30/04/2012, 00.00
VATICANO
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Papa: l'idea del perdono trovi spazio anche nella soluzione dei conflitti internazionali

Messaggio di Benedetto XVI alla plenaria della Pontificia accademia di scienze sociali, riunita su: "The Global Quest for Tranquillitatis Ordinis. Pacem in terris, Fifty Years Later". La Pacem in terris "era ed è" anche "un invito potente" a impegnarsi in un "dialogo creativo tra la Chiesa e il mondo, tra credenti e non credenti.

Città del Vaticano (AsiaNews) - L'idea del perdono deve trovare spazio anche nella soluzione dei conflitti internazionali. Lo chiede, oggi, l'obiettivo della pace nel mondo, lo stesso che 50 anni fa spinse Giovanni XXIII a scrivere la Pacem in terris (nella foto: il momento della firma). Lo scrive Benedetto XVI nel messaggio inviato al presidente della Pontificia accademia delle scienze sociali, Mary Ann Glendon, e ai partecipanti alla 18ma sessione plenaria della stessa  Accademia sul tema: "The Global Quest for Tranquillitatis Ordinis. Pacem in terris, Fifty Years Later".

L'enciclica del 1963 è un insegnamento anche per il mondo di oggi: essa si rivolse al cuore dell'umanità per ricordare il valore della pace in un momento nel quale la guerra nucleare sembrava una reale possibilità. "Dal 1963 alcuni dei conflitti che sembravano in quel frangente insolubili sono passati alla storia", il che deve rafforzare l'impegno "per la pace e la giustizia nel mondo di oggi, fiduciosi che la nostra comune ricerca dell'ordine stabilito da Dio, di un mondo in cui è la dignità di ogni persona umana si accorda al rispetto che le è dovuto, può e potrà dare i suoi frutti".

 "La visione offerta da Papa Giovanni - scrive Benedetto XVI - ha ancora molto da insegnare a noi che lottiamo per affrontare le nuove sfide in favore della pace e della giustizia nell'era post-Guerra Fredda e in mezzo al continuo proliferare degli armamenti".

La Pacem in terris "era ed è un invito potente" a impegnarsi in un "dialogo creativo tra la Chiesa e il mondo, tra credenti e non credenti", sullo spirito del Vaticano II che proprio con Papa Roncalli prendeva le mosse.

"Nello stesso spirito, dopo gli attacchi terroristici che colpirono il mondo nel settembre 2011, il beato Giovanni Paolo II sottolineava che che 'non può esserci pace senza giustizia, né giustizia senza perdono' (Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2002). La nozione di perdono ha bisogno di trovare la sua via nei discorsi internazionali sulla risoluzione dei conflitti, così da trasformare il linguaggio sterile della recriminazione reciproca che porta da nessuna parte". "Il perdono non è la negazione del male fatto, ma una partecipazione all'amore di Dio che guarisce e trasforma, che riconcilia e ripristina".

Anche i recenti Sinodi sulle Chiese dell'Africa e del Medio Oriente, conclude Benedetto XVI, hanno messo in evidenza che "torti e ingiustizie storiche possono essere superati solo se uomini e donne vengono ispirati da un messaggio di guarigione e di speranza, un messaggio che offre una via d'uscita dall'impasse che spesso blocca persone e nazioni in un circolo vizioso di violenza".

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