – buoni, buoni! – ma non crescono, rimangono piccoli. Cristiani parcheggiati: si parcheggiano. Cristiani ingabbiati che non sanno volare con il sogno a questa cosa bella alla quale il Signore ci chiama”.

E la domanda che ognuno può farsi è: “Com’è il mio desiderio? (…) Cerco il Signore così? Oppure ho paura, sono mediocre? (…) Qual è la misura del mio desiderio? L’antipasto o tutto il banchetto?”. “Custodire il proprio desiderio, non sistemarsi troppo, andare un po’ avanti, rischiare. Il vero cristiano – ha concluso - rischia, esce dalla sicurezza”.

 

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